BERLINO E WASHINGTON SEMPRE PIÙ DISTANTI?

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Ancora una volta le decisioni del Presidente Donald Trump fanno discutere, spesso risultano incomprensibili agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, ma soprattutto sono incomprensibili per gli Stati Europei e per i cittadini europei, che dal dopoguerra ad oggi sono stati abituati alla difesa e al pieno sostegno di Washington.

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Ma cosa sta accadendo tra Stati Uniti e la Germania? E più in generale tra Stati Uniti ed Europa? La Casa Bianca del Presidente Trump avrebbe l’intenzione di ritirare circa 9.500 militari statunitensi dalla Germania, in cui vi sono dispiegati attualmente 34.500 militari, verrebbero così mantenuti solo 25.000 militari americani. Nessuno attualmente ha ben capito a cosa serva questa mossa del Presidente Trump, dal momento che non è arrivato alcun chiarimento riguardo tale decisione. Possiamo tuttavia cercare di ipotizzare alcuni motivi che potrebbero aver spinto Washington a mettere in campo un’azione del genere.

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L’idea di Stati Uniti che Donald Trump ha in mente sono quelli delineati nel corso della sua scorsa campagna Elettorale, l’America First per intenderci, a questo slogan corrisponde un’idea di politica estera e interna ben precisa. Si tratta di attuare la classica politica isolazionista americana, sciogliendo Washington dai vincoli di alcuni trattati internazionali, da cui gli Usa hanno già annunciato il ritiro, la visione dell’amministrazione Trump è quella di un sistema internazionale bipolare diviso tra Usa e Cina e non più multilaterale.

Dunque la visione del Presidente non è poi così priva di logica, lo è però il suo modo di comunicare e gestire la politica, si essa interna che estera. Il ritiro dei militari Statunitensi potrebbe servire in funzione interna, la mala gestione federale del Corona Virus, le tensioni e manifestazioni dei cittadini afro americani, stanno mettendo a dura prova la leadership e la capacità di governo del presidente Trump, ormai sceso nei sondaggi vertiginosamente, in favore di Joe Biden. Forse comunicare alle famiglie americane che i loro figli e soldati stanno tornando a casa, potrebbe far recuperare qualche punto nei sondaggi, e darebbe all’opinione pubblica l’idea del progressivo ritiro delle truppe americane dislocate nelle varie missioni internazionali.

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 La reazione di Berlino non si è fatta di certo attendere, Il ministro della Difesa della Germania, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha criticato la decisione dell’amministrazione Trump sulla rimozione di circa un quarto dei militari statunitensi in servizio sul suolo tedesco, sottolineando come tale mossa possa minare alla forza della NATO e della stessa Washington. Per la Cancelliera Angela Merkel e il suo governo, il ritiro delle truppe statunitensi recherebbe più danni alla NATO che a Berlino, dal momento che la presenza dei militari degli Stati Uniti sul suolo tedesco deriva dall’intenzione di preservare la sicurezza dell’intera Alleanza.

Va subito chiarito che in questi ultimi anni i rapporti bilaterali tra Stati Uniti e Germania non sono stati per nulla idilliaci, ma sono stati caratterizzati da scontri tra Berlino e Washington in numerose occasioni, e su vari dossier internazionali. Lo stesso ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas, ha riconosciuto di attraversare una fase complicata delle relazioni con gli Stati Uniti.

Da parte sua, il Presidente Trump ha chiesto più volte alla Germania di aumentare la propria spesa militare, e ha accusato la stessa Germania di dipendere eccessivamente dalla Russia per quanto riguarda il suo approvvigionamento energetico, riferendosi al gasdotto Germania-Russia Nordstream2, su cui gli americani sono tornati a minacciare sanzioni, alla Casa Bianca preoccupano anche le relazioni tra Cina e Germania.

In questa epoca di transizione che tutto il mondo sta attraversando, accelerata dall’arrivo del Covid-19, nel ripensare una nuova Europa, non sarebbe forse arrivato il momento di includere una vera e propria difesa Europea? Questo darebbe all’Unione Europea la necessaria credibilità nelle relazioni con gli Stati Uniti ma anche con Cina e Russia.

 

 

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Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguito gli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.

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