IL CANADA APRE ALLA GROENLANDIA SULL’ESPANSIONE MINERARIA NEL SITO DI MARY RIVER

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Già da qualche tempo la Groenlandia aveva espresso proeccupazione per l’intenzione della Baffinland Iron Mines Corporations di raddoppiare la produzione mineraria nel sito di Mary River.

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La Groenlandia ha chiesto ed ottenuto la possibilità di entrare nel processo decisionale riguardo il piano di espansione previsto dalla Baffinland Iron Mines Corporations per il sito di Mary River, nel Nunavut canadese. Risale all’11 Febbraio il memo che il Regno di Danimarca, per conto della Groenlandia, aveva inviato e nel quale veniva espressa forte preoccupazione per l’impatto ambientale di un potenziamento del sito di estrazione mineraria. Infatti il raddoppiamento del volume estratto, previsto dalla seconda fase del progetto, si traduce in un aumento considerevole del traffico marittimo lungo le coste canadesi e groenlandesi con un forte impatto sulla fauna marina, specialmente sui narvali.

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La decisione arriva dalla Impact Assessment Agency of Canada che, in rispetto alla Espoo Convention, ha stabilito che la Nunavut Impact Review Board dovrà includere nel processo decisionale anche la Groenlandia. La Espoo Conventionstabilisce infatti l’obbligatorietà di notificare ed informare i Paesi limitrofi su progetti che possono avere effetti sull’ambiente a livello transnazionale. Un meccanismo delle Nazioni Unite di cui sia Canada che Groenlandia fanno parte che aiuterà a valutare la sosteniblità di un progetto di potenziamento infrastrutturale mirato allo sfruttamento di risorse minerarie. E’ davvero interessante notare le parole di Karen Costello, executive director della Nunavut Impact Review Board: “To my awareness this project proposal is the first time the NIRB has had to consider the Espoo Convention in its assessments”.

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Fosse anche la prima volta, la macchina istituzionale sembra fare la propria parte per mettere in atto uno piano di sviluppo che sia controllato, sostenibile e rispettoso dell’ambiente circostante. Infatti la NIRB è obbligata ad inviare una lettera al Regno di Danimarca circa le attività che costituiscono la seconda fase del progetto che avranno un impatto anche sul territorio e nelle acque groenlandesi, lo stato di avanzamento dei lavori, le modalità di partecipazione a future consultazioni e una timeline per fornire commenti e reindirizzamenti.    

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Marco Volpe

Ciao a tutti, sono Marco Volpe, analista dello Iari per la regione artica. La mia passione per l’estremo Nord viene da lontano. Mi piace considerarla come il punto di arrivo che ho inseguito per tanto tempo, raggiunto attraverso un percorso iniziato con lo studio del cinese alla Sapienza di Roma, poi alla Beijing Language and Culture University di Pechino e all’Istituto Confucio di Leòn. Gli studi di relazioni internazionali condotti alla University of Leeds mi hanno dato gli strumenti per poi interpetare l’ascesa inarrestabile cinese nell’ordine globale. A quel punto era diventato imprescindibile approfondire il rapporto della Cina con l’ambiente, e il mio sguardo si è allora posato su quell’area remota del mondo ancora apparentemente fuori dai giochi internazionali e dai grandi investimenti, dove la cura per l’ambiente conta più di tutto. Un’area che ovviamente aveva già attirato le attenzioni della lungimirante leadership cinese. E così, tornato a Roma, ho frequentato un master sulla geopolitica artica e sviluppo sostenibile presso la Sioi, focalizzando la mia attenzione sulle mire cinesi nell’area. Il risultato è un pò il punto di arrivo di cui parlavo: collaborare e far parte di think tanks, tra cui lo Iari e l’Arctic Institute, che mi permettono di avere un confronto maturo, professionale ed appasionato sulle vicende internazionali che scandiscono il ritmo delle geopolitica odierna. Un punto di arrivo che è, ovviamente, un nuovo punto di partenza.
Mi sono appassionato alla fotografia quando, durante il mio primo viaggio in Cina, mi trovavo di fronte delle scene e dei volti che non potevo non immortalare. Ciò di cui non posso fare a meno è sicuramente la musica, soprattutto nella sua dimensione live e di festival. Radiohead, Mumford and Sons e National gli artisti che non posso non ascoltare prima di andare a letto.

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