“ORZEŁ BIAŁY” RISPLENDE PIÙ CHE MAI: LA DEFENDER EUROPE “PLUS” 2020 E L’INTESA STRATEGICA TRA POLONIA E SLOVACCHIA

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La cooperazione mai sopita ed in costante ascesa tra la NATO e la Polonia in ottica di rafforzamento strategico regionale ha raggiunto nel 2020 uno dei suoi apici. Con il suo massivo dispiegamento di forze interalleate la Defender Europe 2020 è uno dei fondamentali tasselli per comprendere il futuro e la strada tracciata dall’Alleanza Atlantica, assieme all’importante accordo regionale tra Polonia e Slovacchia raggiunto di recente che da una firma all’intesa strategica tra le due nazioni.

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“E’ grazie alla leadership che possiamo affrontare sfide difficili. (…) La libertà non è data una volta per tutte. La libertà non è gratuita. La dobbiamo rafforzare ogni volta.” Queste le parole dell’ambasciatore americano in Polonia Georgette Mosbacher osservando lo svolgimento dell’esercitazione Defender Europe Plus 2020. Parole indicative per intuire la visione geopolitica americana sotto il velo di Maya. La cooperazione strategica Polacco-Americana è stata battezzata già con l’ingresso della nazione di Lech in NATO, per motivazioni storiche di previdenza rispetto ai due vicini tradizionalmente interessati al suo smembramento e strategiche nel creare un forte deterrente che li inserisse pienamente nella sfera occidentale e prevenire un nuovo accordo di San Pietroburgo tra Prussia e Russia come quello del 1772. Questo processo è acuito da qualche anno a questa parte dal tentativo di divincolo della Germania rispetto alle truppe americane NATO nel suo territorio, si potrebbe pensare ad un passaggio di testimone. Questo passaggio ha trovato una nazione fertile e con tutto l’interesse d’integrarsi ai sistemi NATO in maniera ancora più stretta.

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Esplicite le dichiarazioni del ministro della difesa Mariusz Błaszczak: “Noi vogliamo che le relazioni tra la Polonia e gli Stati Uniti siano ancora più strette. Tutto è dalla nostra parte. Sono fiducioso del fatto che riusciremo assieme a portare a compimento la sicurezza della Polonia, dell’intero fianco est della NATO e di tutto il mondo libero, perchè questa cooperazione transatlantica è concentrata sul mantenere la sicurezza e la libertà dell’Europa e del mondo”, freudianamente leggibile il riferimento al primo obbiettivo dell’asse est dell’alleanza atlantica, ossia assicurare sé stessi da minacce esterne, altrimenti non ancora in grado di affrontare.

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In vista della crisi sanitaria COVID-19, gli Stati Uniti hanno ribattezzato l’esercitazione Defender Europe 2020 aggiungendoci un “plus”. Questa esercitazione, vista da molti osservatori in un’ottica addirittura biblica di “ritorno dei cavalieri dell’apocalisse” sul suolo europeo, è una delle più grandi esercitazioni militari NATO per mezzi, uomini e strutture coinvolte e vastità dei teatri operativi degli ultimi 25 anni. In programma è stato inserito inizialmente il trasferimento di 20000 uomini USA in suolo Europeo. Il 17 Giugno vi è stato l’impiego approssimativamente di 6000 soldati tra US e Polonia e 2000 unità di equipaggiamento tra cui carri armati, veicoli da combattimento, artiglieria, set di missili e l’aviazione. Le unità più interessate e coinvolte nelle esercitazioni sono la 12° brigata meccanizzata, con la 6° divisione areonautica da Cracovia, la 12°  Brainew di cavalleria, il 2° reggimento genieri, il 2° reggimento artificieri ed il 5° reggimento genieri. Per quanto riguarda i mezzi impiegati, vi saranno coinvolti gli f-16 della 2° Tactical air wing, elicotteri Mi-24 dalla brigata d’aviazione e 10 aerei della 3° Ala trasporti aviazione. Gli USA invece hanno dispiegato circa 4000 uomini dal Comando avanzato della 1° divisione cavalleria, dal gruppo operativo della 2° Brigata, dalla 3° Divisione di fanteria, e la 3° Brigata di aviazione, dal 7° Comando operativo per le esercitazioni dell’esercito e dal 21° esimo comando di supporto al teatro operativo e dal JOINT di preparazione multinazionale.

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Un dispiegamento di forze additivo all’implementazione regionale delle truppe USA è quindi il nucleo fondativo dell’esercitazione, che si accompagna all’azione bilaterale promossa dal governo polacco verso i suoi vicini V4. Fondamentale nella cooperazione regionale dell’Europa centrale è l’accordo raggiunto l’8 Luglio 2020 tra il ministro della difesa polacco Mariusz Błaszczak e la controparte slovacca Jaroslav Nad’. Il memorandum of understanding commentato dal ministro Błaszczak suona così: “Stiamo costruendo un sistema di sicurezza che garantisca la Polonia e la Slovacchia ma anche il fianco est della NATO, i nostri sforzi sono coordinati..”. Un’azione volta ad affiancare le proprie forze a quelle di una nazione strategicamente importante del blocco V4 e per le relazioni internazionali polacche. Il ministro della difesa Slovacco si è dichiarato interessato a visitare la Polonia dopo che il COVID-19 sarà passato, commentato come un “segnale ottimo d’enfasi del rapporto Slovacchia-Polonia” dal ministro polacco.

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Durante il suo soggiorno a Varsavia il ministro slovacco ha indicato come il mantenimento di buone relazioni tra le due nazioni sia fondamentale per la cooperazione, pur ribadendo che esse fino ad ora lo siano state indicando come esempi gli accordi sulle forze speciali e questo memorandum. Esso pertiene la cooperazione tra l’aviazione polacca e quella slovacca. Esso crea un JOINT di coordinamento dei comandi e di utilizzo reciproco delle basi aeree e dei JOINT di esercitazione dell’alleato nelle strutture NATO NATINAMDS, ossia quel sistema di basi aeree NATO collocate sia in Polonia così come nel Baltico tutto dispiegate alla nascita delle cosiddette “NATO air policies”. L’accordo di cooperazione fornirà le competenze e le dritte alla Slovacchia delle forze armate polacche che la accompagneranno nella sua transizione dai MiG-29 agli F-16, acquistati in blocco di 70. La Polonia, che li adopera già da tempo ed ha beneficiato a sua volta dell’assistenza americana ed europea nel loro impiego, ha esperienza fondamentale per l’esercito slovacco anche nell’utilizzo dei M-346 Bielik AJTs adatti all’addestramento dei piloti di 4° generazione nel combattimento aereo multi-ruolo (come l’F-16 per altro). Questa cooperazione per l’alleato slovacco segnerebbe assieme alla sua spesa in armamento un vero passaggio d’epoca verso il cuore del terzo millennio. NATO NATINAMDS ha in progetto anche l’ammodernamento dei sistemi missilistici dei due paesi, entrambi di fattura post-sovietica. Attualmente montano i Kub/SA-6 SAM, la Polonia ha dichiarato di volerli sostituire attraverso il Progetto Narew, ma non sono attualmente disponibili informazioni ulteriori a riguardo.

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L’integrazione slovacca agli standard polacchi e la mutua assistenza ed esercitazione è un forte segnale della progressiva integrazione dentro il sistema di “NATO air policies” che estende la sua copertura e la sua cooperazione a tutto il blocco est atlantico. L’implementazione geostrategica NATO passa necessariamente per il blocco centrale-baltico dell’Europa capitanato da uno dei suoi migliori partner, dimostratosi estremamente capace a livello operativo e gestionale ma soprattutto intenzionato ad utilizzare la propria integrazione atlantica come cavallo di battaglia della sua politica estera, utilizzandola come deterrente e come libra di peso specifico da aggiungere a quello economico in rapida e verticale crescita. La difesa polacca oltre ad essere in costante e repentino ammodernamento ha una funzione centrale nell’area baltica e del confine di terra con il blocco russo, gli alleati atlantici non hanno intenzione di cedere la loro presenza sul continente e l’insofferenza per la loro presenza in Germania è la scintilla che entrambi gli attori, polacco e americano, attendono per stringere ancora di più la propria intesa. Essa, funzionale agli interessi strategici d’entrambi, sembra anche dell’equilibrio di forza con gli alleati V-4 come la Slovacchia far risplendere d’oro le ali dell’aquila di Lech (Orzeł Biały) leggendario simbolo della nazione polacca.

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