USA E BIELORUSSIA: STORIA E FUTURO DEI RAPPORTI DIPLOMATICI

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La nascita della Bielorussia e dei suoi rapporti oltreoceano

I rapporti tra Stati Uniti e Bielorussia hanno avuto inizio nel 1991, quando, con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, gli Usa hanno riconosciuto l’indipendenza della Bielorussia nel Natale dello stesso anno. Sono successivamente stati proprio gli Stati Uniti a spingere perché la Bielorussia aderisse al Fondo Monetario Internazionale allo scopo di portare il neonato paese europeo verso una maggiore stabilità macroeconomica che concedesse allo stesso di diventare anche teatro di un maggiore sviluppo economico e di nuovi investimenti esteri. Questo ha permesso anche agli Usa di investire, soprattutto nel settore privato. Ciò non è, però, bastato a raggiungere lo scopo desiderato a causa della burocrazia del paese che è risultata lenta e poco aperta al cambiamento. A tal proposito, nel 1992, di fatti, Usa e Bielorussia siglarono un trattato per incoraggiare gli investimenti transoceanici, noto con il nome di Overseas Private Investment Corporation Agreement. Trattato che sarebbe stato sospeso nel successivo 1995, proprio per mancanza di impegno da parte della Bielorussia.

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Evoluzione delle relazioni dal 2000 in poi

Già nel 2001gli Stati Uniti avevano condannato la Bielorussia per elezioni irregolari che avevano portato ad una rielezione di Lukashenko. Tuttavia gli avvenimenti dell’11 settembre 2001 portarono le discussioni a concludersi a causa di questa fase drammatica della storia statunitense dei primi 2000. Eppure, a seguito dell’attentato alle Torri Gemelle, gli Stati Uniti non mancarono di esprimere il proprio disappunto a proposito di una sospettata collusione tra il governo di Minsk e Saddam Hussein. Di fatto, all’epoca il governo bielorusso venne accusato di voler dare una copertura all’allora presidente iracheno, concedendo allo stesso la possibilità di fuggire in Bielorussia. I sospetti cessarono solo con l’uccisione di Saddam, avvenuta in Iraq nel dicembre del 2003. Le amarezze tra i due stati purtroppo non cessarono qui, anzi, si acuirono a seguito dell’approvazione e la successiva promulga da parte del Congresso statunitense del Belarus Democracy Act del 2004. Il governo di Minsk, infatti, accusò gli Stati Uniti di voler ingerire nella politica bielorussa poiché lo scopo della legge era quello di permettere agli Usa di assistere i partiti politici, le organizzazioni non governative e alcuni media indipendenti operanti in Bielorussia, allo scopo di promuovere la democrazia e la protezione dei diritti umani.

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I primi interventi statunitensi a favore della democrazia

A seguito delle elezioni presidenziali in Bielorussia del 2006, nuove sanzioni furono poste in atto dagli Stati Uniti a danno di alcune imprese bielorusse con cui gli Usa intrattenevano rapporti commerciali, allo scopo di manifestare il proprio disappunto nei confronti dell’ondata antidemocratica delle elezioni che avevano appena avuto luogo. Anche in quel contesto, il governo di Minsk si era macchiato di aver commesso crimini ai danni dei cittadini attraverso la violazione di diritti umani e la repressione politica che, analogamente a quanto sta avendo luogo oggi, prendeva la forma di detenzioni illegittime, sparizioni e corruzione dei pubblici uffici del paese. Quattro anni dopo, nel 2010, a seguito di nuove elezioni vinte da Lukashenko adoperando gli stessi mezzi visti, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti proibì ai cittadini americani di continuare ad investire e avere transazioni commerciali con le industrie bielorusse che avevano da sempre trovato negli Usa il principale alleato commerciale. All’inizio dello stesso anno era stato posto un divieto di viaggio verso gli Stati Uniti per Lukashenko e alcuni suoi funzionari.

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Gli ultimi sviluppi e le dichiarazioni di Pompeo

La Bielorussia ha tenuto le sue elezioni presidenziali lo scorso agosto. Elezioni che secondo la Commissione Elettiva Centrale Bielorussa sono risultate in un vantaggio del presidente uscente Alexander Lukashenko del 80.08%.  La principale oppositrice, Svetlana Tikhanovskaya, è giunta solo al 10.09%, arrivando seconda. Quest’ultima si è rifiutata di riconoscere i risultati come legittimi, facendo ricorso presso la Commissione Elettiva prima citata. A seguito dell’annuncio dei risultati delle elezioni, il 9 agosto, sono esplosi vari scontri nel cuore della capitale bielorussa, con eco in molte regioni del paese europeo. Gli scontri tra cittadini e forze dell’ordine hanno avuto risvolti analoghi a quelli del 2006, risultando in estremi atti di violenza, detenzioni e sparizioni. A tal proposito, il segretario di stato degli Usa, Michael R. Pompeo, ha indetto una conferenza stampa il 10 agosto, sottolineando l’irregolarità dei risultati delle elezioni del giorno precedente. Ha affermato che ci sono state “dure restrizioni all’accesso al voto per i candidati, è stato vietato l’accesso di osservatori indipendenti nelle sedi di voto, sono state impiegate tecniche di intimidazione contro i candidati e sono stati detenuti manifestanti pacifici e giornalisti.” […] “Esortiamo il governo bielorusso a rispettare il diritto dei bielorussi a partecipare ad assemblee pacifiche, a evitare di usare la forza e a rilasciare coloro che sono erroneamente detenuti. Condanniamo l’uso della violenza contro i manifestanti e l’arresto di coloro che appoggiano l’opposizione, così come l’uso di shutdown di internet al fine di impedire alla popolazione bielorussa di condividere informazioni sulle elezioni e le manifestazioni” ha continuato il segretario di stato, concludendo con: “Come amici della Bielorussia, supportiamo l’indipendenza e la sovranità bielorussa, così come la voglia del popolo bielorusso di voler raggiungere un futuro democratico e prospero. Per aggiungere questi obiettivi, il governo bielorusso deve dimostrare concretamente il suo impegno, mettendo in atto azioni a favore dei processi democratici e nel rispetto dei diritti umani”. 

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I possibili risvolti della presa di posizione statunitense

A seguito del raggiungimento dell’indipendenza della Bielorussia, lo scopo delle amministrazioni susseguitesi a dirigere la Casa Bianca è stato quello di impegnarsi al fine di intrattenere rapporti amichevoli con lo stato esteuropeo. La direzione di Trump è stata ancora più decisa al riguardo: il leitmotiv della sua guida è stato, infatti, quello di allontanare il più possibile la Bielorussia dal potere attrattivo di Mosca. Tuttavia le dichiarazioni di Pompeo e l’appoggio dato dagli Stati Uniti all’Europa nella condanna degli ultimi avvenimenti bielorussi potrebbero mettere a repentaglio il rapporto tra i due stati. In un’intervista per la CNN, Heather Conley, vice presidente senior per l’Europa, l’Eurasia e l’Artico e direttrice del Programma Europeo al Centro di Studi Strategici e Internazionali, ha affermato che “non è chiaro come l’amministrazione Trump ricalibrerà le sue politiche al riguardo e se quest’ultime andranno di pari passo con quelle europee”. Tuttavia, ciò che sembra certo è che Mosca potrebbe utilizzare questa opportunità per aumentare le sue pressioni su Minsk.

 

 

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