LA PRECARIA TREGUA RUSSA NEL NAGORNO-KARABAKH

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“Un accordo di cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire dalle 12:00, ora di Mosca, del 10 ottobre, è stato raggiunto dopo le consultazioni trilaterali a Mosca tra i ministri degli Affari Esteri di Russia, Armenia e Azerbaijan”, ha dichiarato lo scorso sabato il ministro degli Esteri russo, Sergey Viktorovich Lavrov. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha annunciato l’avvio dei colloqui il 9 ottobre su Facebook, pubblicando una foto (in copertina) dei ministri degli Esteri di Russia, Armenia e Azerbaijan seduti a una tavola, con la didascalia ‘Началось’ (‘Si inizia’). Sergey Lavrov, Jeyhun Bayramov e Zohrab Mnatsakanyan hanno tenuto colloqui per più di 10 ore al fine di trovare una soluzione alle tensioni riesplose il 27 settembre nel Nagorno-Karabakh. Il loro incontro, iniziato alle 16.30 (GMT+3), si è infatti concluso dopo le 2.00 (GMT+3) di sabato mattina con la lettura da parte del ministro degli Esteri russo delle disposizioni previste nella Dichiarazione adottata. Nella ‘Dichiarazione dei Ministri degli Affari Esteri della Federazione Russa, della Repubblica dell’Azerbaijan e della Repubblica d’Armenia’, il cui testo è stato pubblicato da Maria Zakharova su Facebook, si legge che: “Un cessate il fuocoè stato dichiarato a partire dal 10 ottobre alle 12:00 per scopi umanitari, per lo scambio di prigionieri di guerra con altri detenuti e corpi dei morti, con la mediazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa”. Il sopraccitato documento, firmato dai ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaijan aggiunge: “Le condizioni dettagliatedel regime del cessate il fuoco saranno concordate nel prossimo futuro”. Secondo i termini dell’accordo, Erevan e Baku hanno poi nuovamente concordato di avviare ‘negoziati sostanziali’ con la mediazione dei copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OCSE per raggiungere un accordo di pace nel Nagorno-Karabakh. In aggiunta a quanto sopra, la Dichiarazione riporta che i due Paesi si sono impegnano a mantenere invariato il processo negoziale sul Karabakh. Nonostante la considerevole portata del successo diplomatico russo, poco dopo l’entrata in vigore della tregua, Armenia e Azerbaijan hanno iniziato ad accusarsi a vicenda di aver violato l’accordo siglato la notte precedente nella capitale russa.

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Secondo quanto reso pubblico da un comunicato del Ministero degli Esteri dell’Azerbaijan, nella notte tra il 10 e l’11 ottobre, le forze armene hanno sferrato un attacco con colpi di artiglieria sulla città di Ganja, in Azerbaijan, causando sette vittime e trentatré ferita. Il giorno successivo, il Primo Ministro dell’autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh, Arayik Harutyunyan, ha dichiarato quanto la tregua fosse precaria. Il portavoce di Harutyunyan, Vahram Poghosyan, ha definito il bombardamento notturno armeno una grave violazione dell’intesa raggiunta in Russia ed ha sollecitato la comunità internazionale a riconoscere l’indipendenza della provincia per porre fine ai combattimenti. In generale, è lecito affermare come la comunità internazionale abbia a lungo ignorato le frizioni che si sono registrate nella regione a partire da inizio anno ed usato la pandemia in corso per giustificare lo scarso coinvolgimento internazionale. Alla luce di quanto sopra e della portata dei recenti scontri, bisogna riconoscere la complessità del ruolo di mediatore tra il governo armeno e azero assunto dalla Russia. Qualora si riesca a preservare la sopraccitata tregua, messa a dura prova dal recente bombardamento armeno, sarebbe Mosca a uscire vincitrice dall’eterna contesa tra Erevan e Baku, arginando de facto il tentativo di Ankara di espandere la propria influenza in prossimità dei confini russi. Rimane da vedere se la comunità internazionale, in primis il Cremlino, si mobiliterà al fine di prevenire altre escalation nella regione, raffreddando in questo modo la crisi internazionale e garantendo maggiore longevità al cessate il fuoco di Sergey Lavrov.

 

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Costanza Pestarino

Costanza Pestarino. Studentessa del Master di Sicurezza Internazionale presso l'Università SciencesPo(Parigi) con concentrazioni in Europa e Rischi Globali.Nata a Genova nel 1997, ha conseguito la laurea triennale in Politica, filosofia e Economiapresso la Luiss Guido Carli (Roma). Nel 2018, ha trascorso il programma di scambiobilateralea Mosca presso Università Nazionale di Ricerca Scuola superiore di economia (Высшая Школа Экономики). Questo periodo le ha permesso di migliorare la conoscenza della lingua russa e di frequentare corsi mirati nel campo della sicurezza internazionale e delle relazioni UE-Russia.

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