IL DIBATTITO VICEPRESIDENZIALE USA: CHI È IL VINCITORE?

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Il dibattito presidenziale della scorsa settimana ha deluso la maggior parte degli americani, lasciandoli concordi sul fatto che esso fosse stato un fallimento.  Il dibattito vice-presidenziale di mercoledì sera è stato invece molto diverso. Nonostante ci siano ugualmente state interruzioni, i candidati hanno avuto l’occasione di esporre in maniera chiara e ordinata le loro posizioni. Per questo, non vi è stato un vincitore o uno sconfitto. Vi è stata invece la chiara esposizione delle differenze sui candidati e sulla loro leadership, non molto diversa da quella che gli americani vedono ogni giorno nei telegiornali. In pochi hanno cambiato idea dopo il dibattito. “Ai sostenitori di entrambe le parti piacerà quello che ha fatto il proprio candidato e non piacerà l’altro candidato, e nessuno cambierà idea”, ha detto Bruce Haynes, uno stratega repubblicano, che dubitava che il dibattito avrebbe avuto qualche effetto sugli elettori indecisi. Jim Messina, il responsabile della campagna elettorale per la rielezione del presidente Barack Obama nel 2012, ha concordato: “Nulla ha cambiato la corsa”. [i] Nonostante questo dibattito non sia stato determinante nel cambiare l’andamento dei sondaggi, esso è stato la prima grande prova di un “nuovo” personaggio politico nello scenario statunitense. Infatti, se i democratici cercavano conferme sul fatto che Kamala Harris sarebbe, un giorno non troppo lontano, in grado di fare campagna elettorale come candidata presidenziale, lei gliele ha certamente date.

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La sua prima risposta, riguardante la crisi da coronavirus, è stata forte, e con le sue parole ha immediatamente condannato la gestione della crisi da parte dell’amministrazione Trump come “il più grande fallimento di qualsiasi amministrazione presidenziale nella storia del nostro Paese”. Il linguaggio forte e determinato ha messo da subito Mike Pence sulla difensiva. Ma la tendenza del vicepresidente Pence a eludere la verità su certe domande gli ha fatto guadagnare il disappunto di alcuni. “Perché Mike Pence non sembra dover rispondere a nessuna delle domande che gli sono state poste in questo dibattito?” ha chiesto il rappresentante di New York, Alexandria Ocasio-Cortez. Altri hanno notato la sua tendenza a interrompere sia Harris che la moderatrice Page. “Ogni donna” sa cosa vuol dire “essere interrotta da un uomo incessante”, ha scritto Brittney Cooper, professoressa di studi femminili alla Rutgers. La capacità di Harris di colpire il suo avversario con battute efficaci ha portato ad alcuni dei momenti più memorabili della serata. “Il più grande passo avanti nella storia: Harris vince”, ha scritto Mike Murphy, uno stratega repubblicano che è stato molto critico nei confronti del presidente e del vicepresidente. Mai prima d’ora una donna nera aveva partecipato a un dibattito presidenziale o vicepresidenziale. [ii]

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