IL VATICANO E LA CINA SI PREPARANO A RINNOVARE L'ACCORDO STORICO, SCATENANDO LE IRE DEGLI STATI UNITI

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Papa Francesco avrebbe approvato un rinnovo biennale dell’accordo sulla nomina dei vescovi controllati dal Vaticano. Il Vaticano e la Cina si stanno preparando a rinnovare un accordo storico sulla nomina dei vescovi che ha recentemente scongelato i rapporti gelidi tra i due stati, scatenando però il risentimento degli Stati Uniti. Infatti, Papa Francesco ha dato il via libera al rinnovo dell’accordo, ancora in fase “sperimentale”, per altri due anni, ha riferito martedì l’agenzia AFP. Secondo una fonte vicina alla questione, la proroga dovrebbe essere firmata il mese prossimo. La settimana scorsa, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha indicato che il rapporto di Pechino con il Vaticano sta migliorando. Papa Francesco ha lavorato duramente per ristabilire i legami con il Paese comunista. Tuttavia, le sue proposte sono entrate in conflitto con gli sforzi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nel tentativo di isolare la Cina, sta demonizzando il paese di Xi Jinping, facendo del tema della libertà religiosa una questione di politica estera centrale nella sua campagna per un secondo mandato. [i]

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Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha lanciato l’offensiva la scorsa settimana in un articolo sulla rivista religiosa statunitense First Things, sottolineando come, a suo parere, in Cina i credenti di ogni fede vengano trattati in modo orribile. Egli ha inoltre affermato che molti Paesi hanno espresso “ripugnanza” per “l’accelerazione delle violazioni dei diritti umani da parte del regime”, mettendo quindi in cattiva luce l’avvicinamento del Vaticano. “Il Vaticano metterà in pericolo la sua autorità morale, se dovesse rinnovare l’accordo”, ha aggiunto su Twitter. I circa 12 milioni di cattolici cinesi sono da decenni divisi tra un’associazione gestita dal governo, il cui clero è scelto dal Partito comunista ateo, e una chiesa clandestina non ufficiale fedele al Vaticano. Quest’ultima riconosce l’autorità del Papa ed è spesso perseguitata per questo. Dopo anni di lenti negoziati, il 22 settembre 2018 il Vaticano ha siglato uno storico accordo “provvisorio” con Pechino. Il contenuto esatto non è mai stato pubblicato, ma il punto chiave è che Pechino e il Vaticano abbiano collaborato nella nomina dei vescovi cattolici in Cina. Successivamente, il Santo Padre ha riconosciuto otto vescovi cinesi che erano stati nominati da Pechino senza la sua approvazione. Da allora, due nuovi vescovi sono stati nominati in Cina, con l’approvazione dei 1,3 miliardi di cattolici del mondo. All’inizio di quest’anno, i ministri degli Esteri cinesi e vaticani si sono incontrati pubblicamente in un evento internazionale per la prima volta in 70 anni.

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Uno dei maggiori esperti di affari cinesi della Chiesa cattolica, padre Bernardo Cervellera, all’inizio di questo mese ha dichiarato al sito di notizie religiose Cruxnow.com, che nonostante l’accordo abbia attirato molta attenzione e causato molto clamore, in realtà i frutti siano stati scarsi, e ha espresso la speranza che il Vaticano, nel rinnovare l’accordo, sia più duro con la Cina. Infatti, la fonte ha sottolineato che vi sono questioni spinose che i diplomatici vaticani stanno sollevando a Pechino. Per esempio, la scomparsa improvvisa di alcuni sacerdoti cattolici cinesi dalle loro parrocchie per settimane “su invito” delle autorità. L’accordo del 2018 causò grandissimo clamore poiché i rapporti diplomatici tra Pechino e la Santa Sede si erano in realtà interrotti nel lontano 1951, due anni dopo l’ascesa al potere dei comunisti. Negli anni successivi, gli sforzi per ristabilire le relazioni diplomatiche sono stati ostacolati dalla decisione del Vaticano di mantenere i rapporti diplomatici con Taiwan. L’isola, con una popolazione di 23 milioni di abitanti, è però considerata da Pechino come parte del territorio cinese. Il Vaticano è l’unico partner diplomatico di Taiwan in Europa e Cervellera ha anche affermato di temere che la Cina chieda al Vaticano di tagliare le relazioni diplomatiche con Taiwan. Un portavoce del ministero degli Esteri cinese, dal canto suo, ha dichiarato che l’accordo con il Vaticano sia stato essenziale al fine di migliorare i rapporti tra i due stati, definendolo un assoluto successo. Inoltre, il braccio destro di Papa Francesco, il cardinale Pietro Parolin, a metà settembre ha affermato che al momento una delle priorità del Vaticano è quella di normalizzare il più possibile la vita della Chiesa cattolica in Cina, pur ammettendo che i risultati finora “non sono stati particolarmente sorprendenti”. [ii]

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Tuttavia, è necessario riconoscere che una proroga dell’accordo sarebbe effettivamente plausibile, poiché ne beneficerebbero entrambi gli stati. Dal punto di vista del Vaticano, l’accordo è assolutamente conveniente perché darebbe seguito ad un percorso di dialogo diretto con la Cina, non solo riguardo il tema della nomina dei vescovi, ma anche su altre questioni quali la normalizzazione della vita della Chiesa in Cina e, a tempo debito, il ripristino delle relazioni diplomatiche con la Cina, interrotte dal 1951. D’altra parte, dal punto di vista cinese,
l’accordo può essere visto come una facilitazione della registrazione ufficiale di tutti i vescovi, sacerdoti e comunità cattoliche, comprese quelle della cosiddetta comunità clandestina, che secondo alcune stime rappresentano quasi la metà dei 10 milioni di cattolici del Paese.  La vacillante reputazione internazionale della Cina, inoltre, sicuramente trarrebbe beneficio da un rapporto stabile e positivo con la Santa Sede e Papa Francesco. In modo particolare in questo momento storico, in cui l’opposizione e la sfiducia nei confronti dei cinesi sta crescendo in molti Paesi, compresi gli Stati Uniti. La repressione di Hong Kong, la repressione degli uiguri, e la gestione iniziale delle informazioni sul coronavirus hanno innegabilmente danneggiato la percezione mondiale della potenza cinese. [iii]

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