I BALCANI OCCIDENTALI NELLA STRATEGIA EUROPEA

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.1″ hover_enabled=”0″]

Mai come in questo momento l’Unione Europea e i paesi della ex-Jugoslavia hanno bisogno l’uno dell’altro. Per questo è giunto il momento che questi stati prendano parte ai grandi dibattiti che riguardano il futuro dell’Europa.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

Negli ultimi dieci anni l’Unione Europea  ha affrontato un lungo elenco di importanti sfide, sia interne che esterne: la crisi del debito internazionale ed europeo, la crisi dei rifugiati e delle migrazioni, la crescita dell’euroscetticismo e il populismo, il voto britannico per uscire dall’UE, l’elezione di Donald Trump, l’ascesa della diplomazia economica cinese, il ritorno della Russia sulla scena europea e molte altre. L’elenco si completa con la recente emergenza sanitaria relativa al Covid-19. Comprensibilmente, la necessità di reagire rapidamente a un ambiente in evoluzione, di improvvisare piani di emergenza e di mitigare le tensioni tra gli Stati membri ha messo a dura prova l’avanzamento di una visione strategica più solida.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

Mentre una nuova riflessione sul futuro dell’Europa è stata avviata con la pubblicazione del Libro bianco dell’UE nel marzo 2017, molto rimane da fare per riscoprire in primo luogo le ragioni che sono alla base del processo di integrazione europea, per ringiovanire tale progetto e renderlo nuovamente una fonte di ispirazione superiore per i cittadini del continente. Non ci potrebbero essere tempi migliori per intensificare questa riflessione. I primi passi in questa direzione erano stati fatti prima dello scoppio della pandemia: lo scorso anno, il Consiglio europeo ha adottato una nuova agenda strategica per il quinquennio 2019-2024; una conferenza di due anni sul futuro dell’Europa sarà lanciata il prossimo settembre per rivedere il funzionamento generale dell’UE; i principali Stati membri hanno già presentato diverse proposte, in particolare la Francia; e la nuova Commissione ha presentato la sua visione. La pandemia non cancellerà questa necessità di pensiero strategico sul futuro dell’Europa, anzi, l’evento ne ha messo in luce tutta la sua vulnerabilità; inoltre le sue implicazioni, che saranno enormi, metteranno ulteriormente alla prova la solidarietà dell’Europa.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

Il pensiero strategico sarà essenziale per fare di necessità virtù: “rendere di nuovo forte l’Europa”, come recita il motto della presidenza europea di Berlino. Ma l’UE non scriverà da sola il futuro dell’Europa e non ha il monopolio di pensare strategicamente ai suoi contorni. Questo è il motivo per cui i Balcani occidentali, sia la società civile che i governi regionali, dovrebbero partecipare e contribuire a questa riflessione sul futuro dell’Europa. Dopotutto, questo pensiero riguarda un’Unione alla quale più della metà della popolazione della regione sta ancora cercando di aderire. Ma al di là della necessità di contemplare il proprio futuro alla stessa luce del futuro dell’UE, la loro partecipazione a questo processo è essenziale per costruire un senso di appartenenza comune a tutta l’area; profilare i Balcani occidentali come un contributo alla creazione dell’Europa, aumentare la comproprietà del progetto di integrazione europea e consentire ai cittadini dei Balcani occidentali di mobilitarsi e impegnarsi in discussioni che trascendono le linee etnico-nazionali. Questo processo di deliberazione, che è più ampio delle discussioni tipicamente dominate dalla politica nazionale e dalla sola politica di allargamento dell’UE, è cruciale per rafforzare una comunità di scopo che collega l’UE e i Balcani occidentali nel creare un’Europa più forte.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

Inoltre, le sfide che minano la trasformazione dei Balcani occidentali oggi sono per molti aspetti paragonabili a quelle affrontate dall’UE: le crescenti disparità socioeconomiche, il declino demografico, l’erosione dei valori democratici, l’aumento del populismo, la mancanza di solidarietà, la persistenza di tensioni bilaterali, la crescente insicurezza e le interferenze geopolitiche non sono affatto peculiarità che colpiscono solo i paesi della regione. Piuttosto che considerarsi essenzialmente diversi dall’UE, per mancanza di status associativo e concentrandosi esclusivamente sull’accoglienza di visioni, modelli, norme e standard dell’UE, i territori della ex-Jugoslavia devono definirsi “una regione (già) in Europa”, vale a dire come regione che può e dovrebbe contribuire ai gran débats sul futuro dell’Europa. La loro ambizione non può e non deve essere circoscritta all’adesione all’UE, qualunque cosa accada, dovrebbe bensì riflettere la pretesa strategica dell’UE di plasmare il futuro del Continente e di esortarli a pensare all’Europa a cui vogliono aderire, indipendentemente dai modelli esistenti.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

Il potenziale apporto della regione rimane inutilizzato e in gran parte inesplorato, basti pensare all’esperienza della regione con il federalismo o il multiculturalismo, non come un modello per l’Europa di domani, ma come parti della storia europea su cui riflettere. Questa esperienza, che sia fonte di ispirazione o dissuasione, venga considerata unica o imperfetta, apre le proprie finestre sul futuro dell’Europa. Inequivocabilmente si tratta di un’opportunità di inestimabile valore culturale.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

Per dare un contributo, i Balcani occidentali hanno innanzitutto bisogno di smettere di pensare come se fossero una periferia (frammentata) in Europa, chiedendo (o fingendo di chiedere l’elemosina) l’adesione. Devono unirsi ai principali dibattiti che agitano il vero “nucleo” europeo, per pensare come parti effettive dell’Europa e per posizionarsi come contribuenti all’avanzamento del progetto europeo. Ciò che è necessario, in altri termini, è una visione strategica dell’intera area sul futuro dell’Europa. Questa concezione dovrebbe riunire una varietà di elementi di riflessione e consentire ai Balcani occidentali di essere presi in considerazione nelle continue discussioni sul futuro del Continente.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block” data-ad-format=”autorelaxed” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”3043690149″>[/et_pb_code][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Latest from ANALISI

LA CAMBOGIA RISCHIA DI NON VEDERE PIÙ LA DEMOCRAZIA

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.22″][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”] Tra