LIBANO: CORRUZIONE, AMMONIO E DIMISSIONI

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Ammonio, ammonio e ancora ammonio. Le scorte e gli stoccaggi di nitrato della componente chimica è diventato il principale e più delicato nodo del groviglio libanese. Era il 4 agosto scorso quando una potente esplosione ad un magazzino situato nella zona carico-scarico del porto di Beirut ha provocato una detonazione che ha causato la morte di 191 persone, il ferimento di oltre 600, e lo sgomento di una nazione intera. A più di un mese di distanza, dopo l’arresto di 25 persone e responsabilità che si rimbalzano fra le autorità doganali e il movimento Hezbollah – che ha il controllo di quell’area del porto – l’esercito libanese ha trovato altre 4 tonnellate di nitrato di ammonio, sempre nella zona portuale della capitale. La scoperta, avvenuta a seguito di un’ispezione delle forze armate, getta ulteriori ombre sulla gestione politica e amministrativa del paese dei cedri degli ultimi mesi.

 
 

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Un recente rapporto delle Nazioni Unite, ad esempio, ha rivelato che oltre la metà del Libano ora vive in povertà – incluso il 23% in condizioni di povertà estrema – mentre il 10% della popolazione possiede oltre il 70% della ricchezza del paese. Due mesi fra primavera e estate di negoziati stagnanti con l’FMI, il Fondo Monetario Internazionale – al quale Beirut chiedeva salvataggio economico dopo il default – si sono inoltre congelati poiché leader politici, banche, governo non sono riusciti a concordare dati e percorsi unificati. Il tracollo dei colloqui e l’esplosione al porto hanno riacceso la fiamma delle proteste civili che a ottobre 2019 avevano portato alle dimissioni del Premier Saad Hariri. Hassan Diab, successore di Hariri, si è a sua volta dimesso circa una settimana dopo la detonazione.

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A prenderne il posto è arrivato direttamente dalla Germania Mustapha Adib, che a Berlino era Ambasciatore, e che sarà la terza persona che in meno di dodici mesi dovrà confrontarsi con gli atavici problemi del paese dei cedri. Corruzione, mala gestione della cosa pubblica, dilagante crisi economicia, finanziaria e sociale: tutti gli spinosi temi che infiammano le piazze e riempiono i dossier sul tavolo del neo Primo Ministro. Il background autorevole di Adib e la sua nomina avvenuta grazie a un consenso trasversale dell’élite politica è qualcosa da cui la maggior parte della comunità internazionale sarà rassicurata. Resta da capire – e da vedere – se convincerà anche il popolo libanese.

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