IN CANADA SI CELEBRA IL NUVANUT DAY: LA RIVENDICAZIONE DELL’ORGOGLIO INUIT

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Usi, costumi e tradizioni della comunità Inuit in festa per il Nuvanut Day. Identità e non solo

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Ogni anno, il 9 luglio nel Nunavut, la regione artica del Canada, ha luogo il Nuvanut Day, la ricorrenza che celebra l’identità della comunità Inuit, ma non solo. Infatti, la stessa data non è casuale: essa ricorda il giorno dell’approvazione del Nuvanut Act, avvenuta ad opera del Parlamento Canadese il 9 luglio 1993. Il documento costituì il primo atto formale per dar vita all’istituzione di una regione autonoma, all’interno del territorio canadese, chiamata appunto Nuvanut, risultato che, comunque fu, pienamente raggiunto soltanto nel 1999. Prima di allora, infatti, questo vasto territorio faceva parte dei Territori di Nord-Ovest, una delle regioni più a nord del Canada e confinante con l’Alaska.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

La regione autonoma del Nuvanut è abitata da circa 35.000 persone, in larga parte appartenenti alle comunità Inuit. Proprio da questa maggioranza è scaturita la spinta propulsiva che ha portato poi al distaccamento dai Territori di Nord-Ovest, in funzione di una regione, il cui nome, che significa “nostra terra”, è sicuramente molto più caro e favorevole alle comunità locali. Risultato di tutto rilievo, resta comunque il Nuvanut Act, con il quale gli Inuit hanno trovato risposta alle loro rivendicazioni in termini di lingua, stile di vita, usi e costumi.  Per questo, il 9 luglio è una giornata così importante. Per l’occasione si celebrano le tradizioni, i costumi e la storia delle popolazioni autoctone, ed anche quest’anno, nonostante le limitazioni per le normative anti-covid, l’evento si è tenuto.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

È chiaro che la ricorrenza consiste in un giorno in cui si festeggia l’identità, ma è anche e soprattutto un giorno di rivendicazioni, per chiedere i diritti, talvolta negati dal governo centrale, per chiedere infrastrutture e, soprattutto, un utilizzo sostenibile delle risorse energetiche che nel Nuvanut sono presenti in quantità importanti. Proprio da qui, infatti, parte la massiccia progettazione di Trudeau, per competere con i giganti dell’Artico, con l’intento di sostituirsi agli Stati Uniti in qualità di interlocutore/rivale. Il tutto, ovviamente, comprende un copioso lavoro di sfruttamento delle risorse petrolifere, molte delle quali presenti nel Nuvanut; la conseguenza è una distruzione del paesaggio, che gli Inuit preferirebbero vedere inalterato.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Ad ogni modo, il 9 luglio, costituisce per le comunità locali, anche una vetrina per il turismo. Il settore infatti, stenta a decollare nella regione, la quale risulta persino sconosciuta ai più. D’altronde per raggiungere la zona, non ci sono collegamenti stradali particolarmente efficienti e comunque, in alcuni periodi dell’anno, l’accesso è spesso difficoltoso per la presenza di ghiaccio e neve.  per questo, nel Nuvanut Day, la comunità prepara piatti tipici, organizza balli tradizionali e dibattiti sulla storia Inuit. Per l’occasione, poi, vengono anche annunciati i vincitori del Nunavut Day Cultural and Academic Grant, borse di studio concesse ai residenti per consentire loro di proseguire gli studi accademici o di aumentare i loro livelli di abilità tradizionali.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Lo scopo quindi, sembra essere quello di rimarcare quelli che sono i tratti culturali, molti dei quali rimasti pressoché immutati nel tempo, nonostante l’appartenenza al territorio canadese. Ad oggi la piccola comunità Inuit del Canada intende resistere alle ingerenze culturali esterne, ma soprattutto all’incedere inarrestabile delle attività antropiche a scopo industriale, che vanno ad intaccare interi territori incontaminati, stravolgendo l’intero ecosistema. Rivendicare l’identità di Inuit significa proprio questo: difendere uno stile di vita fatto di tradizioni e usanze e contrapporlo all’avanzata degli interessi particolaristici del governo canadese in campo energetico.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″] style=”display:block” data-ad-format=”autorelaxed” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”3043690149″>[/et_pb_code][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) ed ho una laurea Magistrale in Scienze Politiche Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali.
La macroarea di cui mi occupo è l’Artico. Scrivo di tutti gli aspetti relativi alla geopolitica di quei territori.
Lo IARI Mi sta dando una grande opportunità di crescita, con annessa la possibilità di fare ciò che veramente mi piace. Essere analista IARI vuol dire confronto con una realtà seria e professionale, ma formata da giovani. Far parte di una redazione come quella di IARI è un grandissimo slancio. Il think tank offerto grazie alle analisi di redattori e collaboratori è un utilissimo mezzo per comprendere al meglio le dinamiche mondiali. Le analisi pubblicate sono di continuo stimolo e approfondimento.

Latest from ARTICO