LA TRADE WAR DI TRUMP VIOLA IL DIRITTO INTERNAZIONALE

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Per la WTO le tariffe americane su 200 miliardi di prodotti cinesi violano le regole internazionali sul commercio.

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L’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha diffuso un rapporto sul ricorso cinese contro limposizione, da parte degli Stati Uniti, di dazi aggiuntivi ad valorem su una lista di prodotti cinesi dal valore di oltre 200 miliardi di dollari, nel 2018. Il responso del panel della WTO è stato chiaro: la guerra commerciale degli USA è contro le regole internazionali commerciali di non discriminazione, e viola il diritto internazionale. La trade war, ed in generale il ritorno ad una politica commerciale protezionistica, è stata un punto fermo dell’amministrazione Trump, nonostante a gennaio, dopo 18 mesi di guerra dei dazi, la situazione si avviasse verso una progressiva distensione, con la firma della Fase 1 di un accordo di pace commerciale. Washington ha unilateralmentelanciato, nel 2018, una guerra commerciale contro Pechino sulla base di una vecchia normativa commerciale, il Trade Act del 1974, in particolare la sezione 301, che autorizza il Presidente a imporre dazi o restrizioni sulle importazioni dei Paesi la cui politica commerciale risulta penalizzante per gli Stati Uniti. Nel caso in questione, Trump imputa alla Cina pratiche sleali in materia di proprietà intellettuale e trasferimento tecnologico.

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La WTO sostiene che gli USA non hanno mai adempiuto all’onere di comprovare le accuse lanciate a Pechino, portando così alla decisione dell’organizzazione. In risposta, il Rappresentante per il Commercio USA, Robert Lighthizer, ha dichiarato che il responso conferma la necessità di riforma e la totale inadeguatezza dell’organizzazione rispetto alla tutela di “lavoratori, imprese, agricoltori e allevatori americani” contro le pratiche scorrette cinesi. Washington potrebbe ora fare ricorso in appello contro la decisione, aprendo un contenzioso interminabile e nei fatti inconcludente, in quanto da più di due anni Trump ha causato un vero e proprio limbo legale in seno alla WTO, paralizzandone l’arbitrato attraverso il rifiuto di nominare i giudici d’appello che dovrebbero poi emettere un verdetto finale vincolante. Nonostante le difficoltà della WTO nell’adattarsi ad operare in un ordine economico perennemente attraversato da tensioni globali e in cui gli USA non sono più il punto fermo del sistema internazionale degli scambi commerciali, la decisione del panel sembra offrire una boccata d’aria ai Paesi preoccupati dalle sanzioni di Trump, Ue inclusa, e dalla lotta al multilateralismo ingaggiata dalla sua amministrazione.

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Annachiara Cammarata

Annachiara Cammarata, analista per IARI di Diritto Internazionale e diritti umani. Laureata in Mediazione linguistica e culturale presso l’Università degli studi di Napoli l’Orientale, con una tesi sulla tutela dei diritti umani nel sistema giuridico islamico, sono attualmente laureanda magistrale in Relazioni Internazionali per l’area MENA nello stesso ateneo, redigendo la mia tesi sulla cooperazione strategica dell’Ue con i Paesi terzi per la gestione dei flussi migratori, e sto frequentando un Master di II livello in Politica e Relazioni Internazionali presso la LUMSA di Roma. Durante il mio percorso universitario ho avuto l’opportunità di studiare all’estero in Europa, America Latina e Nord Africa, esperienze preziose che mi hanno aiutata a dare forma ai miei progetti accademici e lavorativi.

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