GLI USA AMMONISCONO IL PORTOGALLO: ATTENZIONE AI RAPPORTI CON PECHINO!

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Gli Stati Uniti proseguono nella politica anticinese, minacciando Lisbona di conseguenze negative in caso Huawei partecipasse allo sviluppo del 5G nel paese.

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Le tensioni internazionali tra Cina e Stati Uniti continuano a ripercuotersi su paesi geograficamente lontani da entrambe le potenze, come l’Australia e gli stati membri dell’Unione Europea. Questa volta è stato il turno del Portogallo, minacciato dall’ambasciatore americano a Lisbona George Glass, di possibili conseguenze sulla cooperazione in materia di difesa e sicurezza tra USA e Portogallo, qualora questo intensificasse i legami con Pechino. Le preoccupazioni di Glass riguardano principalmente l’installazione della rete 5G, settore in cui l’azienda cinese Huawei si pone come leader, con tecnologia avanzata e prezzi estremamente competitivi. In Portogallo, NOS, Vodafone e Altice, le tre principali aziende di telecomunicazioni del paese, avevano chiarito, a maggio, che non avrebbero utilizzato tecnologia Huawei per le componenti chiave dell’infrastruttura 5G, ossia server, gateway e router. Il dubbio rimane sulla possibilità che le componenti prodotte da Huawei entrino a far parte degli snodi non centrali del sistema, avendo potenzialmente accesso ai dati scambiati all’interno della rete.

Il governo portoghese guidato da António Costa ha risposto alle dichiarazioni di Glass enfatizzando l’indipendenza di Lisbona in materia di politica estera e la sua affidabilità e credibilità in quanto partner degli Stati Uniti. Le relazioni sino-portoghesi risalgono al 16°secolo, quando vennero inaugurate le rotte commerciali tra le due potenze, per poi culminare nel 1887 con la cessione di Macao alla corona di Lisbona. Dopo la guerra civile tra le forze comuniste e nazionaliste e il trentennio maoista, le relazioni tra i due paesi sono ufficialmente riprese nel 1979. Nel 1999, Macao è stata riconsegnata nelle mani di Pechino, lasciando le due potenze libere da controversie di natura territoriale. 

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Da allora, Cina e Portogallo hanno costruito una solida relazione bilaterale, tanto da portare alcuni critici ad etichettare Lisbona come “l’amico speciale di Pechino in Europa”. Dal punto di vista commerciale, il Portogallo, nel 2019, ha sofferto di un deficit di circa 2.6 miliardi di dollari, dovuto al maggiore acquisto di merci cinesi rispetto alle esportazioni portoghesi verso il dragone. La relazione di sostegno e fiducia tra i due paesi è testimoniata anche dalla firma di Lisbona, nel dicembre 2018 del Memorandum of Understanding per partecipare alla Belt and Road Initiative, il progetto di investimenti infrastrutturali promosso da Pechino. Una serie di investimenti attuati e possibili, provenienti dal dragone aggiungono preoccupazione ai tavoli diplomatici americani ed europei. Due episodi risultano significativi: la società di costruzione portoghese Mota-Engil ha dichiarato di essere prossima ad un accordo per la cessione del 30% dell’azienda alla China Communications Construction Company, colosso cinese in cui il governo di Pechino partecipa per il 63%. Un ulteriore fastidio deriva dall’annunciata espansione del porto di Sines, collocato sul versante atlantico; l’appalto per la costruzione del nuovo terminal ha già suscitato l’interesse di COSCO Shipping e altre aziende cinesi del settore, alimentando la paura che il dragone si possa inserire in un’area geografica strategica, vicina a Panama e cruciale per l’approvvigionamento di gas naturale e petrolio in territorio portoghese.

In conclusione, l’appetito cinese per investimenti in progetti infrastrutturali in aree geografiche strategiche e la competitività delle sue aziende tecnologiche aprono ad un dilemma tra i policymakers portoghesi, così come già successo ai colleghi in Grecia. Aprire le porte al dragone, o cedere alle preoccupazioni e alle pressioni americane?

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Annalisa Mariani

Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lioho capito che l'aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. QuelPartito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho decisodi studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China eGlobalizzazione al King's College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso / proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportivae mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, sonoo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completo le persone sotto ogni punto di vista echesia l'unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.

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