L’ETIOPIA PUNTA ALL’ACQUA: LA GRAND ETHIOPIAN RENAISSANCE DAM

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.1″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||” hover_enabled=”0″]

Una delle questioni più urgenti del prossimo millennio sarà la gestione delle limitate risorse di acqua dolce del mondo. La disponibilità naturale di acqua è diminuita notevolmente negli ultimi tempi a causa di molti diversi fattori, come la rapida crescita demografica, e varie regioni del mondo stanno vivendo situazioni di scarsità d’acqua, molte per la prima volta. Il futuro della gestione delle risorse idriche si presenta quanto mai complesso e delicato in particolare nel panorama dei Paesi rivieraschi del Nilo, come l’Etiopia.

Il “gigante” del Corno d’Africa

 Con una popolazione di 110 milioni di abitanti, l’Etiopia è di gran lunga il Paese più popolato e con la superficie più estesa del Corno d’Africa, con il 20% della popolazione, pari a 22 milioni di persone, stanziato in città, in particolare, nella capitale Addis Abeba, che ha una popolazione in costante aumento, stimata tra i 6 e i 7 milioni di abitanti (quasi un 1/3 della popolazione urbana del Paese), con crescenti problemi sia di ordine ambientale (inquinamento, prima di tutto) che di degrado sociale.

Un Paese in crescita

Nel 2015 il Fondo Monetario Internazionale inserì l’Etiopia nella lista delle 5 economie con tassi di crescita più elevati al mondo e la politica energetica è da anni un asset fondamentale nel percorso di crescita del Paese che punta sulla valorizzazione della conformazione morfologica del suo territorio e su una delle sue risorse naturali più preziose: l’acqua.          Il Paese, infatti, dispone di un ampio potenziale idrico in grado di sopperire alle necessità della propria popolazione e in grado di favorire lo sviluppo del settore agricolo e idroelettrico. Pertanto, i grandi progetti di gestione dell’acqua a fini idroelettrici o irrigui sono le icone dello sviluppo e della modernizzazione del Paese. L’idea di sfruttare finalmente il ricco potenziale idrico per lo sviluppo del Paese è dunque al centro dell’immaginario di Rinascimento etiopico.

Il governo etiope ha stimato che gli investimenti necessari per favorire lo sviluppo agricolo e idroelettrico del Paese nel prossimo mezzo secolo saranno di circa 80 miliardi di dollari. Questo massiccio impegno economico ha l’obiettivo di arrivare a generare entro il 2025 40.000 MW di energia sfruttando i grandi bacini idrici presenti sul territorio nazionale.

Nel febbraio 2011, il Governo etiope ha annunciato l’intenzione di costruire una diga idroelettrica sul Nilo Azzurro, 45 km ad est del suo confine col Sudan, nella regione di Benishangul-Gumuz, ribattezzata Grand Ethiopian Renaissance Dam.

 

La “torre d’acqua d’Africa”

Il Paese è stato descritto come la “torre d’acqua dell’Africa”, con precipitazioni provenienti dalle Highlands etiopi che vanno ad alimentare il corso del Nilo Azzurro e il più ampio Nilo a valle. Dispone dunque di abbondanti risorse idriche e di un notevole potenziale idroelettrico. Tuttavia, al 2001, solo il 3% del suo potenziale idroelettrico era stato sviluppato. È stato stimato che l’83% della popolazione etiope oggigiorno non ha ancora accesso all’elettricità, e la stragrande maggioranza di essa fa affidamento sul combustibile a biomassa per cucinare e riscaldare, la qual cosa crea notevoli problemi alla salute e all’ambiente.

Inoltre, il Governo ha sostenuto che oltre a fornire elettricità agli etiopi, la diga genererebbe un surplus di energia tale da poter essere esportato nei Paesi vicini, come Egitto, Gibuti, Sudan, Sud Sudan e Yemen, dunque, la capacità di produrre energia in quantità sempre maggiori rappresenta il fulcro della strategia di crescita e sviluppo dell’Etiopia. L’obiettivo è rendere la Grand Ethiopian Renaissance Dam (conosciuta anche col nome di Millennium Dam) il più grande progetto idroelettrico d’Africa.

La Grand Ethiopian Renaissance Dam

 Il maestoso progetto, nato dalla visione e dall’immaginazione dell’Ing. Giorgio Pietrangeli, include la più grande diga in calcestruzzo rullato compattato del mondo, con una lunghezza di 1800 m e un’altezza massima di 175 m, la quale creerà un serbatoio con un volume totale di 74 miliardi di metri cubi d’acqua e una superficie di 1800 km2. La sua capacità complessiva sarà di 6000 MW di energia, l’equivalente di sei reattori nucleari.

La centrale idroelettrica comprende due centrali idroelettriche a cielo aperto situate a valle della diga sulle sponde sinistra e destra del Nilo Azzurro, che contengono rispettivamente sei e dieci turbine con una potenza installata di 2250 MW e 3750 MW. La capacità totale di 6000 MW deve essere costruita e gestita in fasi flessibili, a partire dalla centrale elettrica di sinistra, al fine di iniziare a generare elettricità prima di completare la diga e riempire il volume totale del serbatoio. Sarà la diga più imponente di tutto il continente africano.

L’imponente opera dovrebbe costare poco meno di 5 miliardi di dollari, 3 dei quali stanziati dall’Etiopia e 1,8 dalle aziende cinesi Voith Hydro Shanghai e China Gezhouba Group, responsabili della costruzioni di turbine e generatori. Nel novembre scorso, il Primo ministro Ahmed ha estromesso dalla gestione della diga il conglomerato industriale METEC, guidato da gruppi vicini ai militari e primo appaltatore domestico per la costruzione della GERD, più volte accusato di corruzione, cattiva gestione dei fondi e responsabile dei ritardi nel completamento dell’opera. Con tale gesto, Ahmed ha lanciato un messaggio contro la corruzione legata all’opera ed ha aperto ad ulteriori investimenti stranieri, necessari per il completamento dei lavori. L’estromissione del METEC, legato all’élite di etnia tigrina che ha guidato il Paese precedentemente all’avvento di Ahmed, con conseguente perdita di influenza del TPLF (Tigray People’s Liberation Front), rientra  inoltre nella strategia di pacificazione interetnica, che passa dall’allontanamento dai gangli del potere politico ed economico del gruppo militare e della classe dirigente tigrina ed amhara, e dal coinvolgimento nella vita politica dell’etnia maggioritaria, ma tradizionalmente discriminata, degli Oromo.

 

Cantiere della Salini Impregilo relativo alla Grand Ethiopian Renaissance Dam. Fonte: Ing. Nicola de Paolis (Salini Impregilo).

La costruzione della diga, la cui realizzazione dovrebbe esse completata per il 2022 e attualmente completa al 70%, è stata affidata alla multinazionale costruttrice Salini Impregilo, eccellenza italiana dalla storia ultracentenaria e riconosciuta a livello mondiale tra le migliori realtà nel campo della realizzazione di grandi opere complesse, attiva in Etiopia fin dagli anni ‘60 ed attualmente al lavoro su diverse opere nel settore idroelettrico del Paese. L’azienda è inoltre firmataria del Global Compact delle Nazioni Unite, persegue dunque obiettivi di sviluppo sostenibile, conciliabili con le sfide climatiche del nostro secolo e con un ammirevole rispetto per le risorse.

La Grand Ethiopian Renaissance Dam, presentata dalle autorità come il simbolo, ma anche come il cuore strategico, della “rinascita etiopica”, è dunque una visione, un’aspettativa condivisa di un’opera che potrà contribuire a ridurre la povertà, gli scontri sociali e l’arretratezza economica. Nell’immaginario collettivo etiope, la sua costruzione rappresenta il simbolo dello sforzo comune della nazione, una nazione impegnata alla rinascita e che può fare da traino e da stimolo per altri Paesi africani, favorendo per il continente quella rinascita da molti attesta.

 

Fonti

  • Aljazeera, Egypt still at odds with Ethiopia over giant Nile dam, 24th Oct 2019.
  • Block P., Strzepek K., Economic Analysis of Large-Scale Upstream River Basin Development on the Blue Nile in Ethiopia Considering Transient Conditions, Climate Variability, and Climate Change, in Journal of Water Resources Planning and Management, 136(2), 2010, pp. 156-166.
  • Salini Impregilo, https://www.salini-impregilo.com/it/progetti/dighe-centrali-idroelettriche/grand-ethiopian-renaissance-dam-project
  • Zupi M., Le nuove prospettive geopolitiche in Etiopia e nel Corno d’Africa e il ruolo dell’Italia, Cespi, Roma, 2019.

 

[/et_pb_text][et_pb_image src=”https://iari.site/wp-content/uploads/2019/12/1.jpg” admin_label=”banner dossier” _builder_version=”4.1″ locked=”off”][/et_pb_image][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Chiara Ferro

Attualmente ricopro il ruolo di Junior Political Researcher presso la Parliamentary Assembly of the Mediterranean. Sono laureata in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario con menzione alla carriera presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Politica ed Economia dell’Ambiente e correlazione in Geopolitica Economica sul futuro delle risorse idriche legate al caso studio della Grand Ethiopian Renaissance Dam. Con IARI, collaboro con l’associazione inglese “Cop26 and beyond” analizzando nelle mie analisi gli impatti del cambiamento climatico su ambiente e società. La curiosità e la ricerca scientifica sono state determinanti nello sviluppo del mio forte interesse per la geopolitica dell’ambiente e delle risorse energetiche. Tra le mie passioni rientrano la geografia, lo studio delle civiltà antiche, prime su tutte l’antico Egitto e l’antica Grecia, e la degustazione di birre artigianali in giro per il mondo.

Latest from AFRICA