I LAVORATORI INFORMALI: GLI INVISIBILI DELL' AFRICA

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Il contesto giuslavoristico interno al continente africano, è costituito da infrastrutture normative povere e lacunose. Il tema del diritto al lavoro, infatti, necessiterebbe di una complessa rivisitazione.

L’ Organizzazione Internazionale del Lavoro( OIL) definisce le normative del continente- con l’eccezione di quella sudafricana e keniota, con un margine di miglioramento in quella etiope- come “ scarsamente rispettosa dei diritti dell’uomo e del lavoratore”, essendo ancora presenti larghe sacche di lavoro minorile sottopagato e in contrasto con il diritto all’istruzione universalmente riconosciuto, normative igieniche e di sicurezza sui luoghi di lavoro inesistenti, e soprattutto una grandissima diffusione del lavoro informale.

Certo, il problema della emersione e della regolazione del lavoro informale, non è un problema solo africano: questa particolare categoria è presente in tutto il mondo, ed in tutto il mondo è meno tutelata rispetto alla categoria dei lavoratori formali.

In Africa però il problema si amplifica. Il lavoro informale non deriva, infatti, solo dalle diverse possibilità di accesso a percorsi di istruzione e carriera: vi è un fattore culturale da tenere in considerazione. Una gran parte della popolazione del continente, conserva un’eredità di lavoro ambulante, che si sposta da una tribù o da un gruppo etnico all’altro durante il corso dell’anno, o ritiene ancora il baratto un mezzo accettabile di conduzione degli affari economici.

Bisogna inoltre tenere in considerazione il fattore urbanistico: nelle immense baraccopoli alla periferia di Lagos o di Nairobi, il lavoro “ alla giornata” è spesso l’unica soluzione possibile.

E tuttavia, in una condizione di recessione economica come quella che si profila per la seconda parte del 2020, la prima per l’ Africa in venticinque anni, questa fascia di lavoratori è ancora più bisognevole di tutela: a seguito delle prolungate quarantene e delle misure di contenimento poste in essere ormai lungo tutto il continente per contrastare il Covid-19, si prevede che in Africa si creeranno circa 33 milioni di poveri, di cui più di due terzi attualmente occupati in lavori informali. Una parte di popolazione che, in sostanza, potrebbe da un giorno all’altro non avere più i mezzi per il sostentamento di base, senza nessun tipo di tutela dallo stato.

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