TUTTI GLI ERRORI DI BOLSONARO: IL BRASILE IN PIENA CRISI POLITICA

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Cala la sua popolarità, sale l’apprezzamento già alto verso l’ormai ex ministro della Giustizia Sergio Moro, e continuano ad aumentare i contagi da coronavirus in seguito alla decisione controcorrente di non chiudere il Paese in quarantena. Non tira buon vento in casa Bolsonaro, ma la causa della tempesta è da far risalire a una serie di scelte sbagliate, prese di pancia o, forse, con superficiale astuzia

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Non solo crisi sanitaria. Il Brasile di Jair Bolsonaro sta vivendo la crisi politica peggiore da quando il presidente di destra è al governo. Cala la sua popolarità, sale l’apprezzamento già alto verso l’ormai ex ministro della Giustizia Sergio Moro, e continuano ad aumentare i contagi da coronavirus in seguito alla decisione controcorrente di non chiudere il Paese in quarantena. Non tira buon vento in casa Bolsonaro, ma la causa della tempesta è da far risalire a una serie di scelte sbagliate, prese di pancia o, forse, con superficiale astuzia. Procediamo con ordine.

Primo errore: la politica sanitaria (non) adottata per contrastare l’epidemia. Centosettanta positivi, più di undicimila decessi: è il tragico bilancio brasiliano, causato dalla leggerezza con cui il presidente sta gestendo la situazione. Tra misure di isolamento inadeguate e ospedali al collasso, conditi dalle battute constanti e irrispettose del presidente, il consenso popolare intorno a Bolsonaro scende in picchiata giorno dopo giorno.

Secondo errore: le destituzioni del ministro della Salute Luiz Mandetta, una delle figure più popolari del governo, e del capo della polizia federale Mauricio Valeixo. Mandetta, sostenuto da diversi governatori statali, aveva scelto di difendere con forza la politica sanitaria raccomandata dall’OMS:  distanziamento sociale, quarantena obbligatoria, dispositivi di protezione individuale per la popolazione. Bolsonaro, che considera la decisioni suggerite come il frutto di un’ “isteria generale”, non ci ha pensato due volte, e ha destituito il ministro della Salute, andando contro il parere dell’opinione pubblica. Un passo falso: il 76% dei brasiliani concordava con le scelte del ministero della Salute.

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La destituzione del capo della polizia federale Mauricio Valeixo, in apparenza, è arrivata senza troppe spiegazioni ufficiali. Ma la motivazione, tuttavia, è risultata chiara a tutti, soprattutto all’ex magistrato e ministro della Giustizia Sergio Moro, che ha scelto di rassegnare le dimissioni come conseguenza: Bolsonaro ha cercato di interferire con le inchieste in corso sui suoi figli e ha provato ad accedere ai rapporti dell’intelligence. Già, perché l’assessore Carlos Bolsonaro, il deputato Eduardo Bolsonaro e il senatore Flavio Bolsonaro sono accusati di corruzione, diffusione di fake news e rapporti con le mafie brasiliane, in particolare con i gruppi paramilitari di Rio de Janeiro. Il papà Jair ha provato, stando alle accuse di Sergio Moro, di compromettere le indagini sul loro conto: così, la Corte Suprema del Brasile ha aperto un’inchiesta con sei capi d’accusa contro il presidente brasiliano.

Terzo errore: credere che qualunque cosa, qualunque parole, qualunque scelta politica, gli sia concessa. L’inchiesta del tribunale federale smonta, dopo due anni di governo anti-democratico, la convinzione illusoria che il presidente possa fare tutto nel totale non-rispetto della legislazione.  La situazione apre alla possibilità di sottoporre Bolsonaro alla procedura di impeachment: tuttavia, il Parlamento al momento non sembra essere disposto ad affrontare il secondo impeachment in nemmeno quattro anni (agosto 2016, Dilma Rousseff destituita dalla carica di presidente). La popolazione, secondo l’Istituto Datafolha, è invece spaccata in due: il 45% sarebbe favorevole all’impeachment, il 48% contraria, il 7% in dubbio.

Quello che è certo è la popolarità di Bolsonaro sta sfumando. Aver perso Moro e Mandetta nell’esecutivo, far pagare ai brasiliani le sue scelte sbagliate e irresponsabili in ambito socio-sanitario, essere oggetto d’inchiesta della Corte Suprema, sono tutte cause e conseguenze del suo credersi invincibile. Ora, la magistratura ha due mesi di tempo per provare la colpevolezza o l’innocenza di Jair Bolsonaro. In due mesi, stando a come sta conducendo la situazione, tutto può solo peggiorare.

 

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