ARGENTINA E CINA: DALLA CARNE DI MAIALE AL LATO OSCURO DELLA LUNA

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Per la prima volta nella storia del commercio internazionale, la Cina ha superato il Brasile come principale socio commerciale dell’Argentina. Ma le relazioni tra Pechino e Buenos Aires vanno ben oltre il commercio.

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Già era successo a settembre/ottobre scorsi che il Brasile venisse soppiantato dal gigante asiatico quale maggiore partner commerciale dell’Argentina, ma i numeri non fecero troppo scalpore. Il clamore della notizia è giunto successivamente, quando le esportazioni argentine verso Pechino hanno superato per tre mesi consecutivi, aprile, maggio e giugno 2020, quelle dirette a Brasilia. In questo periodo, si stima che l’Argentina abbia esportato alla Cina, principalmente in soia e carne bovina, il 50,6% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il Brasile resta comunque il primo Paese da cui Buenos Aires importa.

 

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Certo, la pandemia è stata un fattore piuttosto rilevante nella questione, tanto da fare sostenere ad alcuni analisti che il primato cinese sia temporaneo. Perché? Gli scambi AR-BR consistono almeno per il 40% nel settore industriale, in particolare automobilistico, comparto completamente bloccato da Buenos Aires per la pandemia. Non solo il rallentamento delle relazioni commerciali, Fernández e Bolsonaro si sono anche distanziati politicamente.

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Dall’altro lato, invece, il pilastro degli scambi della regione latinoamericana con Pechino, la produzione e esportazione di grano, non ha subito lo stesso impatto. Ma la prosperità delle relazioni non si ferma al commercio: la Vicepresidente Cristina Fernández de Kirchner (CFK) sta gestendo personalmente alcune politiche strategiche del nuovo governo, e tra queste le relazioni con Pechino, nell’intenzione di riprendere la linea geopolitica del suo secondo mandato, messa in pausa dalla presidenza di Macri.

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La relazione tra Cina e l’Argentina kirchnerista si intensificò fortemente per alcuni fattori chiave del contesto degli anni 2000 – la soia argentina a prezzi record, la crescita del ruolo cinese nell’economia globale, l’espansione del peso della diplomazia cinese in America Latina e le difficoltà argentine di ottenere finanziamenti sui mercati internazionali del credito. Oggi, l’agenda politica del governo di Fernández e CFK, incentrata principalmente su opere pubbliche, esportazioni e fiducia sui mercati finanziari, ha rinnovato Pechino quale principale socio argentino, nelle vesti di investitore, banchiere, mercato commerciale. Alcuni esempi concreti della rinnovata alleanza politico-economica tra i due Paesi: un ingente progetto cinese di produzione di carne suina in territorio argentino per l’esportazione sul proprio mercato, l’approvazione all’unanimità da parte del Senato argentino dell’adesione alla Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture (secondo alcuni l’equivalente cinese della Banca Mondiale), il rinnovo (e la prospettiva di estendere ulteriormente) dello swap di valuta con la Banca Popolare Cinese, la concessione della gestione di una stazione spaziale della provincia di Neuquén, in Patagonia (formalmente per portare il primo essere umano sul lato oscuro della Luna entro il 2040, ma persistono dubbi circa la rilevanza strategica militare dell’osservatorio), l’adesione argentina alla “nuova via della seta” cinese (la Belt and Road Initiative BRI).

 

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Annachiara Cammarata

Annachiara Cammarata, analista per IARI di Diritto Internazionale e diritti umani. Laureata in Mediazione linguistica e culturale presso l’Università degli studi di Napoli l’Orientale, con una tesi sulla tutela dei diritti umani nel sistema giuridico islamico, sono attualmente laureanda magistrale in Relazioni Internazionali per l’area MENA nello stesso ateneo, redigendo la mia tesi sulla cooperazione strategica dell’Ue con i Paesi terzi per la gestione dei flussi migratori, e sto frequentando un Master di II livello in Politica e Relazioni Internazionali presso la LUMSA di Roma. Durante il mio percorso universitario ho avuto l’opportunità di studiare all’estero in Europa, America Latina e Nord Africa, esperienze preziose che mi hanno aiutata a dare forma ai miei progetti accademici e lavorativi.

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