AFRO-DISCENDENTI, LATINE E (ANCORA) DISCRIMINATE

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Negli USA la deputata Ocasio-Cortez ribatte agli insulti sessisti, in America Latina si ricordano le discriminazioni ed oppressioni che tuttora soffrono le donne afro-discendenti, latine e caraibiche  

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Mentre negli Stati Uniti la deputata democratica di origini portoricane Alexandria Ocasio-Cortez ribatte agli insulti sessisti del suo collega repubblicano Ted Yoho, l’America Latina celebra la Giornata Mondiale della Donna Afro-discendente, Latino-americana, Caraibica e della Diaspora.

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Nel 1992 diversi gruppi di donne di origine africana provenienti da 32 paesi dell’America Latina e dei Caraibi si sono riuniti a Santo Domingo in Repubblica Domenicana per denunciare le oppressioni e le discriminazioni di genere, etnia e classe sociale che da tempo subivano, e per discutere soluzioni per fronteggiarle. Dopo questo incontro l’ONU ha deciso di riconoscere il 25 luglio come Giornata Mondiale della Donna Afro-discendente, Latino-americana, Caraibica e della Diaspora. In Brasile dal 2004 il 25 luglio è anche la Giornata Nazionale di Tereza de Benguela, donna di origine africana che nel secolo XVIII si è resa protagonista delle lotte di resistenza alla schiavitù tra le comunità afro-discendenti e indigene.

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Una storia di lotte e conquiste, un futuro di sfide

Il 25 luglio non è un giorno di celebrazioni, ma un momento per riflettere sul passato, per poter guardare al presente e pensare al futuro. Oppressioni e discriminazioni di genere, etnia e classe sociale è ciò che le donne afro-discendenti, latino-americane e caraibiche ereditano da un passato coloniale e schiavista, e che sono soggette ancora oggi. Un esempio è il Brasile dove, secondo l’Istituto di Ricerca Economica Applicata (IPEA), nel 2019 ogni 13 donne assassinate, 8 di loro erano afro-discendenti, registrando un aumento del tasso di omicidi del 29,9% tra il 2007 e il 2017.

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Tra le molteplici sfide che le donne afro-discendenti, latino-americane e caraibiche sono chiamate ad affrontare, la più cruciale è quella di riuscire a consolidare la loro indipendenza fisica, economica ed in ambito decisionale per poter garantire giustizia sociale, razziale, parità di opportunità e migliori condizioni di vita per loro stesse e per le loro famiglie. Le donne afro-discendenti, latino-americane e caraibiche occupano infatti la posizione più bassa della piramide sociale e garantire questa indipendenza nelle sue tre dimensioni può provocare un cambiamento che può portare ad un’evoluzione di tutta la struttura sociale dei paesi dell’America Latina e dei Caraibi. Come ha sostenuto l’attivista afroamericana Angela Davis durante una conferenza presso l’Università Federale di Bahia (UFBA) nel Nordest del Brasile nel 2017: “(…) Quando una donna di colore si muove, tutta la struttura della società si muove con lei, perché tutto si destabilizza, partendo dalla base della piramide sociale nella quale si trovano le donne di colore: si cambia la base del capitalismo (…)”.

 

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Nicole Bruttomesso

Nicole Bruttomesso è analista e membro della redazione geopolitica dello IARI, scrive per la sezione “America Latina” occupandosi principalmente di geopolitica sudamericana.

Nicole Bruttomesso is an Italian political analyst and member of the editorial staff of the Institute of International Relations Analysis (IARI). She writes for the Latin American section, focusing mainly on South American geopolitics.

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