UNA QUASI-RISOLUZIONE PER LA GUERRA DELLE ACQUE

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 Riprese le negoziazioni tripartite tra Addis Abeba, Khartoum e Il Cairo. Ottimisti i presagi legati alla disputa per la regolamentazione delle acque del Nilo.

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Il Primo ministro sudanese, Abdallah Hamdok, e la sua controparte egiziana, Moustafa Madbouli, esprimono ottimismo riguardo le negoziazioni tripartite – Addis Abeba, Khartoum e Il Cairo – per regolare le acque del Nilo a seguito costruzione della “Diga del millennio”, meglio conosciuta come Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD).

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A seguito del fallimento delle trattative, in corso da novembre 2019, coadiuvate dagli Stati Uniti a causa del mancato raggiungimento di un’intesa riguardo le modalità di riempimento della diga e i provvedimenti da adottare in caso di siccità, le speranze per una risoluzione della disputa sembravano oramai disattese. Oltre all’esistenza di trattati regionaliper la regolamentazione delle acque del Nilo che hanno per lo più riconosciuto all’Egitto un quasi-monopolio, a complicare ulteriormente la situazione è stato l’annuncio da parte di Addis Abeba dell’avvio della prima fase di riempimento del serbatoio della GERD, completata a fine luglio, nonostante gli inviti a rimandare iniziative a carattere unilaterale fino al raggiungimento di un accordo comune.

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A preoccupare erano le possibili reazioni egiziane e sudanesi all’accaduto, essendo, questi ultimi, i paesi maggiormente implicati nella costruzione della diga e i principali oppositori al progetto. Tuttavia, contrariamente alle più comuni aspettative, a partire dal 3 agosto c’è stata una svolta positiva per l’idrodiplomazia sulle acque del Nilo. Grazie alla mediazione dell’Unione Africana (UA), Egitto, Etiopia e Sudan hanno concordato di riprendere ufficialmente i negoziati trilaterali.

Un passo, questo, di fondamentale importanza che vede una svolta negli approcci alla disputa da parte di Khartoum e Il Cairo: l’iniziale opposizione totale al progetto si è trasformata in un approccio più comprensivo e solidale.

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Bisogna certamente tener presente che le reali conseguenze sul flusso del Nilo a seguito del riempimento della diga etiope potrebbero tardare nel manifestarsi, causando, in caso di scenari negativi, passi indietro nella risoluzione della disputa. Tuttavia, sembra che le parti coinvolte siano intenzionate a lasciarsi alle spalle le vecchie incomprensioni e mettere da parte i precedenti atteggiamenti difensivi per dar spazio ad un approccio solidale che consenta la formazione di un framework cooperativo di lungo termine. Inoltre, risulta fondamentale adottare una prospettiva che coinvolga tutti i paesi lungo il bacino del Nilo affinché sia possibile risolvere eventuali problematiche nel rispetto degli interessi di tutti i paesi coinvolti garantendo, al contempo, lo sviluppo economico e umano della regione.

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Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

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