LA CINA BUSSA ALLE PORTE DELLA NOSTRA CAPITALE

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″]

La visita del ministro degli esteri cinese Wang Yi riaccende i riflettori su una relazione strategica ma deficitaria tra Roma e Pechino.

 

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″]

Il tour europeo del ministro degli esteri cinese Wang Yi è iniziato proprio dalla nostra capitale, Roma. Martedì 25 agosto, Wang ha incontrato il ministro Di Maio, già al governo insieme alla Lega nel 2019, anno della firma del Memorandum of Understanding (MoU) che ha sancito la partecipazione italiana alla Belt and Road Initiative. Di Maio, purtroppo poco esperto in questioni cinesi, si è trovato ad affrontare insieme a Wang le questioni relative ad Hong Kong, 5G, rapporti commerciali e diplomatici nel contesto delle ormai note tensioni Cina-USA.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″]

La visita di Wang in Europa è stata interpretata come un segnale della volontà di Pechino di rafforzare il legame con gli stati membri, nell’obiettivo di evitare una nuova crisi diplomatica dall’altro lato dell’Atlantico. In questa cornice, l’Italia rappresenta per Pechino un partner su cui investire risorse economiche e diplomatiche, proseguendo sulla scia della cooperazione sanitaria iniziata durante l’emergenza Covid-19.

 

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″]

Le relazioni italo-cinesi, descritte in maniera più articolata in questo pezzo in spagnolo, si concentrano prevalentemente su uno scambio di prodotti manifatturieri che vede l’Italia registrare un deficit commerciale di circa 18 milioni di euro annui nei confronti di Pechino. A trainare la sezione export vi sono, oltre ai tradizionali prodotti Made in Italy, anche produzioni specializzate nei settore chimico ed elettronico. È doveroso menzionare che Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna contribuiscono per la maggioranza delle esportazioni verso la Cina; il Sud, purtroppo, non risulta essere adeguatamente integrato nel sistema di scambi con Pechino. Un secondo driver per la cooperazione Cina-Italia è la necessità per entrambi i paesi di contribuire alla stabilizzazione della situazione socio-politica in Africa settentrionale ed occidentale. Se per Pechino queste regioni sono fondamentali dal punto di vista energetico, per l’Italia la questione verte sulla migrazione di cittadini africani verso il nostro paese. Forgiare una cooperazione significative con Pechino risulta quindi cruciale per l’Italia per ragioni non necessariamente condivise dai paesi del centro-nord Europa.

 

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″]

Le criticità della partnership con Pechino risiedono nell’assumere una posizione chiara quando a Bruxelles regna la confusione sul tema. Prendendo esempio da Parigi e Berlino, il nostro paese potrebbe scegliere di perseguire una relazione proficua sotto il punto di vista commerciale. Tuttavia, attrarre investimenti cinesi richiederebbe una corretta pianificazione istituzionale, così da semplificare le pratiche burocratiche per I nuovi investitori. Più di tutto, il nostro paese soffre di una instabilità politica ormai endemica, che non offre garanzie sul lungo termine ai partner stranieri; continui cambi di governo e maggioranze precarie, purtroppo, non incentivano gli investitori ad impiegare risorse nel nostro paese, che pur avrebbe molto da offrire. In conclusione, possiamo auspicare che la visita di Wang Yi in un momento così delicato possa spingere palazzo Chigi a rivedere e lavorare sulla sua politica estera nei confronti di Pechino, cercando di costruire una partnership davvero win-win, almeno dal punto di vista commerciale.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″] style=”display:block” data-ad-format=”autorelaxed” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”3043690149″>[/et_pb_code][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Annalisa Mariani

Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lioho capito che l'aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. QuelPartito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho decisodi studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China eGlobalizzazione al King's College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso / proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportivae mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, sonoo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completo le persone sotto ogni punto di vista echesia l'unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.

Latest from ASIA E OCEANIA