RUSSIA: FINANZIATORI EUROPEI ED ASIATICI PER LE RISORSE ENERGETICHE ARTICHE

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Banche europee e cinesi a caccia di affari nell’Artico, mettono le mani sui giacimenti russi

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Mosca si prepara alla grande svolta petrolifera. Anche se il gigante russo, ha da qualche tempo intrapreso una serie di progetti in direzione del green, il settore petrolifero resta uno dei più attivi. Il progetto che maggiormente tiene banco nelle agende politiche russe è  lo Arctic LNG 2, una realtà da circa 16 milioni di tonnellate di produzione. Tra i partner dei lavori, la Novatek, CNPC, CNOOC, Mitsui e la Total. Tale ambizione, comunque, non poteva che far gola a banche ed istituti di credito, che sovente cercano di fiutare l’affare. Ed è proprio quello che è avvenuto con Arctic LNG 2. Grandi finanziamenti, soprattutto da Europa e Asia per questo progetto. La pressione industriale che interessa le zone artiche della Russia, sono evidentemente ritenute un buon investimento, valido circa 9,5 miliardi di dollari. Tra gli istituti di credito vi sono nomi di spicco come la francese BPI France, e l’Italiana Sace. Dall’Asia arrivano invece i finanziamenti della China Development Bank. Il progetto Arctic LNG 2 sarà comunque,uno dei più grandi progetti industriali mai realizzati nell’Artico, i cui lavori, iniziati nel 2018, prevedono anche la realizzazione di un trasporto su ferro per il materiale estratto, oltre ai consueti impianti di perforazione ed estrazione.  I lavori per il completamento sono ora in pieno svolgimento nella penisola di Gydan. Dalla tundra sorgerà a breve un mastodontico impianto portuale che alla fine sarà in grado di gestire molti milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto. Vi sarà inoltre il terminal di Utrenneye che ospiterà le strutture di produzione attualmente in costruzione nel cantiere a Murmansk e, una flotta di almeno 15 trasporti rompighiaccio, come spola farà la spola verso i mercati dell’export.

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Insomma, il progetto presenta tutte le caratteristiche per rendersi accattivante agli occhi dei giganti degli investimenti. Per questo motivo è facile pensare ad una gradevole accoglienza dei proventi esteri da parte della Russia, pur non avendone l’impellenza. Questi miliardi, comunque, rappresentano una boccata d’aria fresca per una compagnia come Novatek, la quale ha registrato recentemente battute d’arresto, più che significative a causa del crollo dei prezzi del petrolio. Per un periodo, seppur abbastanza breve, infatti, si è temuto in un rallentamento nella realizzazione di Arctic LNG 2, per questo motivo. L’investimento straniero in Russia non è nuovo; tuttavia rappresenta un qualcosa che,seppur ordinario, fornisce la dimensione di quanto sia orientato il mercato energetico nell’Artico. I giganti del credito, degli affari e degli investimenti, sanno bene dove andare ad investire. Inevitabilmente, come in questo caso, la scelta si orienta verso la Russia, che può definirsi leader, o godersi l’ampio margine di vantaggio sugli altri competitor artici.

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Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) ed ho una laurea Magistrale in Scienze Politiche Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali.
La macroarea di cui mi occupo è l’Artico. Scrivo di tutti gli aspetti relativi alla geopolitica di quei territori.
Lo IARI Mi sta dando una grande opportunità di crescita, con annessa la possibilità di fare ciò che veramente mi piace. Essere analista IARI vuol dire confronto con una realtà seria e professionale, ma formata da giovani. Far parte di una redazione come quella di IARI è un grandissimo slancio. Il think tank offerto grazie alle analisi di redattori e collaboratori è un utilissimo mezzo per comprendere al meglio le dinamiche mondiali. Le analisi pubblicate sono di continuo stimolo e approfondimento.

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