LE AGENZIE DI SICUREZZA PRIVATE: IL CASO DELLA BLACKWATER

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Le questioni legali ed etiche dell’agenzia privata di sicurezza della Blackwater USA (ora Academi) sono ormai ampiamente conosciute. Ma come sono venute a galla essendo un’istituzione che adoperava nell’ombra e lontano dall’opinione pubblica? E come se la sono cavata dallo sdegno generale in seguito a diverse inchieste che la accusavano tra l’altro di violare i diritti umani?

La Blackwater USA nacque nel 1997 da un’idea di Erik Prince, un’ex ufficiale delle forze speciali dei Navy SEALS. L’agenzia iniziò ad operare come una società di sicurezza privata fornendo un supporto di formazione per le forze dell’ordine, per il Dipartimento di giustizia e per le organizzazioni militari. Nel 1998, un anno dopo la sua nascita, l’agenzia di sicurezza privata acquistò una struttura di formazione per i propri soldati a Moyoc in North Carolina: il nuovo centro di addestramento era affiancato da una fitta palude e da acque torbide, da qui il nome “Blackwater”. L’impianto di allenamento di 6.000 acri conteneva campi di riproduzione per esercitazioni indoor, outdoor, urban, un lago artificiale e una pista di guida.   

In seguito alla stipulazioni di contratti milionari con il Dipartimento della difesa, nel 2006 l’agenzia acquisto a Mount Carroll in Illinois (ad ovest di Chicago) un’altra struttura di addestramento, denominato “Impact Training Center”. Il centro, oltre ad addestrare i propri soldati, opera anche con le forze dell’ordine in tutto il Midwest degli Stati Uniti.

L’avvio delle operazioni in Iraq e il caso del “Blackwatergate”.

Il 12 maggio 2000, in seguito all’attentato dell’organizzazione terroristica di al-Qaida ai danni della  USS Cole (un cacciatorpediniere che ormeggiava nel porto di Aden nello Yemen per un rifornimento dopo una navigazione nel Golfo Persico) che causò la morte di 17 marinai e il ferimento di altri 39 (anche il commando terroristico morì con la detonazione di 150 kg di C-4 piazzati su un’imbarcazione diretta verso la USS Cole), l’agenzia ricevette il suo primo contratto da parte del governo degli Stati Uniti per difendere luoghi militari strategici di Washington.

Ma è durante la guerra in Iraq che la Blackwater USA entrò decisamente nel vivo. L’agenzia aveva il compito e la missione di salvaguardare i funzionari diplomatici, di svolgere il ruolo di guardie di sicurezza durante le installazioni militari dell’esercito, di addestrare l’esercito iracheno e le forze di polizia e fornire sostegno alle forze armate. Il primo contratto della Blackwater USA in Iraq avvenne nell’estate del 2003, quando l’agenzia ottenne un contributo di 21 milioni di dollari e due elicotteri da parte dell’inviato Presidenziale in Iraq Paul Bremer (egli era assoggettato alla direzione e al controllo per contro dell’ex Segretario della difesa Donald Rumsfled) per il distacco di sicurezza militare personale. Poi, nella primavera del 2006, la Blackwater USA fu una delle tre agenzie private di sicurezza che si aggiudicarono un contratto per fornire la sicurezza diplomatica in Iraq: una delle loro missioni era proteggere l’ambasciata americana.

I problemi legali della Blackwater USA non sono un segreto: sono ormai noti all’opinione pubblica a partire dal settembre del 2007. Il 16 settembre 2007, un convoglio di contractors (termine che si usa per indicare i soldati appartenenti ad un’agenzia privata di sicurezza militare) della Blackwater USA stava scortando un gruppo di funzionari dell’ambasciata americana nel quartiere Mansour di Bagdad; temendo un’imboscata ha aperto il fuoco su un gruppo di automobili sostate nei dintorni di piazza Nisour. Nello scontro a fuoco morirono 17 civili iracheni. In seguito all’incidente, fece grande scalpore l’indignazione pubblica del governo iracheno nei confronti dei contractors utilizzati dall’amministrazione Bush. Erik Prince, fondatore della Blackwater USA, prese direttamente le difese della sua agenzia e dei suoi militari coinvolti, affermando che: “quello che si è verificato, disse, è stato un deprecabile incidente”, sottolineando che dall’inizio del conflitto la stessa Blackwater USA aveva perso 30 uomini, mentre nessuno dei funzionari scortati aveva subito danni.

Le dichiarazioni del fondatore della Blackwater USA non impedirono un crescente interesse nazionale nel numero di forze private utilizzate in Iraq, sollevando questioni di legalità, responsabilità e sorveglianza. A tutto questo ne conseguì la formazione, da parte del Congresso statunitense, di una Commissione d’inchiesta bipartisan, presieduta dal deputato democratico Henry Waxman, per indagare su quanto avvenuto in Iraq e sull’operato della Blackwater USA.  Nacque così il cosiddetto “Blackwatergate”: un rapporto di 15 pagine della Commissione di controllo sulle attività del governo, in cui si sostiene che dal 2005 la Blackwater USA (il principale contractor privato americano in Iraq, che garantisce la sicurezza ai diplomatici del Dipartimento di Stato) è stata coinvolta in almeno 195 conflitti a fuoco e che i suoi uomini hanno sparato per primi in più dell’ottanta per cento dei casi.

Nel rapporto inoltre si accusa il Dipartimento di Stato di non aver chiesto conto alla società dei troppi incidenti causati, ma anzi di averla coperta ogni qualvolta che si verificavano: un’attacco diretto all’amministrazione Bush colpevole di aver coperto l’operato dei contractors. Dal rapporto, inoltre, si venne a conoscenza che uno degli uomini della compagnia, tornando da una festa completamente ubriaco, il 24 dicembre 2006 uccise uno degli agenti di scorta del vice presidente iracheno Adil Abd-Al-Mahdi. Immediatamente l’uomo venne rimpatriato per evitare un processo sotto il sistema legale iracheno, e la Blackwater USA se la cavò con soli 15.0000 dollari di risarcimento alla famiglia della vittima.

È fondamentale chiedersi se l’utilizzo della Blackwater USA abbia aiutato o danneggiato la posizione e la missione del paese in Iraq e se gli Stati Uniti debbano fare affidamento su aziende private per combattere e vincere le guerre. Il problema principale è che la sicurezza privata ha obiettivi diversi da quelli militari dell’esercito: la sicurezza privata ha il compito di sorvegliare persone o luoghi, non seguendo il piano del governo per vincere una guerra. La Blackwater USA garantì all’amministrazione Bush una copertura politica formidabile. I loro morti e feriti non vennero conteggiati e i loro crimini non vennero riferiti, indagati e perseguiti. Il punto della questione è che a fronte di 100.000 e più contractors presenti in Iraq non vi è stato che un solo caso di accusa formale avanzata nei confronti di uno di loro per crimini o reati commessi sul posto.

Per essere chiari, le questioni e le domande che sono emerse riguardo all’uso delle forze private in Iraq, non si limitano solamente alla Blackwater USA. Ci furono diverse compagnie che operarono accanto a loro, ma l’incidente che causò la morte a 17 civili portò a galla tutto l’operato dell’agenzia di Erik Prince. Nel febbraio 2009, la Blackwater USA cambiò nome in “XE Services LLC” e ristrutturò l’azienda. Uno dei fattori principali che ha aggiunse fu un programma etico-morale. Il mese successivo, il fondatore e CEO Erik Prince si ritirò, e nel dicembre dello stesso anno cessò ogni coinvolgimento nelle operazioni quotidiane. La XE Services LLC è stata acquistata da un gruppo di investitori che hanno costituito una nuova società: la “Academi”. Oggi, il centro di formazione in North Carolina opera come “United States Training Center – USTC” e svolge strategie di tattica militare e addestramento armi per militari e forze dell’ordine. Essi offrono anche corsi di guida tattica, e tiro tiro di precisione. Academi offre molti altri servizi, come la formazione marittima, l’addestramento cinofilo per la rilevazione di esplosivi e di droga.

Fonti

https://www.commondreams.org/views/2007/10/04/blackwatergate

https://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/iraq-119/guardie-private/guardie-private.html

https://copswiki.org/Common/BlackwaterInMoyock

https://silentprofessionals.org/blackwater/

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