AL VIA LA GRANDE MURAGLIA DIGITALE AMERICANA

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Il presidente spinge le due piattaforme ai margini dello spazio digitale americano. Cosa alimenta una decisone così drastica e repentina? Preoccupazioni sulla privacy o lo spauracchio delle elezioni? In questa settimana le notizie riguardanti la Repubblica Popolare Cinese si sono concentrate sulla sfida tecnologica sino americana. Essendo disponibile un grande volume di informazioni contrastanti a riguardo, è doveroso fare il punto della situazione, concentrandosi su 2 macro argomenti: TikTok e WeChat.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

TikTok e WeChat, social media cinesi con storia, operatività e prospettive molto diverse, sono state oggetto del decreto esecutivo firmato dal presidente Trump il 6 agosto. TikTok app di condivisione video di proprietà della cinese ByteDance conta circa 100 milioni di utenti negli States; WeChat, la super-app di Tencent, rappresenta invece un canale indispensabile per la comunicazione con aziende e cittadini cinesi nel mondo. Per entrambe le piattaforme è stato annunciato un periodo di 45 giorni, terminato il quale, “ogni transazione collegata a TikTok e WeChat eseguita da persone fisiche o giuridiche soggette alla giurisdizione degli Stati Uniti d’America sarà vietata”.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Il decreto cita preoccupazione relative alla privacy degli utenti e più in generale le minacce alla sicurezza nazionale, alla politica estera e all’economia della nazione suscitate da società di telecomunicazioni con sede nella RPC. Sinologi e giuristi si interrogano sulle conseguenze pratiche del decreto e sulla definizione della parola transazione; in mancanza di ulteriori specifiche, si presume una futura impossibilità di accordare licenze, comprare spazio pubblicitario, scaricare e aggiornare le app, portando di fatto ad un uso molto limitato se non inesistente delle piattaforme.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Le domande da porsi sono perché sia stata presa questa decisione, perché ora e se fosse davvero l’unica soluzione per proteggere la privacy degli utenti americani, minacciata secondo l’amministrazione dall’obbligo delle aziende di telecomunicazioni cinesi di consegnare i dati di singoli utenti alle autorità di Pechino, qualora queste lo richiedessero, in conformità alla Legge sul’Intelligence Nazionale del 2017. È bene ricordare che l’uso di TikTok sui telefoni in dotazioni a funzionari del governo era già stato proibito nel 2019, e che l’azienda fosse sotto inchiesta dal Committee on Foreign Investment in the United States (CFIUS) dallo oltre un anno. WeChat, al contrario, non è mai stata oggetto di indagini e sembra essere finita nella bufera solamente per il suo paese d’origine, rafforzando quindi l’idea che il ban sia dovuto più a ragioni ideologiche, di forte critica verso la Cina comunista, che a specifici episodi legati a singole aziende.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Esperti di protezioni dei dati divergono sui rischi effettivi portati dalle app cinesi, alcuni facendo riferimento al volume maggiore di dati raccolti da Facebook rispetto a TikTok e di fatto alla possibilità che il governo a stelle e strisce richieda i dati degli utenti se coinvolti in procedimenti legali. Il motivo principale di sospetto e critica da parte degli osservatori internazionali nei confronti di questa decisione deriva dal tempismo del decreto, firmato a soli 3 mesi dalle elezioni presidenziali in cui Donald Trump cerca una nuova vittoria. Secondo un sondaggio della società di consulenza Morning Consult, la fascia di americani adulti e repubblicani, ossia la base elettorale del presidente, si è detta decisamente favorevole al ban di TikTok. Che sia questa una strategia per assicurarsi voti decisivi nella riconquista della Casa Bianca?

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Il sospetto resta, considerando che la velocità drammatica con cui sono entrate in vigore le nuove norme di fatto impedisce il raggiungimento di accordi di mediazione. Lasciando alle aziende una finestra di tempo più ampia, queste avrebbero forse potuto adottare soluzioni alternative, come un trasferimento dei dati relativi alle operazioni americane nel paese, una più robusta dichiarazione di protezione dei dati e perché no lavorando ad una soluzione di concerto con Pechino. Le misure adottate la scorsa settimana sembrano dannose per i giganti cinesi tanto quanto per Washington, immaginando che Tencent e ByteDance non staranno a guardare e ritireranno i propri investimenti in aziende americane di punta come Uber, Tesla e Snapchat.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

In conclusione, oltre al potenziale danno economico, l’aspetto paradossale della vicenda si osserva dal punto di vista ideologico. Dopo quattro anni di feroci critiche alla Cina autoritaria che si difende dietro una Grande Muraglia digitale, viene di fatto preso un provvedimento simile, per cui l’utente non avrà più accesso ad un servizio, poiché arbitrariamente bandito dallo spazio digitale americano.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] style=”display:block” data-ad-format=”autorelaxed” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”3043690149″>[/et_pb_code][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Annalisa Mariani

Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lioho capito che l'aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. QuelPartito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho decisodi studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China eGlobalizzazione al King's College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso / proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportivae mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, sonoo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completo le persone sotto ogni punto di vista echesia l'unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.

Latest from ASIA E OCEANIA