CONSIGLIO EUROPEO STRAORDINARIO, SOLUZIONE SOFT PER IL MEDITERRANEO ORIENTALE

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Il Consiglio europeo congela le sanzioni e sceglie di risolvere le controversie nel Mediterraneo orientale attraverso il dialogo pacifico. Nel frattempo, il ministro degli Esteri Di Maio incontra alla Farnesina il suo omologo turco Çavuşoğlu.

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I Capi di Stato e di Governo dei 27 Stati membri dell’Unione europea si sono riuniti a Bruxelles per il Consiglio europeo straordinario del 1° e 2 ottobre 2020, dedicato alle relazioni esterne dell’UE e alle questioni economiche relative al mercato unico, alla politica industriale e al digitale.Il dibattito sulle relazioni esterne ha consentito ai leader europei di confrontarsi su questioni importanti come le relazioni con le Cina, la situazione in Bielorussia, il conflitto in Nagorno-Karabakh e l’avvelenamento di Alexei Navalny. Tuttavia, a rappresentare il tema centrale dell’incontro è stata, certamente, la tensione tra Grecia, Cipro e Turchia nel Mediterraneo orientale. Del resto, il vertice straordinario è stato convocato proprio per definire una linea di intervento condivisa per la gestione della crisi.

Dopo aver ribadito piena solidarietà alla Grecia e alla Repubblica di Cipro, condannando le violazioni dei confini marittimi e del diritto internazionale da parte della Turchia, il Consiglio europeo, a margine del vertice, è giunto alla conclusione che l’UE intende promuovere la stabilità del Mediterraneo orientale e appianare le divergenze attraverso il dialogo pacifico e in conformità al diritto internazionale. Il Consiglio, inoltre, ha condannato le violazioni dei diritti sovrani di Cipro, invitando la Turchia ad astenersi da tali azioni ed auspicando l’apertura di negoziati per la delimitazione della piattaforma continentale e della zona economica esclusiva dei due Paesi.

 
 

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Nicosia, che subisce frequenti violazioni dei propri confini marittimi da parte di Ankara, sperava nell’adozione di una linea più dura da parte dell’UE, ma i leader europei hanno preferito optare per un approccio soft, basato sul dialogo e non sulle sanzioni, per tutelare lo sviluppo delle relazioni di cooperazione con la Turchia, soprattutto in ambito economico e migratorio. Tuttavia, il Consiglio si riserva la facoltà di applicare di sanzioni e ricorrere agli strumenti previsti dai trattati europei nel caso in cui la Turchia continui a rendersi responsabile di attività illegali o provocazioni unilaterali nei confronti di Grecia e Cipro. Infine, per monitorare gli sviluppi dello scenario, il Consiglio europeo propone l’istituzione di una conferenza multilaterale sul Mediterraneo orientale. Dunque, tornerà ad occuparsi della questione durante il meeting in programma per dicembre.  

Mentre l’UE affronta in maniera cauta e lenta la questione del Mediterraneo orientale, accordando uguale importanza alla tutela dei rapporti con il partner turco e alla protezione dei confini dei suoi Stati membri periferici, la diplomazia bilaterale procede parallelamente. Nella giornata di venerdì, il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, ha incontrato a Roma il suo omologo turco, Mevlüt Çavuşoğlu, per discutere di Libia, Nagorno-Karabakh e relazioni UE-Turchia. Di Maio ha ribadito la solidarietà dell’Italia a Grecia e Cipro, ma ha riconosciuto la Turchia come partner strategico e interlocutore chiave nella gestione sia della crisi libica che del fenomeno migratorio. Verso quale direzione si proiettano, dunque, le relazioni tra Italia e Turchia?

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Vanessa Ioannou

Sono Vanessa Ioannou, classe 1990, analista IARI per l’Europa. Dopo la laurea magistrale in Studi internazionali, conseguita presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi in Relazioni esterne dell'UE, ho lavorato presso una redazione giornalistica, occupandomi di Politica e Esteri, e in seguito ho intrapreso il mio percorso professionale da consulente.
Per lo IARI mi occupo di Europa ed in particolare di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. Sono profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, che non sono mai isolati, ma sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI significa contribuire all’analisi di temi nazionali ed internazionali in un ambiente professionale, giovane e stimolante e mi dà la possibilità di coniugare i miei più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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