QUANTO CONTA L'INFLUENZA RUSSA NELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA?

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Ad un anno dal delitto di Bagui, in cui tre giornalisti russi furono brutalmente assassinati, non si conoscono ancora i mandanti, né i reali moventi.

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Ufficialmente, infatti, Mosca è stata autorizzata dal Palazzo di vetro a fornire armi e addestramento all’esercito del Paese. Ma Prighozin è anche a capo della Lobaye Investment, che detiene quota di maggioranza della compagnia radiofonica più importante di Bagui, sostanzialmente controllandone la programmazione e di conseguenza la propaganda. È risaputo, inoltre, che l’oligarca non sia nuovo alle truppe mercenarie e ai soldati privati, anche se sia lui che il Cremlino negano qualsiasi legame con Wagner. Ma perché per Mosca dovrebbe essere così importante la Repubblica Centrafricana?

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Innanzitutto per ragioni economiche sia alla luce del sole, che all’ombra dell’illegalità: nel primo caso rientra il commercio di materie prime, in cui la Russia è ormai un partner privilegiato, grazie ai legami politici acquisiti nel Paese, che vede in Mosca l’unica potenza straniera che ha effettivamente apportato aiuti durante la drammatica fase della guerra civile. Nel secondo ordine rientra il commercio, a titolo sia legale che non ,di armi e materiale bellico, nonché di intelligenze e segreti militari.

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Ugualmente importante è però la ricerca di sfere di influenza alternative all’area mediorientale, in particolare modo  al quadrante siriano, che Mosca ha pian piano relegato in secondo piano, cercando di riaffermare in Africa come attore geopolitico credibile, alternativo al suo potente vicino, Pechino. Non è da escludersi, quindi, che la Russia intenda proiettare il suo arco anche ai Paesi costieri, in particolare alla Libia, magari utilizzando strumenti di soft power  e capacity building per affermare la sua posizione sul Mediterraneo.

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