PERCHÈ LA RUSSIA SEMBRA REGGERE L'IMPATTO CON IL COVID- 19?

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La Russia mostra di avere raccolto la sfida del Covid-19 nel migliore dei modi, i numeri attualmente sembrano dare ragione alle politiche di contenimento messe in piedi già dalla fine di Gennaio. È vero che, data la poca conoscenza del virus, i casi di contagio potrebbero registrare un aumento nei prossimi giorni, ma considerati e analizzati i dati attuali comparati alla popolazione russa ed il periodo trascorso, bisogna constatare che i contagiati sono circoscritti a un numero esiguo.

Ad un’attenta analisi i motivi per cui la diffusione  della pandemia  in Russia  potrebbe essere considerata più lenta sono  principalmente due. Il primo è legislativo/organizzativo mentre il secondo è  distributivo/territoriale. Analizziamo il primo punto, quello relativo alle iniziative legislative e organizzative intraprese da Mosca per contrastare la diffusione del Covid-19.

Le misure attuate dal governo con largo anticipo  si valutano che abbiano  conseguito fino ad oggi i loro effetti; si contano un numero limitato di contagi sia rispetto  ai vicini occidentali, con i Paesi dell’Unione Europea che risultano tra i più colpiti nella fase iniziale di espansione del virus, sia rispetto ai vicini orientali con la Cina su tutti. Del resto, le misure adottate e messe in piedi dal Cremlino non sono apparse per nulla tardive; si sono sviluppate in linea con la graduale diffusione del virus. Nel momento in cui in Cina la situazione sembrava sfuggire di mano, in Russia é iniziata l’ intensificazione dei controlli sulle persone provenienti dalla Cina già dal 23 gennaio. Lo stesso giorno in cui Pechino metteva lintera Wuhan in quarantena, la Russia metteva in quarantena l’intera Cina.

Al contempo i funzionari del Ministero dei Trasporti russo, sospendevano i treni sulla tratta Mosca-Pechino e chiudevano definitivamente al traffico pedonale e automobilistico il confine terrestre con la Cina, confine lungo ben  4.000 km circa. Mentre il mondo era scettico nei confronti della pericolosità del Covid-19 e bollava la questione come “meramente interna alla Cina” e nientemeno si accusava il regime di Xi di eccesso di misure restrittive, come se fosse tutto studiato ad arte per limitare le libertà dei propri cittadini, la Federazione Russa aveva già aveva schierato le proprie difese.

Mappa della Federazione Russa sui casi di Covid-19 La tonalità crescente di rosa sta ad indicare 1–9 Confirmed cases | 10–99 Confirmed cases | 100–999 Confirmed cases | cases 100–999 | 1,000+ Confirmed – le zone grigie sono esenti da malati di Covid-19 

Il cordone sanitario eretto da Mosca  con il diffondersi del virus, ha iniziato progressivamente ad estendersi al resto del mondo, comprendendo tutti quegli Stati che iniziavano a dare segni preoccupanti circa la diffusione rapida del Covid-19. Per le seguenti ragioni  il 2 marzo 2020 il Rospotrebnadzor (Capo del Servizio federale per la supervisione della protezione dei diritti dei consumatori e del benessere) ha ordinato di rafforzare il controllo sanitario negli aeroporti che ricevono voli dalla Repubblica Islamica dell’Iran, dalla Repubblica della Corea del Sud, dalla Repubblica Italiana, e di organizzare la supervisione medica per 14 giorni di tutti i cittadini che partivano dall’Iran e dalla Corea.

Quasi dieci giorno dopo, il 13 marzo, Mosca ha deciso di estendere il cordone a tutta Europa, tanto che il Rospotrebnadzor ha incaricato le singole autorità regionali di sottoporre ad esame di laboratorio Covid-19 tutti i viaggiatori che avessero recentemente soggiornato in Europa. Il 16 marzo il cordone sanitario si decidere di estendere a tutto il mondo, su decisione governativa si è limitato  l’ingresso nel Paese dal 18 marzo al 1° maggio agli stranieri e agli apolidi (Ordinanza del Governo n. 635). Il 25 marzo il governo federale russo si rende conto che forse le misure esterne” adottate per la lotta al Covid-19 potrebbero non bastare e quindi decide di attuare alcune misure interne” rivolte a chi vive sul territorio russo. Stop e chiusura totale delle attività dal 28 marzo al 5 aprile, ad eccezione degli esercizi commerciali considerati di prima necessità.

Oltre a questo provvedimento si aggiunge un pacchetto sanzioni per contrastare la diffusione del contagio, che prevedono 7 anni di carcere per chi è malato e viola la quarantena, infettando e causando la morte di unaltra persona. Altre misure prevedono sanzioni per coloro i quali pur non essendo contagiati, violano lordine di restare a casa e fino a cinque anni di carcere per chi diffonde notizie false e pericolose sulla malattia. In Russia i casi accertati di contagio sono più di 4.731 il numero complessivo dei contagi, sale così a 43 il numero dei morti, stando ai dati forniti il 4.04.2020 dal Centro di risposta all’emergenza. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa russe, dei 582 nuovi casi, 434 sono stati registrati a Mosca e altri 49 nella regione di Mosca; sette dei nove decessi sono avvenuti a Mosca.

Il secondo motivo, quello distributivo/territoriale, deve fare riflettere su come la popolazione russa sia diffusa sul territorio in maniera non omogenea. Attualmente i contagiati da Covid-19 sono in aumento e i decessi sono saliti (49). Va ricordato però che all’accompagnamento dei dati che potrebbero registrare un notevole aumento nei prossimi giorni, bisogna sempre tenere presente che la Federazione Russa attualmente ha una popolazione di 145 milioni di persone, di cui 12 milioni solo nell’area a Mosca –  salgono a 18 milioni se si considera l’intera area Metropolitana, 5 milioni a San Pietroburgo, 1.5 a Novosibirsk, seguita da Nižnij Novgorod con 1.311.252 e da Ekaterinburg, 1.293.537 milioni di persone. In queste cinque città risiedono all’incirca 27 milioni di persone, che costituiscono il 20% dell’intera popolazione russa, numeri alla mano si desume che 1/5 dei russi vive in cinque città. Di conseguenza basta perseguire delle politiche di prevenzione, come già del resto sta avvenendo, mettendo  il totale lockdown i centri abitati sopra citati per poter contenere l’espansione del virus.

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