IL FATTORE COREA DEL SUD TRA CINA E USA: EQUILIBRIO APPESO A UN FILO

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Mentre le relazioni tra Stati Uniti e Cina continuano a deteriorarsi, la Corea del Sud mantiene una posizione neutrale, in bilico tra le due super potenze mondiali. Seoul, che è da decenni tra i più stretti alleati di Washington nel continente asiatico, negli ultimi tempi si sta avvicinando sempre più a Pechino.

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Divisa tra la dipendenza economica dalla Cina, suo più grande partner commerciale, e l’importante legame con gli Stati Uniti, suo principale alleato militare e mercato essenziale per le esportazioni, la Corea del Sud negli ultimi tempi di gelo tra Pechino e Washington sta cercando di rimanere nella neutralità. Viste le crescenti tensioni, negli ultimi tempi sta aumentando la pressione da parte di Trump nella richiesta di una presa di posizione netta da parte delle altre democrazie che hanno a che fare con Washington. Questa richiesta non riguarda solo Seoul, ma si estende a tutti gli alleati degli States. L’America sta infatti conducendo una campagna contro la Cina formando un “arco di democrazia”, e la Corea è una potenza media che si sta ostinando a rimanere nel mezzo. Per Seoul, infatti, tale richiesta equivale a un dilemma difficile: scegliere tra il suo più forte appoggio economico e il suo alleato più importante.

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Da un paio d’anni le relazioni della Corea del Sud con la Cina hanno avuto grandi miglioramenti: fin dall’elezione del presidente sudcoreano Moon Jae-in nel 2017 e l’incontro con il presidente cinese Xi Jinping a novembre dello stesso anno, le relazioni tra la Pechino e Seoul hanno visto un progressivo miglioramento.  In quell’occasione i due paesi hanno deciso di normalizzare gli scambi commerciali fornendo reciproche assicurazioni militari e di sicurezza. Da allora la Cina vanta la prima posizione tra i partner commerciali della Corea come fonte di importazione e destinazione di esportazione. Nel 2019, il commercio bilaterale tra i due paesi ha raggiunto un totale di 284,54 miliardi di dollari (circa 260 miliardi di euro). Le esportazioni cinesi verso la Corea del Sud sono ammontate a $110 miliardi e le importazioni dalla Corea del Sud corrispondono a $173 miliardi. La stretta cooperazione economica con la Cina è inoltre servita da stabilizzatore e rete di sicurezza per l’economia coreana, soprattutto negli ultimi mesi, durante la lenta ripresa del paese dal devastante impatto che il coronavirus ha avuto sull’economia (che aveva colpito duramente la Corea a marzo con migliaia di contagi al giorno). Le esportazioni in Cina sono cresciute del 2,5% a luglio rispetto allo scorso anno, dopo essere aumentate del 6,9% a giugno, fornendo un importante supporto per la ripresa del paese dalla pandemia da Covid-19.

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Inoltre, la Corea del Sud ha una visione positiva della Belt and Road Initiative (BRI) cinese, e considera il progetto una grande opportunità per il paese. La “nuova mappa economica”[1] pensata dal presidente Moon va oltre una visione strettamente economica, in quanto prevede una connettività regionale che si integri con paesi adiacenti, utilizzando dunque anche la BRI come ponte. In più, l’adesione di Seoul alla Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) ha facilitato il suo contributo alle numerose iniziative regionali della Cina. Le relazioni con la Cina hanno indubbiamente importanti implicazioni geopolitiche a livello globale, regionale e peninsulare ed entrambe le parti hanno recentemente rinnovato il loro sostegno al multilateralismo, al libero scambio e alla pace.

 

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Tutto ciò non viene però visto di buon occhio dagli Stati Uniti, in quanto le tensioni Cina-USA aumentano e Washington pretende il massimo appoggio dai suoi partner più stretti in questa nuova guerra fredda. L’alleanza tra Seoul e Washington è estremamente importante per entrambi i paesi, e garantisce da anni la sicurezza non solo nella regione, ma anche e soprattutto tra Nord e Sud. Potenza “media” in continua crescita, la Corea del Sud sostiene un ordine basato su regole guidate dagli Stati Uniti, volte principalmente a preservare la pace nella penisola coreana. Gli Stati Uniti, d’altra parte, fanno spesso riferimento all’alleanza come il fulcro della pace e della prosperità nel nord-est asiatico e nella penisola e nodo chiave all’interno della più ampia strategia indo-pacifica statunitense, incentrata sulla contestazione della visione espansionistica e illiberale della Cina.

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Durante il vertice Moon-Trump del 2019, Moon aveva affermato di appoggiare la cooperazione regionale basata su principi di apertura e trasparenza per una cooperazione armoniosa tra la nuova politica della Corea del Sud e la strategia indo-pacifica degli Stati Uniti. Tuttavia, le pressioni di Washington su Seoul sono andate man mano crescendo in quest’ultimo anno, aumentando ulteriormente quando il governo Moon ha taciuto sulle mosse di Pechino nei confronti di Hong Kong, viste dall’Occidente come soppressione della democrazia, e non essersi schierato con le altre democrazie occidentali. Il governo coreano si è inoltre astenuto dall’esprimersi anche su altre recenti questioni spinose come Huawei o Tik Tok.

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Dopo che il Giappone, dopo un iniziale tentennamento, ha preso la decisione di schierarsi con gli Stati Uniti riguardo le recenti controversie (prendendo in considerazione addirittura la cancellazione della futura visita di Xi a Tokyo), la Cina ora sta puntando tutto sul vincere il supporto della Corea del Sud in modo da non rimanere isolata nella comunità internazionale. Il membro dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese, Yang Jiechi, ha recentemente completato la sua visita in Corea dove ha incontrato il consigliere per la Sicurezza nazionale coreano Suh Hoon, dichiarando di aver avuto “una conversazione molto positiva”. Una visita di Xi Jinping a Seoul era in programma per la prima metà di quest’anno, ma è stata posticipata a causa della pandemia. Entrambi i paesi hanno ribadito di avere tutte le intenzioni di svolgere l’incontro non appena i contagi da coronavirus saranno calati a sufficienza. Se ciò accadrà, Seoul dovrà pensare due volte a che reazione potrebbe scatenare nel partner americano.

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È dunque una grande sfida diplomatica per Seoul trovare un equilibrio tra Cina e Stati Uniti mentre le relazioni tra le due potenze continuano ad aggravarsi, ma non può restare a lungo nel mezzo di questo “tiro alla fune” tra i due paesi. Il margine di manovra diplomatico è estremamente limitato, ed è necessario trovare un equilibrio pensando ad entrambi gli interessi economici e di sicurezza regionale del paese. È indubbio che la voglia di una maggiore autonomia da parte di Seoul sia forte e che il commercio con la Cina abbia ancora un grande potenziale per il raggiungimento una cooperazione ancora più stretta, ma è innegabile che l’affidamento agli Stati Uniti per il mantenimento della sicurezza regionale e della penisola è ancora fondamentale per la Corea. Al momento, Seoul non può concedersi il lusso di rinunciare alla fiducia di un alleato cruciale come Washington. Un’economia ormai di prim’ordine come la Corea del Sud, considerata addirittura una potenziale alternativa chiave alla Cina nel campo di telecomunicazioni e intelligenza artificiale, non può decisamente permettersi di procrastinare ancora un’inevitabile decisione.

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Note

[1] La “nuova mappa economica della penisola coreana” è un’iniziativa del governo Moon per creare un sistema ferroviario che colleghi la Corea del Sud e la Corea del Nord a Russia, Cina ed Europa.

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