IL COVID-19 NON RINVIA LA PARTENZA DEL PROGETTO LNG 2

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La società russa Novatek annuncia che non sono previsti ritardi per il lancio del progetto LNG 2 nonostante la diffusione del virus nel sito di costruzione. Partenza prevista per il 2022.
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L’estrazione e la commercializzazione di gas naturale liquefatto nell’artico russo sta per ricevere un nuovo ed importante impulso. Oltre al progetto LNG nella penisola di Yamal di cui la Novatek, (colosso russo produttore di gas naturale liquefatto) detiene il 50.9%, la stessa compagnia, in collaborazione con diversi partners stranieri, sta lavorando alla realizzazione di un secondo progetto che, secondo le stime, dovrebbe arrivare a produrre 20 milioni di tonnellate annue. A destare preoccupazione era stata la diffusione del virus nel sito di costruzione a Belokamenka, vicino Murmansk, luogo in cui lavorano circa 11.000 persone e dove erano stati registrati più di 2200 casi. Già a metà giugno però, sembra che le autorità avessero ripreso il controllo della situazione ed erano stati registrati pochi nuovi casi.
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Può andare avanti secondo i piani quindi il progetto che prevederà, come il progetto LNG di Yamal, la vendita di gas regolata da contratti a lungo termine a compagnie partner ed investitori stranieri, specialmente cinesi. Infatti già nel progetto LNG la presenza cinese è estremamente rilevante con una quota della CNPC del 20% e del Silk Road Fund del 9.9%, tutto regolato da un contratto che prevede una fornitura annua di 3 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto. Oltre la partecipazione cinese, il progetto LNG 2 vede la partecipazione di Total (già partner del progetto LNG) che ha acquistato il 10% e l’italiana Saipem, che ha contribuito alla costruzione di piattaforme e treni di liquefazione. 
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La realizzazione e l’avvio di questo secondo progetto nel golfo di Ob, all’interno del mare di Kara, verrà supportata ed incentivata dall’ampliamento della flotta, già numerosa, di rompighiaccio a propulsione nucleare. Le autorità russe infatti puntanto a massimizzare il potenziale di entrambi i siti LNG: già lo scorso mese è stata portata a termine la prima spedizione di gas verso la Cina con sei settimane di anticipo rispetto alla tabella di marcia degli anni precedenti, inoltre, sempre lo scorso mese, è iniziata la costruzione della quarta rompighiaccio dell’Arktika class, la Yakutia, e la quinta è prevista per l’anno prossimo.
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Marco Volpe

Ciao a tutti, sono Marco Volpe, analista dello Iari per la regione artica. La mia passione per l’estremo Nord viene da lontano. Mi piace considerarla come il punto di arrivo che ho inseguito per tanto tempo, raggiunto attraverso un percorso iniziato con lo studio del cinese alla Sapienza di Roma, poi alla Beijing Language and Culture University di Pechino e all’Istituto Confucio di Leòn. Gli studi di relazioni internazionali condotti alla University of Leeds mi hanno dato gli strumenti per poi interpetare l’ascesa inarrestabile cinese nell’ordine globale. A quel punto era diventato imprescindibile approfondire il rapporto della Cina con l’ambiente, e il mio sguardo si è allora posato su quell’area remota del mondo ancora apparentemente fuori dai giochi internazionali e dai grandi investimenti, dove la cura per l’ambiente conta più di tutto. Un’area che ovviamente aveva già attirato le attenzioni della lungimirante leadership cinese. E così, tornato a Roma, ho frequentato un master sulla geopolitica artica e sviluppo sostenibile presso la Sioi, focalizzando la mia attenzione sulle mire cinesi nell’area. Il risultato è un pò il punto di arrivo di cui parlavo: collaborare e far parte di think tanks, tra cui lo Iari e l’Arctic Institute, che mi permettono di avere un confronto maturo, professionale ed appasionato sulle vicende internazionali che scandiscono il ritmo delle geopolitica odierna. Un punto di arrivo che è, ovviamente, un nuovo punto di partenza.
Mi sono appassionato alla fotografia quando, durante il mio primo viaggio in Cina, mi trovavo di fronte delle scene e dei volti che non potevo non immortalare. Ciò di cui non posso fare a meno è sicuramente la musica, soprattutto nella sua dimensione live e di festival. Radiohead, Mumford and Sons e National gli artisti che non posso non ascoltare prima di andare a letto.

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