LA CONVERSIONE ALL’USO DELLA MASCHERINA

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L’altolà di Goldman Sachs: la mascherina protettiva potrebbe salvare l’economia statunitense e la salute pubblica. E Trump cambia idea.

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Dopo mesi passati ad irridere e sottovalutarne l’utilizzo, martedì 21 luglio il Presidente Trump ha indossato per la prima volta la mascherina protettiva in pubblico. Il Presidente, sebbene non abbia ammesso l’errore di valutazione iniziale, ha esortato il popolo americano a indossare la mascherina– definita“patriottica” quando non si può mantenere la distanza sociale. Negli Stati Uniti non vi è uniformità nella politica delle mascherine: ogni Stato federato, in virtù delle proprie competenze sanitarie, può decidere se imporne l’utilizzo o meno.

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Il cambio di passo di Trump arriva sulla scia delle pressioni di esperti sanitari, ma anche degli analisti economici di Goldman Sachs, i quali hanno trovato un fil rouge tra la ripresa economica statunitense e l’imposizione delle mascherine protettive per affrontare la pandemia da Coronavirus. Secondo Goldman Sachs, l’obbligatorietà delle mascherine a livello federale potrebbe far recuperare all’economia statunitense 5 punti di PIL, riducendo il rischio di nuovi lockdown. Il convincimento sull’importanza dell’uso delle mascherine si basa anche su ragioni sanitarie: si stima che un mandato federale potrebbe incrementare del 15% la percentuale di persone che le indossano e, nondimeno, verrebbero ridotti i casi giornalieri dell’1%.

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Negli Stati Uniti, il dibattito sulle mascherine protettive è ancora in corso, nonostante vi siano crescentievidenze scientifiche sull’impatto della mascherina facciale nel proteggere dall’infezione del nuovo Coronavirus. Gli Stati del Sud paiono più riluttanti a imporne l’utilizzo, mentre negli Stati Occidentali ed in alcuni del Nord-Est sempre più individui indossano la mascherina per via di una legislazione favorevole, ma anche di un diffuso convincimento spontaneo.

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Adesso, con la situazione epidemiologica che stenta a migliorare, la Casa Bianca potrebbe imporne l’obbligatorietà nel territorio statunitense. Finora il tema è stato oltremodo politicizzato dal Presidente Trump contro i Democratici e in funzione anticinese, dato che l’utilizzo della mascherina è una pratica invalsa nella cultura cinese (e asiatica in generale) e la Cina è di gran lunga il primo produttore mondiale di mascherine protettive. Un convincimento fuori tempo massimo, si direbbe; ma non è mai troppo tardi per abbandonare le proprie opinioni in favore della scienza.

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Emanuele Gibilaro

Classe 95, analista di politica estera USA, membro del direttivo IARI e brand ambassador. Studente magistrale in Relazioni Internazionali (indirizzo Diplomazia e Organizzazioni internazionali) presso l’Università degli Studi di Milano. Ho conseguito la laurea triennale in “Storia, politica e Relazioni internazionali” a Catania- città di cui sono originario- con una tesi sul rapporto tra giornalismo e comunicazione politica durante alcuni eventi salienti della storia contemporanea di Italia e Stati Uniti.
Per IARI mi occupo di politica estera e interscambio diplomatico degli Stati Uniti con i principali attori internazionali. Ma anche di questioni energetiche e sicurezza nazionale. Approfondisco tali tematiche da diversi anni, in un’ottica che contempera dimensione giuridica, storica, diplomatica, militare ed economica.
Ho sposato il progetto IARI fin dal primo giorno della sua fondazione, perché ho visto un gruppo affiatato, competente e motivato a creare una realtà che diventasse un punto di riferimento per il mondo accademico italiano, ma anche per chi desidera avere un quadro sulla politica e i fenomeni internazionali. Abbiamo scelto il formato di think tank specializzato in quanto fenomeni complessi come quelli internazionali meritano un’elaborazione analitica, precisa e pluridimensionale, che non semplifichi le questioni con ideologie e luoghi comuni (così come spesso accade nelle testate giornalistiche del nostro Paese). Pertanto, l’analista deve mettere le sue competenze a disposizione del lettore, individuando possibili scenari e fornendo a chi legge tutti gli elementi necessari alla formazione di un’opinione.

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