IL FUTURO DEL JCPOA E DELLE RELAZIONI BILATERALI MOSCA – TEHERAN

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Mentre gli Stati Uniti proseguono la politica della massima pressione, Teheran si spinge ad Est.

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Il 15 agosto è fallito il tentativo statunitense di rinnovare l’embargo sulle armi all’Iran, la cui scadenza è prevista per ottobre 2020. Pochi giorni dopo, il segretario di stato americano Mike Pompeo ha presentato una richiesta di reintroduzione delle sanzioni pre-JPCOA sulla base della Risoluzione 2231. Quest’ultima prevede che gli stati firmatari dell’accordo possano usare un meccanismo chiamato snapback per ripristinare i provvedimenti esistenti fino al 2015 conto Teheran in caso di violazione dell’accordo. I restanti membri del Consiglio di sicurezza hanno 30 giorni di tempo per approvare una risoluzione che eviti il ripristino delle sanzioni.

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Se da un lato Washington sostiene di poter agire in questo modo, nonostante il ritiro unilaterale dall’accordo sul nucleare nel maggio 2018, perché la risoluzione che lo recepisce li nomina ancora come partecipanti, il ministero degli Esteri iraniano, dal canto suo, sottolinea che nessuna violazione da parte di Teheran era avvenuta prima dell’uscita degli Usa dall’accordo.  In ogni caso, è presumibile che qualora le sanzioni venissero ripristinate, il JCPOA potrebbe considerarsi nullo. La Commissione iraniana sulla sicurezza nazionale e gli affari esteri ha infatti dichiarato che qualora la richiesta statunitense andasse in porto, l’Organizzazione iraniana per l’energia atomica avrebbe il diritto di riportare le attività nucleari ai livelli precedenti l’accordo del 2015. Ciò nonostante, considerando che ciò potrebbe favorire gli interessi americani e date le basse probabilità di riuscita della richiesta statunitense, è possibile che l’Iran adotti un approccio cauto e prudente, limitando le attività riguardanti il nucleare e cercando, piuttosto, l’appoggio degli alleati orientali, Cina e Russia – gli unici ad aver espresso un voto contrario alla mozione per un rinnovo dell’embargo.

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In effetti, se già l’accordo commerciale Iran – Cina metteva in luce l’adozione di una politica estera iraniana “look to the East”, i recenti sviluppi riguardo la disputa sul nucleare potrebbero favorire un ulteriore avvicinamento iraniano ad Est, questa volta con la Russia. Non è un caso che il presidente russo Vladimir Putin ha proposto un vertice dei capi di stato o di governo dei cinque membri permanenti (Cina, Usa, Gran Bretagna, Francia e Russia), più Germania e Iran, per discutere il dossier ed evitare una escalation delle tensioni.

Per quanto l’avvicinamento Mosca – Teheran sia frutto di convenienze, dato il mutuo isolamento dall’Occidente e la percezione di minacce in comune, si ha ragione di pensare che si possa rapidamente trasformare in una relazione stabile e duratura come dimostrato dal recente accordo tra Putin e Javad Zarif, Ministro degli esteri iraniano, per il rinnovo dell’accordo di cooperazione Russia – Iran in vigore dal 2001, dalla cooperazione militare tra i due paesi nella crisi siriana, e, ancora, dall’accordo per la creazione di una zona di libero commercio tra l’Iran e l’Unione economica euroasiatica (UEE) in vigore da ottobre 2019.

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Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

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