COME GLI AMERICANI PERCEPISCONO IL CORONAVIRUS?

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La maggior parte degli americani avverte la pericolosità del #coronavirus per la salute pubblica. In base al sondaggio di YouGov, pubblicato il 9 marzo 2020, il 30% delle 20.000 persone intervistate ritiene il coronavirus una “grave minaccia” per la salute pubblica; mentre il 38% lo derubrica a “minaccia moderata”. Solo il 3% degli intervistati ha affermato che il coronavirus non rappresenta “nessuna minaccia” per gli Stati Uniti. Il 22% del campione valuta il virus come una “minaccia minima” e, infine, Il 7% ha risposto “non lo so”.

È stato confermato che circa 1.311 persone negli Stati Uniti hanno il virus e vi sono attualmente più di una trentina di morti, anche se molti altri casi potrebbero non essere stati ancora rilevati. Di questi casi segnalati, 38 persone sono morte, con decessi a Washington (30), California (4), Florida (2), New Jersey (1) e South Dakota (1). (A livello globale, sono stati confermati quasi 128.000 casi, con 4.718 morti.)

Il presidente Donald Trump ha annunciato l’11 marzo che sospenderà tutti i viaggi dall’Europa agli Stati Uniti per i prossimi 30 giorni, un divieto di viaggio che non include la Gran Bretagna. Trump ha anche affermato che le compagnie di assicurazione sanitaria forniranno una copertura per i trattamenti con coronavirus e rinuncerebbero a tutti i relativi pagamenti, secondo il New York Times.

A partire da martedì (10 marzo), i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie avevano testato 3.791 campioni per COVID, mentre altri laboratori statali e locali avevano condotto 7.288 test, secondo il CDC. Non è chiaro come questo numero si traduca in persone realmente infette, tuttavia, poiché alcuni stati eseguono il test due volte per confermare i risultati.

Inoltre Wall Street recupera terreno rispetto alle banche borse europee che hanno  fatto registrare un’altra giornata negativa, infatti la Federal Reserve ha annunciato che immetterà nel sistema monetario 1.000 miliardi di dollari tra oggi e domani. Nelle ore precedenti la borsa statunitense aveva accentuato le perdite dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha evitato di fornire dettagli sulle azioni che la sua amministrazione ha adottato e che sta valutando di adottare per attutire l’impatto del coronavirus Covid-19 sull’economia.

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Emanuele Gibilaro

Classe 95, analista di politica estera USA, membro del direttivo IARI e brand ambassador. Studente magistrale in Relazioni Internazionali (indirizzo Diplomazia e Organizzazioni internazionali) presso l’Università degli Studi di Milano. Ho conseguito la laurea triennale in “Storia, politica e Relazioni internazionali” a Catania- città di cui sono originario- con una tesi sul rapporto tra giornalismo e comunicazione politica durante alcuni eventi salienti della storia contemporanea di Italia e Stati Uniti.
Per IARI mi occupo di politica estera e interscambio diplomatico degli Stati Uniti con i principali attori internazionali. Ma anche di questioni energetiche e sicurezza nazionale. Approfondisco tali tematiche da diversi anni, in un’ottica che contempera dimensione giuridica, storica, diplomatica, militare ed economica.
Ho sposato il progetto IARI fin dal primo giorno della sua fondazione, perché ho visto un gruppo affiatato, competente e motivato a creare una realtà che diventasse un punto di riferimento per il mondo accademico italiano, ma anche per chi desidera avere un quadro sulla politica e i fenomeni internazionali. Abbiamo scelto il formato di think tank specializzato in quanto fenomeni complessi come quelli internazionali meritano un’elaborazione analitica, precisa e pluridimensionale, che non semplifichi le questioni con ideologie e luoghi comuni (così come spesso accade nelle testate giornalistiche del nostro Paese). Pertanto, l’analista deve mettere le sue competenze a disposizione del lettore, individuando possibili scenari e fornendo a chi legge tutti gli elementi necessari alla formazione di un’opinione.

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