EGITTO E RUSSIA INSIEME NEL MAR NERO

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“Ponte dell’amicizia 2020” è il nome della prima esercitazione militare congiunta che vedrà coinvolte, per la prima volte in assoluto, Egitto e Russia nel Mar Nero, costituendo un nuovo banco di prova per le relazioni turco-russe e non solo.

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Giovedì scorso le delegazioni delle marine russe ed egiziane hanno tenuto delle consultazioni riguardanti la pianificazione diesercitazioni militari congiunte nel Mar Nero entro la fine di quest’anno, sotto il nome di ‘’Ponte dell’Amicizia 2020’’. Secondo le dichiarazioni del ministro della difesa russa, le rispettive flotte elaboreranno delle strategie tese a proteggere le rotte marittime del Mar Nero da varie minacce, in un’area particolarmente strategica dal punto di vista energetico, il cui accesso ha permesso a Mosca nel 2015, in seguito all’occupazione e all’annessione della Crimea l’anno prima, di intervenire a sostegno del governo siriano di Bashar al-Assad e rafforzare così l’influenza russa in Medio Oriente e Nord Africa. Il lancio dell’esercitazione militare congiunta potrebbe essere stata mossa dalla necessità, avvertita da Russia e Egitto, di controbilanciare la presenza turca nel Mar Nero, scongiurando il ripetersi di episodi simili a quelli che hanno coinvolto, nelle scorse settimane, Grecia, Cipro e Turchia nel Mediterraneo orientale. Allo stato attuale, Ankara possiede la più grande marina tra gli stati ripariali del Mar Nero e la sua presenza nell’area è destinata a rafforzarsi asseguito della scoperta, annunciata questo agosto, del giacimento di gas naturale di Sakarya.

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Alla luce di ciò, se da una parte ‘’Operazione Amicizia 2020’’ potrebbe garantire una maggiore stabilizzazione dell’area geografica del Mar Nero, in cui si svolgono attività illegali legate al contrabbando e al terrorismo, d’altra parte potrebbe portare a nuove ostilità tra Egitto e Turchia, andando a costituire un nuovo banco di prova per le relazioni russo-turche. Da circa il 2015, Russia e Turchia fanno leva su una strategia di reciproco contenimento, sperimentata in Siria e replicata di recente in Libia, al fine di evitare l’escalation dei conflitti in cui sono militarmente coinvolti nella regione del Medio Oriente e Nord Africa. Tuttavia, tra Ankara e Mosca, permangono forti conflitti di interesse nei Balcani e nel Caucaso, come emerge ad esempio dal loro coinvolgimento nella guerra del Nagorno-Karabakh in corso tra Armenia e Azerbaijan. Alla luce di ciò, c’è il rischio che il lancio della ‘’Operazione Amicizia 2020’’ possa riportare a galla questioni irrisolte che legano Russia e Turchia, e i rispettivi alleati, in merito alla definizione dei nuovi equilibri geopolitici non solo nel Mediterraneo ma anche di quei territori che, in passato, sono state arene di conflitto tra l’impero ottomano e quello russo.

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Nicki Anastasio

Sono Nicki Anastasio, ho 23 anni e studio presso la facoltà di relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’Orientale. Da quasi cinque anni vivo a Napoli, per studio e lavoro, ma sono originario della Costiera Amalfitana. Negli ultimi tre anni, ho fatto due esperienze studio in Marocco e in Egitto che mi hanno permesso di approfondire lo studio della lingua araba e della cultura dei paesi arabo-islamici, di cui sono affascinato sin da piccolo. Dopo aver conseguito la laurea triennale in mediazione linguistica e culturale, ho ritenuto che analizzare le complesse dinamiche geo-politiche che caratterizzano i paesi della macro area medio-orientale fosse il proseguimento più naturale e spontaneo dei miei studi. Ritengo che per comprendere le ragioni alla base della perenne instabilità dell’area più calda del mondo sia necessario costruire una genealogia della crisi di legittimità che caratterizza gran parte dei suoi stati, considerando le specificità storico-culturali e socio-economiche di ogni contesto nazionale. Sono molto fiero di far parte dello IARI, una comunità di analisti unica nel suo genere.

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