IN PALESTINA “L’UNIONE FA LA FORZA”

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A seguito dei recenti accordi di normalizzazione dei rapporti diplomatici tra le potenze del Golfo e Israele, al-Fatah e Hamas hanno raggiunto un’intesa per nuove elezioni parlamentari e la formazione di un governo di unità nazionale.

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Dopo le ultime elezioni parlamentari tenutesi in Palestina nel 2006 e la disputa tra i due partiti politici principali Hamas e al-Fatah, questi ultimi hanno raggiunto un’ intesa il 24 settembre per tenere nuove elezioni parlamentari entro i prossimi sei mesi con l’obiettivo di garantire la formazione di un governo di unità nazionale. I dialoghi, tenutesi in Turchia con la mediazione del governo di Ankara, si sono svolti in un periodo particolare per la Palestina e non è un caso. È bene tenere a mente, a tal proposito, i recenti accordi di normalizzazione dei rapporti diplomatici tra le potenze del Golfo e Israele che rendono particolarmente necessaria, ora più che mai, l’unità in seno all’Autorità Palestinese per poter dare voce alle istanze e alle esigenze della popolazione e rivendicarne i diritti. La disputa tra i due partiti, risultata nella divisione dell’Autorità Palestinese nel 2007, è stata il frutto di difficoltà di conciliazione tra le due fazioni politiche dopo le elezioni parlamentari del 2006 e la conseguente incapacità nel raggiungere un accordo di governo. Il conflitto politico si è ben presto trasformato in una vera e propria guerra civileper la cui risoluzione si sono susseguite numerose iniziative di riconciliazione, tra cui quelle del 2011, 2014, 2015 e 2017. L’ultima iniziativa risale al 2019 quando otto gruppi palestinesi, tra cui il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (OLP), il Fronte democratico per la liberazione della Palestina e il Partito del popolo palestinese, hanno invitato al-Fatah e Hamas a prendere nuovamente in considerazione i precedenti accordi e procedere alla creazione di un governo tecnocratico in attesa di nuove elezioni. Malgrado ciò, la situazione non ha subito sostanziali cambiamenti fino alla scorsa settimana.

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Sembrerebbe che la possibilità di porre fine al “conflitto [al-Fatah – Hamas] nel conflitto [israelo-palestinese]” sia vicina. Al-Fatah, al governo della Cisgiordania, e Hamas, de facto alla guida della Striscia di Gaza, hanno raggiunto un accordo per tenere delle elezioni legislative, presidenziali e, infine, per l’elezione del Comitato centrale dell’OLP. Come già detto, il contesto in cui si inserisce quest’ultima iniziativa è di particolare rilievo. L’unità dell’Autorità Palestinese è necessaria per porre un’adeguata opposizione a tutti i piani di pace del conflitto Israelo-Palestinese che non tengono però conto della stessa popolazione palestinese e rendono il riconoscimento della Palestina non più funzionale alla fine del conflitto. In questo particolare momento storico è inevitabile, dunque, che l’unità del popolo si rifletta nell’unità politica dell’Autorità Palestinese affinché quest’ultima non sia più vulnerabile e, piuttosto, risulti capace di contrastare le crescenti minacce all’esistenza della Palestina.

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Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

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