RUTH BADER GINSBURG: L’IMPATTO DELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE SUPREMA NEL DIRITTO STATUNITENSE ED INTERNAZIONALE

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Ruth Bader Ginsburg, è stata una delle uniche due donne della storia a ricoprire il ruolo di Giudice della Corte Suprema. La sua morte, avvenuta al termine di una lunga malattia il 18 Settembre 2020, non è soltanto causa di un vuoto importante nel mondo della giurisprudenza, ma assume una connotazione ed una valenza fondamentale dal punto di vista politico, destinata ad avere ripercussioni anche sul diritto internazionale. Al momento, infatti il supremo organo statunitense è composto da 5 giudici Repubblicani su 9. Qualora Donald Trump riuscisse a nominare e far confermare dal senato un ulteriore giudice Repubblicano, ciò imprimerebbe una decisa svolta alla legislazione americana, destinata a durare per generazioni.

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Quali sono le funzioni della Corte Suprema? La più alta Corte federale contiene in sé sia le funzioni di original jurisdiction –competenza di primo grado- che di appelate jurisdiction – competenza di secondo grado. Generalmente, il suo ruolo può essere assimilato a quello della nostra Corte Costituzionale – della Costituzione americana, infatti, essa è l’unica e somma interprete- e tuttavia l’organo assume non poca rilevanza anche in termini di diritto internazionale.  Paradigmatico in questo senso è il caso “New York Warrant” conosciuto anche come “Caso Irlanda” sulla trasmissione dei dati, uno dei primi casi su privacy e protezione dei dati che ebbe ripercussioni anche sull’approvazione del General Data Regulation Protection (GDPR) europeo.  Ciò accade perché la Corte Suprema americana accetta, in pendenza di causa, pareri degli Stati e attori internazionali che vogliono esprimere le proprie considerazioni sul caso in corso. È una prassi che può sembrare inusuale per le giurisprudenze europee, ma che consente un dialogo costruttivo volto alla creazione di una giurisprudenza più vicina alla sensibilità dei cittadini.

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Ben più importante, è il ruolo svolto dalla corte sulla tematica dei diritti umani. RGB, in questo senso, è stata rilevante per perorare i diritti di genere, arrivando persino a far equiparare le discriminazioni di genere a quelle razziali. Era anche una fervente sostenitrice dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, e una dei giudici che votò l’ammissibilità degli stessi come diritto costituzionale nel 2015, sotto la presidenza Obama.  È logico suppore una deriva dei diritti umani, qualora al suo posto venisse nominato un giudice ultraconservatore, come ad esempio Ted Cruz, texano, favorito del Presidente. In conclusione, specie in una presidenza dal carattere erratico come quella di Donald Trump, la Corte Suprema ha una gran forza equilibratrice dei poteri. Non è chiaro se il capo supremo della politica USA riuscirà a fare eleggere un sostituto entro il 6 Novembre. Quando Obama tentò di sostituire un giudice un anno prima della scadenza del suo secondo mandato, il Senato a maggioranza Repubblicana si oppose fermamente. In realtà non esiste un regolamento preciso che fornisca dei termini precisi in materia: l’eredità della Ginsburg, e il futuro della Corte, è nelle mani di Trump.

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