IL CASO “ESPERANZA” RIACCENDE I DIVERBI TRA ECUADOR E CINA

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Esperanza, uno degli ultimi esemplari di squalo balena nella riserva delle Galapagos, ha cessato di trasmettere il proprio segnale di ubicazione. La scomparsa dell’animale riaccende un diverbio tra le autorità Ecuadoregne e la Cina, la quale è tristemente nota per aver più volte invaso le acque territoriali dello stato andino per fare incetta di specie marine protette, in piena contravvenzione al diritto internazionale marittimo.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

La Cina alla guerra del mare

Non è certo la prima volta che Ecuador e Cina si trovano faccia a faccia: già nel 2017 lo stato andino arrestò l’equipaggio di un grande peschereccio facendo sentire la sua voce contro le grandi multinazionali ittiche cinesi che trafficavano nelle acque territoriali ecuadoregne, il più delle volte con notevoli quantità di pesci e mammiferi protetti provenienti da una delle più importanti riserve marine del mondo, le isole Galapagos. Le pinne di squalo, di gran moda nell’alta ristorazione di Pechino, rappresentano una fonte di guadagno inestimabile per i grandi acquirenti d’oltreoceano che non badano a spese per intraprendere vere e proprie missioni di caccia in luoghi incontaminati del mondo; la lista degli incidenti e delle frizioni che hanno visto protagoniste delle imbarcazioni cinesi è praticamente sconfinata: non solo Ecuador, ma anche Guinea, Liberia, Sierra Leone, Sudafrica, Madagascar, Isole Fiji, Cile, Argentina, Indonesia e Corea del Sud, molti dei quali tristemente noti per sequestri, conflitti a fuoco e, talvolta, perdita di vite umane.  Eppure, i colossi economici della pesca abusiva non accennano a fermare le proprie attività, anzi.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Ciò che più preoccupa gli analisti e gli esperti di tutto il mondo, però, è che il lento avanzare della Cina nel settore ittico possa in realtà celare delle mire espansionistiche nel settore bellico, commerciale e geostrategico. È per questo che, in moltissimi casi, le motovedette delle guardie costiere dei paesi coinvolti decidono di ricorrere a metodi estremi per disperdere -o affondare- i pescherecci abusivi.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Il caso “Esperanza”

Non è questo per fortuna il caso dell’Ecuador il quale, come da tradizione andina, ha sempre cercato di risolvere le controversie esterne tramite il diritto e la diplomazia. Eppure, la scomparsa dell’esemplare di squalo balena Esperanza dai monitor dei biologi marini ecuadoregni il 21 luglio scorso, ha riacceso un fuoco che non era mai stato spento del tutto.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Il Rhincodon typus, unica specie del genere Rhincodon e della famiglia Rhincodontidae, è il più grande squalo esistente: tra le sette e le dieci tonnellate di peso, la sua pelle è tra le più spesse nel regno animale, presenta piccole sporgenze a scacchiera evidenziate dalla livrea a punti bianchi su fondo blu-verdastro e malgrado l’apparenza che incute timore, è relativamente innocuo per l’uomo.  Lo IUCN, Unione internazionale per la conservazione della natura, lo ha classificato nel 2016 come specie in via d’estinzione.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Dopo aver prosciugato i propri mari, Pechino si è mossa verso il Sudamerica, ed è proprio per tale motivo che la società civile e le equipe di studiosi e accademici dell’Ecuador hanno smosso le fondamenta del governo per far si che tale mattanza venga prontamente arrestata. In una nota dal proprio account Twitter, Norman Wray, governatore delle Galapagos, scrive: “prima della scomparsa, l’animale -marchiato nel 2019- ha trasmesso la propria ubicazione per quasi 280 giorni, muovendosi tra la zona economica esclusiva (ZEE) e la Riserva Marina delle Galapagos (RMG)”, aggiungendo che “ora più di 260 imbarcazioni e pescherecci costeggiano la Riserva marina; una coincidenza?”

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

La disputa internazionale

Lo stesso governatore, sempre tramite i propri canali, invoca a gran voce l’elaborazione di un nuovo strumento di diritto internazionale: “Un trattato dell’alto mare (TDA) per proteggere le aree marittime all’infuori della giurisdizione delle nazioni (ABNJ) nel disegno della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del mare”, la cd. Convenzione di Montego Bay.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Secondo il diritto consuetudinario, infatti, l’Alto Mare costituisce una res communis omnium, ossia un bene di tutti, mentre definisce la Zona Economica Esclusiva l’area di mare che si estende per 200 miglia nautiche dalla linea di base in cui lo stato costiero può esercitare, seppur con alcune limitazioni, lo sfruttamento esclusivo delle risorse naturali. Ovviamente è solo nella Zona Contigua -il mare territoriale non oltre le 24 miglia nautiche dalla linea di base- che l’Ecuador avrebbe reale potestà, trattandosi di una hot pursuit area, un’area in cui lo Stato costiero può sia punire le violazioni commesse all’interno del proprio territorio o mare territoriale sia prevenire le violazioni alle proprie leggi con il diritto di inseguimento in acque internazionali. E questo i pescherecci cinesi lo sanno molto bene, tenendosi a debita distanza dagli eventuali controlli costieri dell’Ecuador che però non riescono sempre nel loro intento.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Il ministro della Difesa Oswaldo Jarrìn ha recentemente assicurato che le 40 miglia della ZEE dell’Arcipelago delle Galapagos, così come le 200 miglia di ZEE continentale, sono vigilate 24/24, ed ha smentito la presenza di imbarcazioni internazionali in tale area. Ha anche ammesso, però, che tra la zona Esclusiva delle Galapagos e quella Continentale vi è un corridoio di acque internazionali sulle quali l’Ecuador non ha alcuna giurisdizione; è in tale striscia che risiederebbe la flotta di 260 imbarcazioni, la maggior parte battente bandiera cinese, che ha denunciato il governatore Wray.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Il problema, infatti, è proprio l’impossibilità di intervenire in maniera militare senza che via sia una violazione della ZEE e della RMG, il casus belli necessario per il legittimo intervento delle forze di sicurezza ecuadoregne. La scorsa settimana Daniel Gínez Villacís, Comandante delle Operazioni Navali dell’Armata, in un comunicato stampa  a Quito, ha ricordato che intorno alle Galapagos vi è la cd Zona Economica Esclusiva Insulare (ZEEI), nella quale l’Ecuador -avente giurisdizione per interesse ecologico e di contenimento delle ricchezze marine-  ha posizionato un incrociatore missilistico per ragioni di difesa.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Se dunque nel 2017 la situazione sembrò assopirsi per via diplomatica con la protesta formale del Ministero degli Esteri nei confronti dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Ecuador, Wang Yulin, ricordandogli gli obblighi reciproci ed internazionali di lotta congiunta e prevenzione alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), questa volta la situazione sembra prendere una piega diversa, venendosi ad inasprire le relazioni con la Cina la quale, per parola del Ministro Luis Gallegos, dovrà prendere atto che “la Cancelleria ecuadoregna ha depositato, sia a Pechino che a Quito, motivazioni per far sapere alle parti che farà rispettare la sua sovranità marittima, senza differenza di bandiera”. 

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Parole dure che evocano uno scontro diplomatico imminente. Nel frattempo la società civile ed i dipartimenti di biologia dei principali atenei di Quito e Guayaquil recriminano al governo di Lenin Moreno di non voler agire perché troppo vincolato ai sussidi donati dalla Cina durante la pandemia da Covid-19, sussidi che agli occhi di molti appaiono una vera e propria tangente per chiudere gli occhi delle autorità di fronte ai tanti crimini naturali che da decenni affliggono l’Ecuador, la culla della biodiversità.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block” data-ad-format=”autorelaxed” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”3043690149″>[/et_pb_code][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Latest from LAW & RIGHTS