LE CAROVANE CHE SFIDANO LE LEGGI MIGRATORIE

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Torna al centro del dibattito centroamericano il fenomeno delle carovane di migranti che dall’America Centrale cercano di raggiungere gli Stati Uniti.

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La prima carovana partì nel 2018, poco prima delle elezioni di metà mandato USA, da San Pedro Sula, la seconda città più importante dell’Honduras, e da quel momento questa è diventata una modalità frequente di migrazione nella regione. Nel tentativo di contrastare il fenomeno, l’amministrazione Trump, per cui il dossier dell’immigrazione irregolare è fondamentale, ha concluso accordi bilaterali, nella materia de qua, con i Paesi del cosiddetto Triangolo del Nord del Centro America, ovvero El Salvador, Guatemala e Honduras, da cui proviene la maggior parte dei migranti irregolari verso gli USA.

Gli accordi  formulano la previsione che questi siano Paesi terzi sicuri, configurando dunque in capo agli stessi una responsabilità procedurale e di accoglienza nei confronti dei richiedenti asilo, anche provenienti da Paesi terzi, che sono obbligati a permanere sul loro territorio mentre presentano domanda di asilo alle autorità statunitensi e ne attendono l’esito. Gli accordi, che prevedono anche un rafforzamento dell’uso della forza alle frontiere, sono stati pesantemente criticati da diversi attori operanti in difesa dei diritti dei migranti, che mettono in discussione l’adeguatezza del sistema di accoglienza dei Paesi centroamericani.

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Gli ultimi sviluppi: Nonostante la pandemia e le crescenti restrizioni USA all’immigrazione, il 30 settembre una carovana di migranti honduregni è partita proprio dalla città di San Pedro Sula, diretti verso il confine con il Guatemala, con l’intenzione di raggiungere di lì il Messico e poi attraversare la frontiera con gli Stati Uniti. La carovana, in cui compaiono molte donne e minori anche non accompagnati, come nel 2018 è partita poco prima delle elezioni statunitensi; tempismo che ha, tra l’altro, insospettito il Presidente messicano Andrés Manuel López Obrador.

Nonostante un accordo regionale permetta ai cittadini honduregni il transito in Guatemala, il 4 ottobre il Presidente guatemalteco Alejandro Giammattei, giustificandosi con l’emergenza sanitaria, ha fatto arrestare ed espellere circa 3500 migranti, causando tensioni e controversie con il governo di Tegucigalpa. Considerando gli incentivi economici e politici degli accordi migratori statunitensi verso i Paesi centroamericani, si prevede che questi continueranno ad ostacolare i flussi di migranti verso il Paese nordamericano, in spregio a speranze e diritti di migliaia di persone che continueranno comunque a sfidare le leggi migratorie per fuggire da contesti di appartenenza caratterizzati da violenza estrema, disoccupazione e povertà generalizzata.

 

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Annachiara Cammarata

Annachiara Cammarata, analista per IARI di Diritto Internazionale e diritti umani. Laureata in Mediazione linguistica e culturale presso l’Università degli studi di Napoli l’Orientale, con una tesi sulla tutela dei diritti umani nel sistema giuridico islamico, sono attualmente laureanda magistrale in Relazioni Internazionali per l’area MENA nello stesso ateneo, redigendo la mia tesi sulla cooperazione strategica dell’Ue con i Paesi terzi per la gestione dei flussi migratori, e sto frequentando un Master di II livello in Politica e Relazioni Internazionali presso la LUMSA di Roma. Durante il mio percorso universitario ho avuto l’opportunità di studiare all’estero in Europa, America Latina e Nord Africa, esperienze preziose che mi hanno aiutata a dare forma ai miei progetti accademici e lavorativi.

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