CONTACT TRACING NEL MONDO TRA PRIVACY E SALUTE PUBBLICA

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Le varie app di tracciamento e il bilanciamento tra libertà personali e l’esigenza di arginare il diffondersi del virus.

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A seguito dell’emergenza sanitaria covid-19 sono state rilasciate in vari Paesi nel mondo le app di tracciamento predisposte dai governi e progettate con lo scopo di arginare il diffondersi del contagio. In assenza di strumenti di tracciamento comuni a livello internazionale i diversi Paesi si sono regolati autonomamente, ma il funzionamento dei software prevede nella maggior parte dei casi che chi ne usufruisce riceva una notifica sul proprio telefono cellulare qualora si sia entrati in contatto con una persona che risulti positiva al coronavirus. È comunque possibile rilevare sul piano europeo un percorso comune, delineato Commissione europea e dalla raccomandazione (UE) 2020/518 in merito a un insieme di strumenti comuni per l’utilizzo della tecnologia e dei dati al fine di contrastare la crisi Covid-19; documenti come il Common EU Toolbox for Member States e l’eHealth Network hanno ulteriormente contribuito a  definire un percorso comune nell’ambito delle misure di contenimento attraverso sistemi di tracciamento che fossero coerenti con il modello democratico e idonei  a contrastare ipotetiche derive autoritarie.

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Gli approcci seguiti nel contesto europeo possono distinguersi in due principali tipologie: alcuni Paesi come l’Italia e la Germania hanno costruito le proprie app partendo da un codice sorgente fornito da Google e Apple, con una tecnologia fondata sul bluetooh e l’exposure notification; tale modello, detto “decentrato”, sembra attualmente il più idoneo a garantire la tutela della privacy in quanto le informazioni raccolte tramite le app non vengono trasferite su un server centrale ma restano nei telefoni degli utenti. Una differente metodologia è stata invece adottata da altri Paesi come la Francia, i quali hanno messo a punto un sistema centralizzato e sviluppato senza tener conto del protocollo fornito dai due giganti dell’informatica.

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Il meccanismo alla base di ogni app prevede la creazione di un codice identificativo anonimo che viene scambiato  tramite bluetooth quando si è vicini a un altro utente; qualora uno di tali utenti risulti positivo al covid-19, tutti coloro che vi sono entrati in contatto riceveranno una notifica sul proprio dispositivo.  In italia è stata rilasciata nel mese di giugno l’app Immuni, che impiega appunto la tecnologia bluetooth per comunicare con gli altri dispositivi nelle vicinanze ed avvisare quanti vengano a contatto con una persona che risulta positiva al virus. Se gli ospedali o le Asl riscontrano un nuovo caso di positività, dietro consenso della persona interessata gli operatori inseriranno nel sistema un codice che invierà la relativa notifica agli utenti con cui quella persona ha avuto contatti.

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L’app italiana non registra alcun dato che possa far risalire all’identità degli utenti e non trasmette informazioni ad un sistema centrale: il tracciamento avviene solo attraverso codici alfanumerici e lo sviluppo del sistema ha tenuto conto del parere del Garante per la protezione dei dati personali. L’app è gratuita e il suo utilizzo è su base volontaria. In Germania ha riscosso notevole successo la Corona-Warn-App, il cui funzionamento si basa su una tecnologia bluetooth per un maggiore risparmio energetico. Grazie anche ad una vasta campagna mediatica, l’applicazione è stata scaricata fin dalle prime ore del suo lancio da milioni di cittadini. Il Regno Unito non ha al momento un’ app ufficiale per il tracciamento dei contagi, ma fa leva su una procedura di contenimento curata dal sistema sanitario nazionale (Nhs): chi risulta positivo al covid-19 viene contattato da un operatore del Nhs il quale gli chiede di accedere al portale Nhs test and trace e di fornire alcune informazioni personali. È garantita la privacy di coloro che risultano positivi, ai quali viene poi richiesto di  autoisolarsi per due settimane.

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In Francia è invece attiva l’app StopCovid, che traccia i contatti avvenuti nelle due settimane precedenti all’eventuale contagio. A differenza delle altre nazioni, come già accennato, la Francia ha deciso di far progettare l’app ad aziende ed enti nazionali in una task force coordinata dal governo, senza avvalersi del codice sorgente fornito da Google e Apple. Mentre in Europa ha avuto importanza preminente la tutela della privacy rispetto all’effettiva efficacia degli strumenti di tracciamento del contagio, in Paesi come  la Cina ha prevalso il controllo dei cittadini, con un imponente monitoraggio degli spostamenti tramite le app impiegate dal governo che utilizzano un sistema di codici sanitari basato su tre colori (Alipay Health Code); ogni cittadino è tenuto a rispondere ad alcune domande e a seguito di tali risposte l’app genera dei codici che indicano lo stato di salute della persona: il verde indica la possibilità di spostarsi, il giallo avvisa che si è stati a contatto con un potenziale infetto e il rosso significa che bisogna restare a casa.

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In Corea, invece, l’app di tracciamento avverte i cittadini di tutti i focolai presenti sul territorio e li avvisa a cento metri di distanza dal focolaio stesso. Nonostante queste forme di controllo, non mancano anche per tali modelli le critiche sull’efficacia delle app, oltre a quelle connesse alla libertà dei singoli individui. L’app COVIDSafe, rilasciata in Australia già ad aprile, è stata scaricata in poche ore da milioni di cittadini e attraverso il bluetooth scambia segnali tra più dispositivi quando questi si trovano entro un raggio di 1,5 metri. Gli utenti vengono avvisati se sono stati a contatto per più di 15 minuti con chi è risultato positivo e i dati personali forniti e raccolti dall’app vengono cancellati dopo 21 giorni o quando si rimuove l’app dal telefono. Stando a quanto dichiarato dal governo, la polizia non potrebbe accedere ai dati sensibili neanche dietro ordine del tribunale.

 

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Gli Usa, come molti Paesi europei, hanno scelto di aderire al software di tracciamento rilasciato da Apple e Google:  Alabama, North Dakota e South Carolina si attestano tra i primi Stati ad aver predisposto sistemi di tracciamento basati sulla tecnologia bluetooth dei due colossi dell’informatica e messa a disposizione delle agenzie sanitarie pubbliche di tutto il mondo per creare proprie app di tracciamento. Ogni stato federale ha facoltà di sviluppare la propria soluzione all’interno delle regole stabilite dal Center for Desease Control and Prevention.

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In Giappone è stata rilasciata dal ministero della salute l’app Cocoa, che non raccoglie i dati personali degli utenti e si basa anch’essa sulla tecnologia bluetooth. I dati registrati a seguito di interazioni tra vari dispositivi restano sullo smartphone per non più di 14 giorni, per poi cancellarsi automaticamente. Nel caso in cui un utente risulti positivo e lo segnali nell’app, gli altri utenti nei paraggi riceveranno una notifica. I dati relativi all’orario e al luogo di contatto non vengono resi noti né al governo né agli altri utenti.

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In Israele è stata invece attivata l’app Hamagen, cioè “scudo”, che traccia le posizioni degli utenti e incrocia le informazioni rilevate con quelle in possesso del Ministero della salute, che ha i dati dei contagiati. In caso di corrispondenza, il ministero fornisce indicazioni per la registrazione e la quarantena.  Anche Hamagen prevede che le informazioni siano memorizzate solo sui telefoni degli utenti.

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In Russia, i residenti nella regione di Mosca in particolare sono tenuti a scaricare un codice QR sul proprio cellulare per spostarsi nella città. I cittadini devono registrarsi su un sito web governativo o scaricare un’app sul proprio cellulare, ricevendo così un codice QR che può essere oggetto di controllo da parte delle autorità; il codice, stampato o salvato sullo smartphone, deve essere portato sempre con sé, unitamente al passaporto.

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Per quel che concerne l’efficacia di questi software di contact tracing, largamente condizionata dall’effettivo utilizzo degli stessi da parte della popolazione,  fatta eccezione per qualche Paese come la Germania i numeri non sono incoraggianti: secondo uno studio pubblicato dal Big Data Institute di Oxford, affinchè possa registrarsi un concreto effetto sulla curva dei contagi le app di tracciamento dovrebbero essere scaricate almeno dal 60% della popolazione, percentuale che in gran parte dei Paesi interessati non è stata raggiunta. D’altro canto, gli Stati che hanno reso obbligatorio l’utilizzo delle app non sono usciti esenti da critiche non solo sulla compressione delle libertà dei cittadini, ma anche sull’efficacia dello stesso tracciamento.

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La scarsa resa sul campo delle varie app di contact tracing può motivarsi anche tenendo conto della dimensione sovranzionale del problema, che oltre a linee guida comuni avrebbe richiesto un sistema di tracciamento unico e sincronizzato, soprattutto in vista delle riaperture tra le diverse nazioni; tecnologie differenziate per ogni Paese, ognuna delle quali con una limitata diffusione, hanno reso nulla la possibilità di una tutela sovranazionale ed europea. Sarebbe stato proficuo, inoltre, indagare preventivamente su quale percentuale della popolazione manifestasse effettiva disponibilità ad utilizzare l’app di tracciamento in un’ottica di volontarietà, così da valutare se uno scarso interesse da parte dell’utenza ne avesse reso vano lo scopo e il rilascio.

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La generale diffidenza degli utenti verso le app di tracciamento come Immuni trova la sua ragion d’essere nel timore che il loro utilizzo possa costituire un primo passo verso pericolose forme di ingerenza nella sfera privata dei singoli da parte di soggetti pubblici o privati, in contrasto con i principi di democrazia dello Stato liberale. È quindi fondamentale che il funzionamento delle app di contact tracing non prescinda da caratteri quali la volontarietà, la tutela dei dati personali e la trasparenza dei codici, così da rendere i software compatibili con i diritti fodamentali e rafforzare la fiducia della popolazione verso questi strumenti di tracciamento, la cui scarsa diffusione ne condiziona inevitabilmente l’efficacia.

 

 

 

 

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