AMAZZONIA, 2° SUMMIT PRESIDENZIALE DEL PACTO DE LETÍCIA

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Durante la videoconferenza con i Capi di Stato sudamericani, il Presidente del Brasile Bolsonaro ha ribadito l’impegno del suo governo nel combattere la deforestazione illegale e i crimini ambientali nella regione amazzonica

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Lo scorso 11 agosto il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha partecipato al 2° Summit Presidenziale del Pacto de Letícia, realizzato in modalità virtuale, con i Capi di Stato di Bolivia, Ecuador, Colombia, Perù, Guyana e Suriname. L’Accordo, stipulato nel 2019, prevede una mutua collaborazione nel combattere la deforestazione illegale in Amazzonia.

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Durante la videoconferenza il Presidente Bolsonaro ha sostenuto come le politiche del suo governo siano di ‘tolleranza zero’ verso i crimini ambientali, ha ribadito l’impegno nel combattere la deforestazione illegale e come sia necessario mostrare al mondo la realtà e gli sforzi fatti per la tutela della regione amazzonica. Secondo Bolsonaro infatti, il Brasile è criticato ingiustamente a livello internazionale, molto probabilmente perché il Paese verde-oro “è una potenza nel settore agroalimentare”. “Questa storia che l’Amazzonia sta bruciando è una menzogna e dobbiamo combatterla (…) il Brasile ribadisce la sua permanente apertura al dialogo e alla cooperazione nel preservare una regione che è di interesse di tutti”. Perseveranza, determinazione e resistenza è ciò che accomuna il Brasile e gli Stati della regione amazzonica, che “sono perfettamente capaci di prendersi cura di questo patrimonio in tutti i suoi aspetti: ambientali, sociali ed economici”, come ha sottolineato il Presidente del Brasile.

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Tutela dell’amazzonia e stabilità del governo Bolsonaro

Il tema della tutela della regione amazzonica riveste un ruolo di rilievo per la stabilità del governo Bolsonaro in Brasile, sia per quanto riguarda gli equilibri e le relazioni a livello regionale e internazionale, sia a livello di politica interna ed economica. Nonostante il Pacto de Letícia possa essere uno strumento di rafforzamento e miglioramento delle relazioni a livello regionale, risulta abbastanza evidente che, mancando il Venezuela come parte integrante dell’Accordo, molti degli obiettivi saranno difficili da raggiungere. A livello internazionale le controverse politiche ambientali del governo Bolsonaro sono alvo di dure critiche soprattutto a livello europeo, con Paesi che minacciano di boicottare l’acquisto dei prodotti agroalimentari brasiliani e che vedono la questione ambientale in Brasile come un possibile stallo per la ratifica dell’Accordo UE-Mercosur.

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L’attuale gestione della crisi ambientale in Brasile sta infine portando molti investitori e fondi internazionali a rivalutare i loro investimenti nel Paese, e le tre banche private più importanti del Brasile (Bradesco, Itaú Unibanco e Santander) si sono mobilizzate in difesa della regione amazzonica proponendo un piano comune per promuovere lo sviluppo sostenibiledella regione. Un’evidente pressione economica, sia interna, sia internazionale sta agitando il governo Bolsonaro che, per non far perdere al Brasile ingenti finanziamenti internazionali ed investimenti privati in ambito ambientale, si vedrà costretto a riesaminare le politiche ambientali del suo governo e a cercare di salvaguardare quanto più possibile l’immagine e la reputazione del suo Paese.

 

 

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Nicole Bruttomesso

Nicole Bruttomesso è analista e membro della redazione geopolitica dello IARI, scrive per l'area "America Latina", occupandosi principalmente di geopolitica sudamericana, in particolare di Mercosur e Brasile. // Nicole Bruttomesso is an Italian political analyst and member of the editorial staff of the Institute of International Relations Analysis (IARI), she writes for the Latin American section, focusing mainly on South American geopolitics and particularly on Mercosur and Brazil.

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