SOTEU 2020, IL DISCORSO DI URSULA VON DER LEYEN SULLO STATO DELL’UNIONE

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Dall’emergenza sanitaria all’immigrazione, dal clima al digitale, dalla Brexit al Mediterraneo orientale: l’ampio discorso della Presidente della Commissione europea sullo stato dell’Unione

 

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In occasione del suo primo discorso sullo stato dell’Unione (SOTEU), tenutosi mercoledì scorso al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha tirato le somme del 2020, un anno certamente complesso per l’Unione europea, pieno di sfide e cambiamenti, ma anche di spunti da cui ripartire per migliorare le politiche europee, rafforzare la governance e rilanciare l’economia. La pandemia di Covid-19 e la conseguente crisi economica, il cambiamento climatico, la disoccupazione, il fenomeno migratorio e la trasformazione digitale sono questioni tutte diverse tra loro ma tutte prioritarie, alle quali le istituzioni europee sono chiamate a dare risposte concrete. L’Unione europea, dunque, intende promuovere una serie di interventi e strumenti che consentano di superare le criticità e di rafforzare l’identità europea. Tra questi, il Next Generation EU, il nuovo strumento temporaneo che prevede uno stanziamento di 750 miliardi di euro, di cui il 37%, come ha precisato Ursula von der Leyen, andrà a finanziare direttamente gli obiettivi del Green Deal. La Commissione europea, infatti, punta molto sugli obiettivi green e propone di potenziare i target da raggiungere entro il 2030, elevando dal 40 al 55% il tasso di riduzione delle emissioni di gas serra, e di perseguire le neutralità climatica entro il 2050.

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Altre proposte, inoltre, riguardano la presentazione di un quadro giuridico per la fissazione del salario minimo, la riforma delle politiche migratorie europee con la conseguente abolizione del Regolamento di Dublino, lo sviluppo di un piano europeo per la digitalizzazione dei servizi. Infine, non sono mancati i riferimenti ai temi “caldi” della politica estera europea, primi fra tutti la Brexit e il Mediterraneo orientale. Per quanto riguarda quest’ultimo, Ursula von der Leyen ha precisato che sebbene sia riconosciuta come “un vicino importante”, la Turchia non ha il diritto di intraprendere azioni in territorio greco e cipriota. La Presidente della Commissione europea, inoltre, chiede di riformare e rilanciare il sistema multilaterale ed esorta gli Stati membri ad avere coraggio sul voto a maggioranza qualificata per l’applicazione di sanzioni. Al discorso in plenaria è seguito l’invio della Lettera di intenti al Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e alla Cancelliera tedesca, Angela Merkel, Presidente di turno del Consiglio. L’agenda europea 2021 appare ambiziosa ed impegnativa. La solidarietà, la coesione e il multilateralismo continuano ad essere i valori che contraddistinguono gli intenti politici dell’Unione europea. Tuttavia, per sapere se alle parole corrisponderanno realmente i fatti, dovremo attendere ancora.

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Vanessa Ioannou

Sono Vanessa Ioannou, classe 1990, analista IARI per l’Europa. Dopo la laurea magistrale in Studi internazionali, conseguita presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi in Relazioni esterne dell'UE, ho lavorato presso una redazione giornalistica, occupandomi di Politica e Esteri, e in seguito ho intrapreso il mio percorso professionale da consulente.
Per lo IARI mi occupo di Europa ed in particolare di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. Sono profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, che non sono mai isolati, ma sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI significa contribuire all’analisi di temi nazionali ed internazionali in un ambiente professionale, giovane e stimolante e mi dà la possibilità di coniugare i miei più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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