CINA-UE: TUTTO FUMO E NIENTE ARROSTO?

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La visita di Wang Yi in Europa ha fatto pensare ad un clima di maggiore freddezza verso Pechino. Ma i fatti corrispondono alle parole?

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La scorsa settimana si è concluso il tour europeo del ministro degli esteri cinese Wang Yi; dopo aver analizzato il significato della sua visita in Italia, è doveroso fornire un’analisi sul risultato complessivo del suo viaggio in Europa. Dopo la visita a Roma, Wang si e spostato, in ordine, in Olanda, Norvegia, Francia e Germania. L’ultima tappa era ritenuta la più importante sia da Pechino che da Bruxelles, considerato il peso di Berlino nelle dinamiche europee, anche a fronte del suo ruolo di presidente di turno del Consiglio europeo.

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La visita di Wang aveva come obiettivo dichiarato quello di rafforzare il legame con i paesi UE e lavorare con questi per sostenere il concetto di multilateralismo nelle relazioni internazionali. Molti media occidentali, come The Diplomat, The Guardian, The Washington Post e Bloomberg hanno classificato il tour europeo come un insuccesso cinese e la dimostrazione che il vento sia cambiato a Bruxelles. In particolare, si insiste sull’invito, ripetuto da tutti i rappresentanti UE, a rispettare le libertà dei cittadini di Hong Kong, a garantire la libertà religiosa in Xinjiang e ad onorare l’autonomia di Taiwan. Il richiamo davanti a Wang, per un maggiore impegno di Pechino nel rispetto dei diritti umani, è stato effettivamente un segnale che le differenze ideologiche tra Cina e UE non sembrano attenuarsi.

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Durante il tour, gli altri punti dolorosi nelle relazioni Cina-UE hanno riguardato la mancanza di reciprocità nel settore degli investimenti diretti esteri, vietati agli investitori stranieri in alcuni settori, ad esempio quello delle telecomunicazioni in Cina, e la minaccia cinese rivolta alla Repubblica Ceca per aver inviato alcuni suoi rappresentanti in visita a Taiwan. Questa vicenda è stata menzionata in particolare dal ministro degli esteri tedesco Heiko Maas, che ha espresso solidarietà al presidente del senato ceco Milos Vystrcil.

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Contrariamente ai media internazionali, le testate cinesi hanno descritto, prevedibilmente, il tour di Wang come proficuo, a testimonianza dell’impegno comune per una maggiore cooperazione e solidarietà, restando fermamente contro alle divisioni e al “decoupling” proposto dagli States di Donald Trump. Tuttavia, come sottolinea anche il Global Times, la retorica di distanziamento da Pechino e il richiamo al rispetto dei dritti umani, specialmente da parte del ministro Maas e dal suo corrispettivo olandese, sono in pieno disaccordo con la politica economica condotta dai governi di cui fanno parte. Infatti, leggendo attentamente i dati relativi al commercio con la Cina per entrambi i paesi non si registra alcun effetto della retorica anti-Pechino sulle relazioni commerciali.

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Il commercio tra Pechino e Berlino, da gennaio a giugno 2020, ha registrato un aumento del 15.4% in termini di export verso la RPC e del 20.2%, rispetto al 2019, per quanto concerne le importazioni in Germania. Tenendo a mente che nel 2019 la Cina si e confermata per il quarto anno consecutivo il primo partner commerciale tedesco, il trend sembra destinato a proseguire anche nel 2020. La situazione ad Amsterdam è piuttosto simile, con una impennata del 16% per quanto concerne l’export di prodotti manifatturieri verso Pechino nel primo semestre 2020.

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Resta quindi il dubbio che la retorica di ostilità contro Pechino sia una risposta al sentimento popolare di crescente diffidenza verso la Cina, ma che non sarà seguita da un cambiamento sostanziale delle relazioni commerciali tra la PRC le roccaforti economiche dell’Unione. Ancora una volta il raggiungimento di una politica comune verso il partner cinese sembra uno scenario lontano per i 27 della UE.

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Annalisa Mariani

Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lioho capito che l'aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. QuelPartito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho decisodi studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China eGlobalizzazione al King's College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso / proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportivae mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, sonoo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completo le persone sotto ogni punto di vista echesia l'unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.

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