UE-ITALIA E IL SOSTEGNO ALL’AGRICOLTURA EGIZIANA: GLI OBIETTIVI RAGGIUNTI

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Si è concluso il Programma congiunto di sviluppo rurale (UE-JRDP) reso possibile dalla cooperazione del Ministero degli affari esteri, l’Ambasciata italiana in Egitto, l’Agenzia italiana per la cooperazione (AICS) e l’Unione europea. Al fine di raggiungere gli obiettivi preposti sono state coinvolte attivamente anche le istituzioni egiziane come il Ministero della cooperazione internazionale, il Ministero dell’agricoltura e della bonifica del territorio e il Ministero dello sviluppo locale. Il progetto, avviato nel 2014, si poneva l’obiettivo di sostenere le associazioni rurali e gli agricoltori locali, con il fine di elaborare forme innovative di reddito e rafforzare le loro capacità produttive rispettando, allo stesso tempo, le esigenze di ecosostenibilità. A distanza di 6 anni quali sono stati i risultati? Una delle principali vittorie è sicuramente la riabilitazione del canale di canale Awlad Mohamed a Fayoum. La mancanza di manutenzione, che si era prolungata per anni, aveva causato ingenti perdite di acqua e favorito la diffusione di epidemie. Il progetto UE-JRDP ha rinnovato il sistema di irrigazione migliorando, a sua volta, la qualità dei terreni e della vita degli abitanti delle zone limitrofe. Sono stati coperti ben 85 chilometri di canale, permettendo a più di 2000 agricoltori di trarne vantaggio. Inoltre hanno avuto un ruolo determinante anche le campagne di sensibilizzazione sull’importanza della gestione responsabile dei rifiuti.

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Secondo i responsabili del programma, le campagne erano inizialmente rivolte a 500 abitanti dei villaggi limitrofi mentre, successivamente, sono state raggiunte 4000 persone. Inoltre sono stati coinvolti anche gli studenti dal 10 ai 16 anni e le moschee. In seguito a questa sensibilizzazione la maggior parte degli abitanti ha mostrato un maggiore interesse verso metodi alternativi per eliminare i diversi tipi di rifiuti. Tra le soluzioni adottate è stata accolta con molto entusiasmo quella della raccolta e della vendita dei rifiuti destinati al riciclo. Parte dei finanziamenti europei, infatti, sono stati impiegati per favorire l’imprenditoria e l’acquisto di macchinari utilizzati per il riciclaggio. Il progetto ha quindi favorito l’introduzione di nuove tecnologie stimolando l’interesse verso nuove forme di investimento. Secondo i dati ufficiali l’Unione europea ha stanziato fino a 1,4 miliardi di euro. È chiaro che questi numeri pongono l’UE come un partner essenziale per il Paese che ancora oggi fa i conti con un elevato tasso di povertà, con il 32,5% della popolazione egiziana vive al di sotto della soglia. Il progetto UE-JRDP ha, non solo dimostrato l’importanza di un progresso a misura d’uomo in grado di portare avanti gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile, ma anche migliorato l’immagine delle istituzioni europee. Una delle possibilità, e forse delle speranze, è che possa aver posto le basi per la riscoperta dell’identità unitaria del Mediterraneo in grado di porre fine sia alla diffidenza verso la cooperazione che all’estenuante diatriba noi/loro.

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Giusy Monforte

Cari lettori, ho il piacere di presentarmi, sono Giusy Monforte, analista dell’Istituto Analisi Relazioni Internazionali (IARI).
La mia passione per la geopolitica è iniziata a Catania, dove mi sono laureata in Politica e Relazioni internazionali. Successivamente mi sono spostata a Napoli, città che mi ha letteralmente incantata per la sua capacità di restare fedele alle sue radici identitarie pur guardando verso l’Europa. A Napoli ho conseguito una laurea magistrale in Studi Internazionali presso “L’Orientale”, dedicando particolare attenzione al mondo arabo e al diritto islamico, con il fine di inquadrare quest'ultimo nelle scienze giuspubblicistiche. Dopo la laurea ho continuato i miei studi e non ho mai smesso di scrivere: ho collaborato con diverse riviste di geopolitica.
Ho avuto la fortuna di salire a bordo di questo Think Tank sin dall’inizio riuscendo, in questo modo, a dare il mio contributo dalle sue prime manovre e a crescere professionalmente insieme ad esso. Allo IARI mi occupo soprattutto di temi afferenti al costituzionalismo in Africa e negli Stati a maggioranza musulmana.
La mia curiosità verso il mondo si riversa probabilmente anche nelle altre attività.
Dedico il resto del mio tempo alla ricerca delle scoperte musicali e vado spesso ai Festival che ti permettono di spaziare dal dreampop alla Jazztronica, senza sembrare una persona confusa, e a condividere, contemporaneamente, la passione per la musica con persone provenienti da tutto il mondo. Amo viaggiare, oltre che fisicamente, anche attraverso il cinema: seguo con particolare interesse il cinema iraniano e coreano, ma confesso che il mio cuore appartiene al canadese Xavier Dolan.
La parola che odio di più è etnocentrismo: spesso si ignora che non esiste solo una prospettiva e che la realtà ha diverse facce se imparassimo a guardarla con gli occhi degli altri.
La mia parola preferita, invece, è prònoia: perché l’universo può giocare anche a nostro favore ma a volte lo dimentichiamo

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