COME SUPPORTARE GLI SFORZI DELLA TASK FORCE MULTINAZIONALE CONGIUNTA DEI QUATTRO PAESI DEL LAGO CIAD PER COMBATTERE IL GRUPPO DI BOKO HARAM?

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

La buona riuscita delle operazioni mirate a combattere i gruppi terroristici di Boko Haram, che operano nei quattro Paesi bagnati dal Lago Ciad (Cameroon, Ciad, Niger e Nigeria), non dipende soltanto dalle risorse militari a disposizione della Task Force multinazionale congiunta, ma anche dall’abilità dei governi dei Paesi interessati di migliorare le condizioni delle popolazioni locali per ottenere la loro fiducia.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

Il supporto della Task Force congiunta è decisivo per i quattro Paesi del Lago Ciad, eppure questi devono impegnarsi a potenziare le proprie capacità interne, rafforzare i piani d’intelligence, impiegando un numero maggiore di truppe per operazioni più lunghe, garantendo il pieno rispetto dei diritti umani e richiedendo all’Unione Africana e all’Unione Europea maggiori finanziamenti.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

Per rendere più efficaci gli sforzi contro le insurrezioni jihadiste della Task Force congiunta, i Paesi del Lago Ciad dovrebbero focalizzare maggiore attenzione sui propri servizi d’intelligence governativi e dovrebbero migliorare il coordinamento e lo scambio di informazioni con i comandi militari della Task Force stessa. Talvolta, pare che i governi interessati non chiariscano quando le forze nazionali stanno operando sotto il comando nazionale o sotto il comando della Task Force multinazionale congiunta.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

Questa nuova prospettiva è emersa nel momento in cui, il rapporto dell’International Crisis Group del 7 luglio ha registrato che i gruppi jihadisti non stanno mostrando rilevanti segni di indebolimento. Piuttosto, continuano a deteriorare i Paesi africani e, soprattutto, la Nigeria. Un maggiore coordinamento e scambio di informazioni tra i governi dei Paesi e la Task Force garantirebbe, di riflesso, una maggiore sinergia tra i governi dei quattro Paesi del Lago Ciad aumentando la fiducia nelle rispettive popolazioni. Dal momento in cui la minaccia di Boko Haram è emersa, i gruppi terroristici ha sfruttato la sfiducia generalizzata delle comunità locali nei confronti dei governi nazionali, trovando terreno fertile per le proprie pratiche di indottrinamento religioso e reclutamento di nuovi giovani militanti, offrendo opportunità economiche per sopravvivere. Questo meccanismo ha facilitato la creazione di una fitta rete criminale.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.1″]

Una nuova linea d’azione si concentra principalmente su: una maggiore collaborazione tra i quattro Paesi che, negli ultimi anni, hanno ostacolato continuamente la loro capacità di lavorare insieme; un rafforzamento delle capacità interne ma anche dei rapporti con le organizzazioni regionali, nazionali e multinazionali coinvolte in questa stessa lotta; sulla ricerca di nuove fonti di finanziamento per sopperire alla mancanza di fondi delle Nazioni Unite e alla lentezza dell’erogazione dei fondi predisposti dall’Unione Europea. La realizzazione di questi obiettivi aumenterebbe il potenziale della Task Force multinazionale congiunta nella lotta contro Boko Haram che, fino a questo momento, può vantare operazioni importanti nel 2015 e nel 2016 che hanno concretamente arginato l’azione distruttiva di Boko Haram, brevi interventi nel 2017 e 2018 e operazioni significative nel 2019 grazie alle quali sono stati bloccati i traffici di denaro dei terroristi, hanno liberato i civili catturati e facilitato la consegna di aiuti umanitari.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.1″] style=”display:block” data-ad-format=”autorelaxed” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”3043690149″>[/et_pb_code][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Latest from AFRICA