ASSAD VUOLE TENERSI STRETTA LA SIRIA OCCIDENTALE. IL SENSO DELLA VISITA

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Recentemente il presidente siriano Assad ha fatto visita nella Siria occidentale, nell’area di Latakia che, come le province di Tartus e Homs, è stata devastata da incendi scoppiati la scorsa settimana. Secondo quanto riportato dall’ONU, almeno tre persone hanno perso la vita in quelle circostanze, 70 circa sarebbero state ricoverate in ospedale e si contano all’incirca 25.000 possibili sfollati tra i civili residenti nelle aree menzionate. Inoltre sarebbero, secondo le stime, 140.000 le persone colpite dai danni che gli incendi hanno procurato a case e terreni. Questi dati e l’evento fanno comprendere chiaramente quanto possa essere difficile per la popolazione residente affrontare e superare tale difficoltà che si va a sommare al crollo dell’economia siriana in questi anni, al fatto che la valuta siriana ha perso quasi l’80% del suo valore; a pesare ci sono anche le sanzioni statunitensi.

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Al di là dell’impatto che avranno gli incendi su quelle aree, si segnala il calo della produzione delle tonnellate di grano. Nel 2019 le tonnellate sono scese a 2,2 milioni rispetto ai 4,1 milioni del periodo prebellico. Il presidente siriano Assad, nel momento in cui la Siria orientale è ancora un rebus e risulta terreno di scontro tra vari attori regionali e potenze straniere come USA e Russia, cerca di aumentare il proprio consenso nella Siria occidentale che risulta essere, tra l’altro, la sua terra natia. La provincia di Latakia, in particolar modo, è stata sempre una delle più fedeli al presidente. Per questo motivo, fare visita in un’area colpita dagli incendi non solo serve al regime siriano per mantenere e aumentare il proprio consenso ma anche per tenere salda la presa su quell’area che, rispetto all’est siriano, è stata riconquistata per la maggior parte dai governativi aiutati dalle milizie iraniane e da Mosca. Assad punta chiaramente a rafforzarsi anche in un’area che rappresenta la cosiddetta “Siria utile” e che è un punto d’accesso importante al Mediterraneo .

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