EGITTO E LIBIA, UN SOLO POPOLO E UN SOLO DESTINO

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Secondo le ultime dichiarazioni del presidente egiziano al-Sisi,l’intervento militare dell’Egitto nel conflitto libico serve a difendere le nazioni arabe. In una riunione tenutasi questo giovedì al Cairo, alla presenza del Consiglio supremo degli sceicchi e dei notabili della Libia, il presidente egiziano al-Sisi ha dichiarato che l’intervento militare dell’Egitto nel conflitto libico è necessario per garantire la sicurezza del popolo egiziano, di quello libico e di tutte le nazioni arabe.

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Secondo le parole del presidente egiziano, le forze esterne coinvolte nel conflitto libico, in primis la Turchia, non sono realmente intenzionate a una soluzione del conflitto libico, in quanto preoccupate soltanto dei loro interessi nazionali. Alla luce dei legami storici tra i due paesi, e del ruolo ex-ruolo dell’Egitto di leader del mondo arabo, al-Sisi si mostra intenzionato a difendere l’integrità territoriale dei due stati dalla minaccia del ‘’colonialismo turco’’ e dei gruppi terroristici del deserto occidentale. Nella riunione di questo giovedì, alla presenza del Consiglio supremo degli sceicchi e dei notabili della Libia, il presidente egiziano ha dichiarato di voler armare le tribù libiche, che si trovano al confine tra i due paesi, come anche altre comunità residenti al nord dell’Egitto, al fine di creare un ‘’esercito nazionale comune’’.

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Il suo l’intervento militare viene posto come decisivo per la risoluzione del conflitto libico e necessario per garantire un futuro migliore alle future generazioni della Libia. Il suo discorso è stato ben accolto dal Consiglio supremo degli sceicchi e dei notabili della Libia, che ha dichiarato ‘’siamo venuti al Cairo per dire che noi e l’Egitto siamo un solo popolo e vogliamo liberare completamente la Libia’.  Il presidente egiziano, dunque, in risposta alle ultime sconfitte militari dell’Esercito Nazionale Libico, sotto il comando di Khalifa Haftar e all’avanzata del ‘’colonizzatore turco’’ nel Mediterraneo orientale, sta facendo leva su una retorica statale ben consolidata: il ruolo storico dell’Egitto nel mondo arabo e la lotta al terrorismo.

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Il presidente egiziano, forte del sostegno della Camera dei rappresentanti di Tobruk, è ora in attesa dell’approvazione del Parlamento egiziano per dare avvio all’intervento militare in Libia. Vedremo nelle prossime settimane, quale sarà la risposta degli altri attori coinvolti nel conflitto – Stati Uniti, Europa e Russia – che, il mese scorso, avevano ben accolto l’iniziativa diplomatica egiziana della Dichiarazione del Cairo.

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Nicki Anastasio

Sono Nicki Anastasio, ho 23 anni e studio presso la facoltà di relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’Orientale. Da quasi cinque anni vivo a Napoli, per studio e lavoro, ma sono originario della Costiera Amalfitana. Negli ultimi tre anni, ho fatto due esperienze studio in Marocco e in Egitto che mi hanno permesso di approfondire lo studio della lingua araba e della cultura dei paesi arabo-islamici, di cui sono affascinato sin da piccolo. Dopo aver conseguito la laurea triennale in mediazione linguistica e culturale, ho ritenuto che analizzare le complesse dinamiche geo-politiche che caratterizzano i paesi della macro area medio-orientale fosse il proseguimento più naturale e spontaneo dei miei studi. Ritengo che per comprendere le ragioni alla base della perenne instabilità dell’area più calda del mondo sia necessario costruire una genealogia della crisi di legittimità che caratterizza gran parte dei suoi stati, considerando le specificità storico-culturali e socio-economiche di ogni contesto nazionale. Sono molto fiero di far parte dello IARI, una comunità di analisti unica nel suo genere.

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