ITALIA E QATAR LONTANI MA VICINI

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Le relazioni bilaterali tra Italia e Qatar rappresentano una best practice per la diplomazia italiana e per il comparto di difesa e sicurezza italiano.

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Nel corso dell’ultimo decennio la Repubblica Italiana e la piccola Monarchia del Qatar hanno intensificato i loro rapporti diplomatici. I due Stati seppur lontani geograficamente, culturalmente e storicamente hanno tuttavia coltivato una relazione di grande amicizia, rafforzando la loro cooperazione in settori strategici come quello economico-commerciale e di difesa e sicurezza. Per prima cosa bisogna domandarsi cosa c’entra l’Italia con il Qatar? Per rispondere a questa semplice domanda è necessario fare alcuni passi indietro cercando di tratteggiare sinteticamente i rapporti bilaterali tra Roma e Doha. Il regno del Qatar, situato nella penisola arabica fa parte di un gruppo di Stati conosciuti come “Monarchie del Golfo” o anche “Petromonarchie” perché possiedono ricchi giacimenti di Petrolio. il Qatar si è trovato al centro di una grave crisi diplomatica iniziata nel 2017, l’Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto hanno imposto un pesante embargo a Doha e all’Emiro regnante Tamin bin Hamad al Thani.

Oltre a interrompere le relazioni diplomatiche con il Qatar questi Stati del Golfo hanno esercitato pressioni su altri Stati arabi e africani, con lo scopo di isolare del tutto Doha. Soltanto il Kuwait e l’Oman si sono dichiarati neutrali e pronti a mediare nella disputa tra le parti. La ragione di tutto questo sta nella divergenza di visione sulla politica regionale e internazionale tra la monarchia del Qatar e la monarchia Saudita, lo scontro tra le due famiglie reali è stato dunque inevitabile, il peso politico, le alleanze internazionali e la forza di Riyadh hanno avuto la meglio sul Qatar. Ma nonostante tutto, Il regno del Qatar non si è dato per vinto cercando fin da subito sostegno altrove, ha così rafforzato le relazioni con la Turchia del Presidente Recep Tayyip Erdoğan e con l’Iran, Teheran in questo senso è stata preziosa e di vitale importanza per tutta la popolazione del Qatar, proprio dall’Iran è stato creato un ponte aereo per garantire i rifornimenti costanti e di vitale importanza per lo stesso Qatar. È proprio in questa complessa dinamica regionale, che riesce ad inserirsi perfettamente l’Italia, la quale per prima tra tutti i paesi Europei affianca il Qatar dando il proprio sostegno.

 
 

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Dal 2010 attraverso la firma di un accordo intergovernativo sulla cooperazione nel settore della difesa, che Roma e Doha si sono avvicinate, sostenendosi l’un l’altra in numerosi dossier internazionali. Proprio a partire dalla Libia, il Qatar sul piano internazionale ha fin da subito sostenuto la posizione Italiana, garantendo il pieno sostegno a Tripoli e al governo di unità nazionale guidato dal Presidente Fayez al-Serraj. Doha inoltre proprio per ragioni di sicurezza e difesa dei propri confini inseguito all’embargo ha avviato un intenso programma di acquisizione, finalizzato ad ampliare e ammodernare le tecnologie militari e le proprie forze armate. Ecco che l’Italia e l’industria di difesa e sicurezza italiana, considerata nel mondo un’eccellenza diventa in questo processo il miglior partner per il Qatar. Andando in ordine cronologico sono stati firmati numerosi contratti di vendita tra Italia e Qatar, nel 2017è stato firmato un accordo sulla difesa congiunta tra i due paesi; che prevede un acquisto da parte della Marina del Qatar di ben 7 unità navali da Fincantieri, per un valore di 5 miliardi di euro, sempre nello stesso anno, Leonardo è riuscita a far firmare al Qatar un contratto per la fornitura di 24 caccia multiruolo Typhoon più comunemente conosciuti “Caccia Eurofighter”, nel 2018 invece sempre la stessa Leonardo sigla un ulteriore accordo commerciale per la fornitura di 28 elicotteri modello NH-90, destinati dall’aviazione del Qatar sia per la difesa delle coste che per le piattaforme di gas offshore. Infine, l’azienda italiana di armamenti più famosa al mondo la “Beretta” è riuscita ad aprire un impianto produttivo proprio a Doha, con il quale sarà in grado di fornire su licenza, pistole e fucili d’assalto alle forze armate e di polizia qatariote.

In tempi più recenti nell’Ottobre 2019 si è svolta un’esercitazione congiunta tra l’esercito Italiano e quello del Qatar in una località a sud della capitale Doha, sono stati impiegati circa 800 militari italiani numerosi veicoli da combattimento e assetti militari di vario genere. L’Emiro del Qatar più volte venuto in visita di Stato a Roma ha indicato l’Italia come partner affidabile e un alleato strategico, manifestando apprezzamento per tutti gli accordi conclusi tra i due Stati e la volontà dell’Emiro di incrementare le relazioni con Roma.   La relazione diplomatica e di amicizia è basata principalmente sul piano economico-commerciale, per mostrare pubblicamente la grande sinergia tra i due Stati ad aprile 2019 è stata inaugurata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte la nuova sede dell’ambasciata italiana, situata adesso nel complesso dell’Alfardan Tower a Doha, inoltre si sta lavorando anche per istituire una scuola italiana sempre a Doha. Vale la pena sottolineare come Il Qatar è stato prezioso grazie alle sue ingenti risorse finanziarie, anche nella triste vicenda della compagnia aerea Air Italy (ex Meridiana) che ha finanziato attraverso la propria compagnia di bandiera la Qatar Airways.La relazione bilaterale tra Italia e Qatar può essere in parte inserita all’interno di quella che viene identificata come neo-atlantismo ovvero un ampio spazio di manovra e di autonomia di Roma rispetto alla politica internazionale intrapresa dagli USA, che come noto nella regione della penisola arabica appoggiano da sempre il Regno dell’Arabia Saudita. Ma risulta anche un tentativo ben riuscito di ritagliarsi uno spazio di primo piano rispetto ai competitors e partners Europei come Francia e Germania.

 

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Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguito gli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.

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