INSTABILITÀ IN MALI, UNA MINACCIA PER TUTTO IL SAHEL

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.1″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||” hover_enabled=”0″]

Il Mali, da anni, è scosso da violente rappresaglie a sfondo etnico tra le diverse etnie che compongono il variegato mosaico della sua popolazione. Da ultimo, alla fine del mese di Maggio, alcune villaggi Fulani sono stati presi d’assalto dai pastori Dogon, provocando la morte di quasi 30 persone, comprese donne e bambini.

[/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=”4.1″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”]

[/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=”4.1″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||” hover_enabled=”0″]

La rivalità tra pastori Fulani ed etnie Dogon a stanziamento stabile, come detto, non è nuova. Essa però si è esacerbata nel corso degli anni, mietendo un bilancio di 448 vittime nel 2019, secondo le stime ufficiali delle Nazioni Unite. Per i primi mesi del 2020, l’ Armed Conflict Location and Event Data, ha già registrato poi più di 300 vittime, con un aumento esponenziale della violenza politica sul territorio. Il conflitto interno, suscita le preoccupazioni della comunità internazionale per due ordini di ragioni, una di rilevanza prettamente regionale, ed una di più ampio respiro.

[/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=”4.1″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”]
[/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=”4.1″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||” hover_enabled=”0″]

In primo luogo, infatti, il conflitto tra i due ceppi di popolazione ha esacerbato le condizioni di vita nelle regioni semi-aride del Mali, rendendo ancora più precaria la qualità della vita delle comunità ivi abitanti. Inoltre, essendo la composizione etnica scevra da confini fisici, il conflitto si è allargato, dapprima dalle regioni settentrionali a quelle centrali del Paese, ed in secondo luogo ai Paesi circostanti, prima di tutto il Burkina Faso, spesso utilizzato come base per preparare gli attacchi o come rifugio, andando quindi a razionalizzare uno scontro, in una regione- quella del Sahel- già particolarmente instabile e difficile da controllare sia per i corpi militari locali che per le missioni di peace-keeping degli organi internazionali.

[/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=”4.1″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”]
[/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=”4.1″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||” hover_enabled=”0″]

In secondo luogo, il Mali continua ad essere, proprio per la sua instabilità, luogo privilegiato di insediamento e reclutamento di Al- Quaeda e affiliati, anche a causa del risentimento avverso certe parti della compagine occidentale che serpeggiano nel Paese, a causa degli attacchi contro i Tuareg degli ultimi anni.

La situazione di particolare fragilità del tessuto sociale, rendono quindi il Mali il luogo ideale per il proliferare delle Organizzazioni terroristiche, indebolite in altri scacchieri geopolitici. La messa in sicurezza del Mali, dunque, si dimostra ancora una volta determinante per garantire stabilità all’intera regione.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Latest from AFRICA