PETROLIO IN ALASKA: VIA LIBERA DI TRUMP ALLE TRIVELLAZIONI NEL RIFUGIO ARTICO

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Concesso lo sfruttamento di giacimenti petroliferi in Alaska. Preoccupazioni per l’inquinamento ed obiettivi strategici del Presidente.

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Prosegue il percorso dell’amministrazione Trump, in direzione Alaska. Via libera alle concessioni per l’estrazione di petrolio e gas. Il 17 agosto infatti, è stato firmato dal Segretario degli Interni David L. Bernhard, il documento che rappresenta il via libera per i contratti necessari per lo sfruttamento. Il provvedimento in sé, potrebbe non rappresentare un particolare cambiamento, se non fosse per il fatto che, l’area interessata dalla decisione americana è l’Arctic National Wildlife Refuge (ANWR), una più grandi aree incontaminate di tutti gli Stati Uniti.

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La zona, circa 8 milioni di ettari, ha al suo interno un’enorme quantità di biodiversità, seriamente minacciata da questa nuova incursione dell’uomo. Non meno concreto poi, è il rischio che corrono le popolazioni locali, di vedersi sradicati per sempre dal territorio in cui vivono da sempre. La maggior parte dei giacimenti di petrolio, si trovano lungo la fascia costiera dell’Alaska, in questa specifica regione; per questo motivo è presumibile che le future attività estrattive avranno luogo proprio sulla costa. Dato che la decisione di Trump, risulta al momento impopolare, il Segretario agli Interni, si è prodigato nel garantire che lo sfruttamento dei giacimenti, sarà sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Parole che, poco sono servite a chetare le preoccupazioni dei movimenti ambientalisti, per i quali, l’atto è una vera e propria violazione.

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A prescindere dai dissidi interni al paese, il governo americano sta proseguendo in quello che è il suo intento di rivalutazione d’immagine. Un’immagine che negli ultimi anni è stata inflazionata, dal punto di vista economico e geopolitico. Nell’Artico poi, gli Stati Uniti, occupatisi con ritardo di una realtà, in prospettiva molto importante, stanno recuperando il terreno perso, e questo sotto l’egida di Trump. Sempre con lui, sono state rilasciate più concessioni petrolifere, in totale rotta con il percorso del predecessore Obama, che aveva fortemente osteggiato le attività estrattive, in funzione di una maggiore tutela ambientale. Le posizioni di Trump su ambiente e biodiversità sono note sin dal suo insediamento alla Casa Bianca, in quanto ha più volte dimostrato di preferire il profitto alla tutela ambientale.

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Nonostante il futuro della politica interna è inevitabilmente legato al risultato elettorale di novembre 2020, la linea politica di Trump prosegue nel segno di quanto stabilito: un cammino step by step per restituire agli Stati Uniti un ruolo di player attivo e competitivo, in funzione di una ipotetica lotta per la leadership artica. Lo dimostrano le esercitazioni militari di qualche mese fa, ma anche la concessione petrolifera per sfruttare la ANWR. Se l’Alaska ha costituito per lungo tempo, una realtà marginale, a cui spettavano piccole fette del settore turistico ed industriale, adesso, ci potrebbe essere una nuova prospettiva, anche occupazionale. Il danno ambientale sarà probabilmente incalcolabile, ma per Trump, lo scopo di far tornare gli Stati Uniti, realtà leader, nel campo energetico e nello scacchiere artico, non ha prezzo.

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Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) ed ho una laurea Magistrale in Scienze Politiche Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali.
La macroarea di cui mi occupo è l’Artico. Scrivo di tutti gli aspetti relativi alla geopolitica di quei territori.
Lo IARI Mi sta dando una grande opportunità di crescita, con annessa la possibilità di fare ciò che veramente mi piace. Essere analista IARI vuol dire confronto con una realtà seria e professionale, ma formata da giovani. Far parte di una redazione come quella di IARI è un grandissimo slancio. Il think tank offerto grazie alle analisi di redattori e collaboratori è un utilissimo mezzo per comprendere al meglio le dinamiche mondiali. Le analisi pubblicate sono di continuo stimolo e approfondimento.

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