GLI STATI UNITI INTENSIFICANO IL PROGRAMMA DI TRIVELLAZIONI IN ARTICO

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Per la prima volta nella sua storia la piana costiera situata all’interno della Arctic National Wildlife Refuge in Alaska, uno dei territori più remoti e più protetti del Nord americano, verrà aperta per esplorazioni per la ricerca di gas e petrolio.

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Con lo scioglimento della calotta polare artica il territorio al di sopra del Circolo Polare Artico si appresta a rendere più accessibile tutta una serie di risorse che fino ad ora sono rimaste ben conservate nel sottosuolo terrestre e marino artico. La corsa allo sviluppo infrastrutturale e di una flotta polare vede gli Stati Uniti un pò in ritardo rispetto agli storici competitor dell’area (Russia e Canada) soprattutto nelle ostiche acque artiche. Motivo per cui l’amministrazione Trump guarda all’interno dei confini territoriali del ricchissimo stato dell’Alaska per perseguire la politica di estrazione di gas e petrolio. Prossimo obiettivo, infatti, sembra essere la piana costiera (per un totale di 1.6 milioni di ettari) della Arctic National Wildlife Refuge, uno dei territori americani più remoti e dimora di una ricchissima fauna, tra cui orsi polari, lupi, uccelli migratori e caribù di Porcupine. I dettagli del progetto includerebbero quattro diversi luoghi di atterraggio, 175 miglia di strade, supporti verticali per gasdotti e oleodotti, impianti di potabilizzazione dell’acqua, un attracco per le chiatte e un sito di stoccaggio. Tutto ciò ha origine nel 2017, tramite l’inserimento di una disposizione (Title II) nella Tax Cuts and Jobs Act: “The Department of the Interior must establish and administer a competitive oil and gas program for the leasing, development, production, and transportation of oil and gas in and from the Coastal Plain of the Arctic National Wildlife Refuge (ANWR) in Alaska”. Nel 2019 il U.S. Bureau of Land Management ha rilasciato il Final Environmental Impact Assessment, che rappresenta uno degli ultimi step prima che il governo possa rilasciare dei contratti di locazione. Ad Agosto 2020 l’amministrazione Trump ha ribadito l’avanzata dei lavori che sono accolti come un successo che la fazione repubblicana inseguiva da oltre quarant’anni. Una mossa che sottolinea la poca percezione del pericolo ambientale incombente in Artico che ulteriori perforazioni alla ricerca di gas e petrolio possono solamente aggravare.         

Fonte: https://www.trekking.it/news/stati-uniti-via-alle-trivellazioni-alaska/

        

 

 

 

 

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Marco Volpe

Ciao a tutti, sono Marco Volpe, analista dello Iari per la regione artica. La mia passione per l’estremo Nord viene da lontano. Mi piace considerarla come il punto di arrivo che ho inseguito per tanto tempo, raggiunto attraverso un percorso iniziato con lo studio del cinese alla Sapienza di Roma, poi alla Beijing Language and Culture University di Pechino e all’Istituto Confucio di Leòn. Gli studi di relazioni internazionali condotti alla University of Leeds mi hanno dato gli strumenti per poi interpetare l’ascesa inarrestabile cinese nell’ordine globale. A quel punto era diventato imprescindibile approfondire il rapporto della Cina con l’ambiente, e il mio sguardo si è allora posato su quell’area remota del mondo ancora apparentemente fuori dai giochi internazionali e dai grandi investimenti, dove la cura per l’ambiente conta più di tutto. Un’area che ovviamente aveva già attirato le attenzioni della lungimirante leadership cinese. E così, tornato a Roma, ho frequentato un master sulla geopolitica artica e sviluppo sostenibile presso la Sioi, focalizzando la mia attenzione sulle mire cinesi nell’area. Il risultato è un pò il punto di arrivo di cui parlavo: collaborare e far parte di think tanks, tra cui lo Iari e l’Arctic Institute, che mi permettono di avere un confronto maturo, professionale ed appasionato sulle vicende internazionali che scandiscono il ritmo delle geopolitica odierna. Un punto di arrivo che è, ovviamente, un nuovo punto di partenza.
Mi sono appassionato alla fotografia quando, durante il mio primo viaggio in Cina, mi trovavo di fronte delle scene e dei volti che non potevo non immortalare. Ciò di cui non posso fare a meno è sicuramente la musica, soprattutto nella sua dimensione live e di festival. Radiohead, Mumford and Sons e National gli artisti che non posso non ascoltare prima di andare a letto.

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