SUGA YOSHIHIDE E LE SFIDE DEL GIAPPONE

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Suga Yoshihide è il nuovo Primo Ministro giapponese: futuro trascinatore degli ideali di Abe Shinzo ma con nuove sfide alle porte.

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Mercoledì scorso Suga Yoshihide è diventato ufficialmente il nuovo Primo Ministro del Giappone. Con 377 voti favorevoli su 534 totali, Suga prende il posto dell’uscente Abe Shinzo, che aveva precedentemente annunciato le proprie dimissioni dalla carica di Primo Ministro a causa di problemi di salute: l’ex Primo Ministro è affetto fin da giovane da una forma di retto-colite ulcerosa che già in passato gli aveva provocato numerosi problemi, tanto da dimettersi già nel 2007 dopo solo un anno dalla sua elezione per la stessa motivazione. L’ultimo anno per Abe Shinzo si è rivelato complicato e incerto: da una parte il rinvio delle Olimpiadi a causa della pandemia e dall’altro l’emergenza stessa del Covid19 hanno inflitto un duro colpo alla sua figura, tant’è che gli ultimi sondaggi indicavano l’indice di gradimento per l’operato del Governo Abe inferiore al 36%. Le dimissioni di Abe hanno inflitto una scossa al Paese per quanto riguarda la conclusione di una lunga continuità ai vertici del potere del Paese.

Se infatti è vero che il Giappone si trova tutt’ora a doversi confrontare con diverse problematiche che affliggono la Nazione (gli obiettivi della Abeconomics, le tensioni con la Cina, il problema dell’invecchiamento della popolazione e la questione sulla sicurezza e la modifica della Costituzione) dall’altra parte la longevità della politica di Abe Shinzo aveva finalmente creato un clima di continuità e maggior stabilità nel Paese. Se pensiamo al periodo delle crisi nipponiche, anche chiamato Ushinawareta Nijūnen ovvero i “Venti anni persi”, il lasso di tempo dal 1990 – 2010 dove si sono susseguite svariate crisi nel settore immobiliare e finanziario, alla guida del Paese del Sol Levante si erano succeduti ben 14 diversi Primi Ministri. 

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 Suga e il legame con Abe Shinzo

Gli esperti considerano la vittoria di Suga dettata anche dalla necessità del Partito Liberal Democratico di mantenere una forte linea stabile nel Governo: Suga è stato infatti per lungo tempo il braccio destro di Abe, sempre fedele e sostenitore delle manovre dell’ex Primo Ministro. Divenuto Capo Segretario di Gabinetto nel 2012, Suga ha sempre dimostrato la sua lealtà a Abe, sostenendo i suoi programmi e specialmente gli obiettivi della Abeconomics (l’insieme delle grandi riforme economiche che secondo Abe permetteranno una nuova crescita economica del Paese). Ulteriore prova che il passaggio di consegne mantiene uno stretto legame tra i due è certamente la nomina di Nobuo Kishi, fratello minore di Abe, a Ministro della Difesa. Suga eredita la direzione politica di Abe con la necessità però di ristabilire nella popolazione fiducia nel governo. Per far sì che ciò avvenga, la biografia di Suga può aiutare. Diversamente da Abe, la cui famiglia è sempre stata fortemente legata alla vita politica (il padre e il nonno erano entrambi politici), Suga proviene da una umile famiglia contadina del nord del Giappone. Cresciuto ad Akita, il nuovo Primo Ministro attraverso il duro lavoro e le proprie capacità è riuscito a costruirsi una brillante carriera politica. La figura di Suga è quella del “self made man”, l’uomo che è riuscito a costruirsi da solo, una caratteristica che non passa inosservata nella cultura asiatica ma che anzi diventa una qualità importante e che il popolo apprezza in un politico (per mantenersi all’università Suga lavorava in una fabbrica di imballaggio a Tokyo).

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Le sfide future tra politica interna e estera

 L’agenda del nuovo Primo Ministro è ricca di sfide: in primis è necessario che il Giappone continui con la propria battaglia al Covid19. Mentre il mese di giugno aveva fatto dato riscontri positivi, con una la media di contagi di circa 50 al giorno, durante l’estate la media è risalita (picchi di 1000 contagi ad agosto) e oggi si attesta a 500 casi giornalieri. Uno dei problemi che il Giappone continua a manifestare è la crescente percentuale dell’invecchiamento della popolazione giapponese: le insicurezze economiche per i giovani hanno fatto si che negli ultimi due decenni siano diminuiti sia il tasso di matrimoni che il tasso di natalità, mentre l’aspettativa di vita è costantemente cresciuta (nel 1960 era di 72 anni, oggi si attesta a 84 anni). Sono inoltre necessarie nuove riforme volte a semplificare la complessa burocrazia della Nazione, a migliorare le condizioni delle comunità rurali e a rinvigorire il turismo in Giappone che a causa del Covid19 ha visto una brusca interruzione.  

Sicuramente le Olimpiadi di Tokyo 2021, spostate di un anno a causa della pandemia, potrebbero rappresentare un importante rilancio per il turismo in Giappone, mentre anche sul piano delle riforme burocratiche è alta l’aspettativa data la profonda conoscenza della burocrazia nipponica da parte del Primo Ministro Suga. Come per Abe Shinzo, anche la politica estera ha un forte valore per Suga, il quale non sembra voglia attendere nuovi scontri tra Pechino e Washington. Il prossimo mese è già stato fissato l’incontro tra i membri del QUAD (il forum strategico tra Giappone, USA, Australia e India) in cui il nuovo Primo Ministro incontrerà il Segretario di Stato Mike Pompeo. Durante l’incontro verranno certamente discussi i principali punti in comune tra i 4 Paesi: la cooperazione in termini di sicurezza, diplomazia e commercio con particolare attenzione alle mosse della Cina nel Mar Cinese e nella zona dell’Indo Pacifico. Il concetto di Abe Shinzo del Free and Open Indo Pacific (FOIP) sviluppato nel 2016, rimane uno dei punti fondamentali della nuova strategia estera giapponese con il preciso obiettivo di riottenere maggiore controllo nella zona sud-est asiatica, monopolizzata negli ultimi anni dalla Cina.

Il FOIP infatti non deve essere considerato un semplice accordo tra i Paesi del QUAD di natura puramente diplomatica e commerciale, ma una vera e propria strategia per non permettere alla Cina di impossessarsi del monopolio delle zone della Nuova Via della Seta. Infine, dal punto di vista militare e della sicurezza, Suga punta a realizzare il piano di Abe, ovvero attuare una revisione della Costituzione per favorire un ruolo di maggior rilievo alla Jieitai (le Forze di Autodifesa del Giappone). È davvero troppo presto per ipotizzare gli sviluppi della politica di Suga, ciò che però sembra chiaro è che la “strategia della continuità” sembra essere stata necessaria per assicurare una sicura e stabile transizione per il post-Abe. I prossimi mesi ci sapranno dire se il cambio obbligato del vertice sia stata una formalità causata dalle condizioni di salute dell’ex Primo Ministro o se ci saranno risvolti che porteranno cambiamenti nel modus operandi del Paese del Sol Levante.

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