IL PRESIDENTE DEL COSTA RICA ANNUNCIA LO STOP DEI NEGOZIATI CON IL FMI

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Dopo lo scoppio di violente proteste in strada, il Presidente Alvarado frena i negoziati con il Fondo Monetario Internazionale.  

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Dopo giorni di intense proteste, il presidente costaricense Carlos Alvarado ha fatto un passo indietro annunciando di desistere dal rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale e chiamando ad un “diálogo nacional” i diversi settori democratici della società costaricense, tra cui i partiti politici, i sindacati, gli imprenditori, il mondo accademico e religioso.

Ma cosa è successo?

Il 17 settembre 2020 Alvarado ha presentato una richiesta di aiuto al FMI per un prestito di 1,75 milioni di dollari per far fronte alla violenta crisi economica che ha colpito il Costa Rica. Il Paese infatti, pur riuscendo a porre freno alla curva dei contagi da Coronavirus (con 83.497 casi), ora paga lo scotto di una quarantena prolungata che si aggiunge alla già difficile situazione finanziaria pre – Covid. Il Costa Rica, infatti, lotta da tempo con un grave deficit fiscale che non accenna a diminuire. Secondo le proiezioni ufficiali, il Paese chiuderà il 2020 con un deficit vicino al 9% ed un debito pubblico di circa il 70% del PIL nazionale. Stante queste condizioni, il presidente Alvarado Quesada si è rivolto al Fondo, forse non immaginando la reazione popolare che tale scelta avrebbe scaturito. Subito dopo la notizia, infatti, sono iniziate le proteste, le quali hanno registrato in pochissimi giorni un’impennata di violenza: dagli scioperi dei lavoratori si è arrivati a lanci di pietre, agenti feriti, veicoli bruciati e quasi 60 arresti. Le piazze chiedono la fine dei privilegi e dell’evasione fiscale da parte delle grandi società, e non sono disposte ad accettare gli aggiustamenti fiscali (aumenti su bonifici ed assegni, ad esempio) richiesti dal Fondo.

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Ed ora?

Lo stop dei negoziati con il FMI potrebbe anche non essere quello che sembra, ma anzi è possibile che questo sia solo un rallentamento che permetta al Presidente Alvarado di ottenere, in futuro, dall’Organizzazione internazionale un piano economico politicamente più attuabile e quindi più facile da far approvare all’Assemblea Legislativa del Paese. Il tema principale del quale si discute al momento riguarda se e quanto il Fondo Monetario possa effettivamente aiutare il Paese a contenere la crisi economica. Senza l’aiuto del FMI il bilancio fiscale costaricense soffrirebbe per colpa degli interessi richiesti dai creditori privati. D’altra parte però, un intervento del Fondo significherebbe dover compiere una ristrutturazione del sistema economico e quindi effettuare dei profondi tagli al budget nazionale. Il prestito concesso dal Fondo non riuscirebbe ad affievolire le conseguenze della pandemia ma il Governo avrebbe lo spazio di manovra necessario ad investire – sia nel breve sia nel lungo termine – in settori chiave dell’economia. Quale sarà il prossimo passo del presidente Alvarada per il futuro del Costa Rica?

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Giorgia D'Alba

Sono Giorgia e per IARI mi occupo di America Latina.
Nata a Lecce nel 1995, ho conseguito con il massimo dei voti prima la laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e successivamente la laurea magistrale in Scienze Internazionali presso l’Università di Torino. Ho studiato a Lisbona e a Buenos Aires ed ho partecipato ad un progetto di ricerca presso l’Istituto Sociale del Mercosur in Paraguay.

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