UN PASSATO INDELEBILE: IL FANTASMA DELLE CONTROVERSIE STORICHE CONTINUA A TORMENTARE LE RELAZIONI TRA COREA DEL SUD E GIAPPONE

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Il 15 agosto ricorreva il settantacinquesimo anniversario della fine della Guerra del Pacifico (1941—1945), ovvero della caduta dell’Impero giapponese e la conseguente liberazione della Corea. In concomitanza con questo evento i discorsi riguardanti le controversie storiche tra i due paesi, le cui relazioni sono ormai ai minimi storici, stanno riemergendo per l’ennesima volta.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Le relazioni tra il Giappone e la Corea del Sud sono da anni compromesse dal peso della memoria storica. A causa delle controversie legate alle orribili azioni compiute dall’esercito giapponese nei confronti del popolo coreano durante l’occupazione della Corea, i due paesi non sono mai riusciti ad instaurare un rapporto di completa fiducia. Il problema che ha causato maggiori problemi nei rapporti tra i due paesi è quello legato alle cosiddette comfort women, “donne di conforto”, ovvero donne o giovani ragazze che venivano rapite e trasformate in schiave sessuali dell’esercito giapponese durante la guerra. Dopo la fine del conflitto, il profondo risentimento di Seoul per tali atrocità è stato un fattore cruciale nello scolpire l’andamento delle relazioni tra i due paesi, e la mancata ammissione di responsabilità da parte di Tokyo non ha fatto altro che aggravare la situazione. Nonostante ci sia stata qualche concessione al governo coreano sotto forma di risarcimenti o scuse, tali azioni non sono mai state considerate dalla Corea come guidate da un vero sentimento di rimorso. Inoltre, diversi gruppi conservatori giapponesi (di cui anche il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe faceva parte) continuano tutt’oggi a negare le azioni dell’esercito definendo la coercizione delle comfort women come un atto volontario, aumentando l’astio di Seoul nei confronti del Paese del Sol Levante.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Inoltre, le visite al Santuario Yasukuni da parte di membri del governo sono state sempre oggetto di aspre critiche da parte di Seoul. Yasukuni è un santuario dedicato a coloro che morirono durante e subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, e include soldati, personale medico, giovani studenti caduti in battaglia, e anche coloro che si sono tolti la vita subito dopo la fine del conflitto. Tra questi però sono sepolti anche criminali di guerra, tra cui 14 criminali di classe A come ad esempio il generale e primo ministro Hideki Tojo. Per questo motivo il santuario è stato spesso oggetto di discussione, ed è visto dai vicini asiatici vittime dell’aggressione militare come una glorificazione del passato militarista giapponese. Ci sono stati diversi dibattiti parlamentari volti a rimuovere i criminali, ma ogni volta sono stati fermati dai gruppi nazionalisti. Abe ha visitato il santuario molteplici volte fino al 2013, ma per evitare ulteriori dispute ha smesso definitivamente di farci visita. Quest’anno—come gli anni scorsi—ha inviato delle offerte senza andare di persona, ma diversi membri del governo hanno ugualmente visitato il santuario.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Nel 2015 la questione sembrava essere stata risolta definitivamente quando Giappone e Corea firmarono un accordo che prevedeva la creazione di un fondo di risarcimento in cui Tokyo avrebbe fatto un versamento per un totale di mille milioni di yen (circa 7,5 milioni di euro). Con tale accordo i due paesi hanno affermato di aver messo a tacere “finalmente e irreversibilmente” la spinosa questione delle comfort women usate da i militari giapponesi nei bordelli durante la guerra, promettendo di non tirare nuovamente fuori la questione. Nonostante questo accordo, però, il presidente sudcoreano Moon Jae-in dopo essere entrato in carica nel 2017 ha provveduto subito ad annullarlo, definendolo un accordo politico che esclude le vittime e il pubblico e che viola i principi generali della società internazionale, sottolineando che “le due parti dovrebbero lavorare insieme sulla base della comprensione delle emozioni e della realtà delle persone”.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Dopo questa mossa, negli ultimi cinque anni le relazioni tra i due paesi hanno subito un costante calo fino ad arrivare ai minimi storici lo scorso anno, poiché entrambi hanno permesso ai loro disaccordi riguardanti il passato di influenzare anche questioni legate al commercio e alla cooperazione militare. Il punto più basso si è toccato nell’estate del 2019, quando il Giappone ha annunciato la rimozione ufficiale della Corea del Sud dalla white listcommerciale e ufficializzato l’imposizione di controlli sulle esportazioni nel settore dell’elettronica, vitale per grosse aziende sudcoreane come Samsung. Seoul invece ha deciso di interrompere il rinnovo dell’accordo di scambio di informazioni intelligence militare con Tokyo previsto dal General Security of Military Information Agreement.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Con l’impegno di dover gestire la pandemia di coronavirus e le economie in crisi, negli ultimi mesi i due paesi hanno mantenuto uno status quo inquieto. Tuttavia, quando lo scorso giugno la Corea del Sud è stata presa in considerazione per entrare a far parte del G7, il Giappone si è opposto apertamente con la motivazione che la Corea non è al passo con gli altri membri del G7 sulle politiche adottate in relazione a Cina e Corea del Nord. A buttare ulteriore benzina sul fuoco è stata la recente pubblicazione di una foto di una statua in Corea del Sud volta a rappresentare le comfort women. Situata in un giardino botanico della contea di Pyeongchang, la statua è stata denominata “eterna espiazione” e vede un uomo, molto simile a Shinzo Abe, che si prostra in segno di scuse davanti a una giovane donna. Sono numerose le statue che rappresentano le schiave sessuali, ma questa ha attirato l’attenzione del Giappone proprio per l’incredibile somiglianza con il primo ministro. Il direttore del giardino ha affermato che la statua non raffigura Abe, bensì chiunque sia nella posizione di dover porgere scuse alle vittime di schiavitù sessuale. Nonostante la negazione questa somiglianza ha creato indignazione nella controparte nipponica, tanto che il segretario generale del governo giapponese Yoshihide Suga ha detto durante una conferenza stampa che se l’uomo della statua dovesse essere veramente Abe sarebbe “inaccettabile nei termini di cortesia internazionale” e avrebbe un “effetto decisivo” per i rapporti del Giappone con la Corea. Ha inoltre aggiunto che il governo giapponese “continua a sollecitare la continuità dell’attuazione dell’accordo Giappone-Corea” del 2015 che, per il Giappone, ha risolto la disputa in modo irreversibile.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Il 15 agosto, in onore del settantacinquesimo anniversario della liberazione della Corea dal dominio coloniale, Moon durante il suo discorso nazionale ha affermato di “avere la porta spalancata per le consultazioni”, e ha offerto la sua disponibilità ad aprire nuovamente colloqui con il Giappone per risolvere le tensioni riguardanti i problemi storici. Tokyo non ha ancora risposto alle parole del presidente sudcoreano, ma vista la rigida posizione mantenuta fino ad ora sul mantenimento dell’accordo stipulato nel 2015 è improbabile che mostri disponibilità a riaprire i dialoghi su una questione considerata ormai “chiusa”. Non sembra, dunque, che ci sia spazio per il compromesso tra il governo Abe e il governo Moon: nessuna delle due parti vuole peggiorare ulteriormente la crisi tra i due paesi, ma al tempo stesso nessuno dei due è disposto a cedere per migliorarla, e continuando così la situazione non vedrà alcun miglioramento nel futuro prossimo. Essendo due delle democrazie più ricche e potenti dell’Asia, questa continua disputa è un grande danno alla potenziale stabilità e prosperità della regione. Tuttavia, per una vera e propria svolta nelle relazioni sarebbe necessario un alto livello di iniziativa che però richiederebbe un notevole impegno politico e numerosi compromessi da parte dei due leader, i quali però al momento non sembrano essere preparati a un passo del genere.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block” data-ad-format=”autorelaxed” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”3043690149″>[/et_pb_code][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Latest from ASIA E OCEANIA